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Soros, banche d’affari, multinazionali, il business dell’utero in affitto. Quando il grande capitale si sposa con le “famiglie arcobaleno”

(Articolo pubblicato su Il Giornale.it il 25/10/2018)

Quando si pensa al mondo Lgbt, l’immagine che viene spesso in mente è quella di minoranze discriminate e oggetto di aggressioni, e per questo bisognose di tutela.
Ma cosa accade quando i cosiddetti diritti civili delle famiglie “arcobaleno” sono in realtà sospinti e sponsorizzati da alcuni degli uomini e delle organizzazioni più potenti del pianeta?

A quel punto le lobby Lgbt, lungi dall’essere deboli e discriminate, finiscono per disporre di una potenza di fuoco capace di condizionare la politica, i media e la società civile.
Al punto da imporre la propria agenda e mettere a tacere le voci dissenzienti con le paroline magiche del politically correct: omofobia e discriminazione.


Soros

La carrellata non può che cominciare con quello che è considerato il re dei cospiratori globalisti: quel George Soros che, oltre a finanziare Ong e progetti a sostegno delle migrazioni di massa, con la sua Open Society Foundation foraggia associazioni per la promozione dei diritti Lgbt in tutto i mondo. In Italia sono celebri i 99.690 dollari elargiti nel 2014 all’Arcigay, che ha confermato nella relazione allegata al bilancio consuntivo del 2017 (senza specificarne l’entità), e in quelle dei due anni precedenti, nuovi finanziamenti della fondazione del magnate.
Se non viene specificato l’ammontare dei contributi del singolo donatore, è indicativo che i finanziamenti da “privati”, tra cui spicca l’Open Society, pesino per il 46% dei ricavi complessivi.

È noto anche, e visibile sui documenti dell’Open Society, il rapporto di “affidabilità” che lega numerosi europarlamentari Pd, partito che ha legalizzato in Italia le unioni civili, a George Soros.

Fuori dall’Italia, Soros ha sostenuto nel 2013 con 100mila dollari la Gay Straight Alliance, un’associazione per la promozione dei diritti Lgbt con sede ad Oakland e molto attiva in California, e nello stesso anno ha beneficiato di detrazioni fiscali per 2,7 milioni di dollari per avere supportato la causa dei matrimoni gay e dei diritti Lgbt.
Nel 2014 il finanziere ha elargito 525mila dollari a Justice at Stake, un’organizzazione americana promotrice della presenza Lgbt nei tribunali. Non sia mai si dovesse incorrere in qualche magistrato troppo tradizionalista.


Multinazionali e banche d’affari

Ma non è solo il finanziere ebreo-ungherese a sostenere il variegato mondo Lgbt.
Nel 2015 ben 379 tra le più importanti banche d’affari e multinazionali del globo hanno inviato una lettera alla Corte Suprema chiedendo una sentenza favorevole al riconoscimento dei matrimoni gay su tutto il territorio americano. Un impeto di amore per i diritti civili? Macché.
Le imprese sostenevano che ciò fosse necessario per il business, poiché, si legge nella lettera: “L’attuale quadro legale sui matrimoni tra persone dello stesso sesso è confuso e comporta oneri significativi per i datori di lavoro e per i loro dipendenti, rendendo spesso difficile portare avanti l’attività lavorativa”.
Questo poiché per le imprese poteva risultare complicato reclutare o trasferire talenti Lgbt, restii a lavorare in Stati dove questi diritti non fossero tutelati, oppure garantire benefici a coppie di fatto ma non riconosciute dalla legge.
Insomma: gli affari non vogliono complicazioni legate agli orientamenti sessuali.


Il ricco business dell’utero in affitto

Un settore che è considerato in pieno sviluppo, poi, è quello del cosiddetto utero in affitto, o maternità surrogata.
A Bruxelles si è tenuta poche settimane fa la quarta edizione del convegno “Men having babies”, che promette ai gay di tutto il mondo una facile “maternità”, alla portata di tutti e al giusto prezzo.
Questo nonostante la pratica della maternità surrogata sia vietata in numerosi Paesi europei, tra cui Italia, Francia, Spagna, Portogallo e Germania.
Nei Paesi in cui questa pratica è legale, invece, i prezzi sono variabili: negli Usa è possibile spendere oltre 100mila dollari per avere un figlio da una madre surrogata, mentre in Paesi come Ucraina e India è possibile “cavarsela” con 30-40mila dollari.
È evidente che, anche in questo caso, il motore di tutto è il business: non sono prezzi alla portata di tutte le tasche, tuttavia il “mercato” è in crescita e frutta oltre 6 miliardi di dollari l’anno. Sospinto da perfetti slogan pubblicitari come “Love is Love”.


Le polemiche italiane

I temi delle adozioni gay e dell’utero in affitto sono ritornati di stretta attualità dopo l’affissione di alcuni cartelli da parte delle associazioni Pro Vita e Generazione Famiglia per le strade di Roma, Milano, Napoli e Torino, per protestare contro la prassi delle rispettive amministrazioni di trascrivere le “famiglie arcobaleno”, pur in presenza di bimbi generati all’estero con la pratica illegale dell’utero in affitto.
Ma, come già rivelato da Il Giornale qualche mese fa, i grillini avrebbero ricevuto finanziamenti dalla Open Society di George Soros pochi mesi prima delle elezioni di marzo e il finanziere ungherese è stato ricevuto in pompa magna a Palazzo Chigi da Gentiloni lo scorso anno. Si tratterebbe, quindi, del classico cerchio che si chiude.

 

 

 

Leggi anche: “Roma, arriva la multa in città per i cartelli contro l’utero in affitto

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(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 25 agosto 2018)

Con la squallida vicenda della nave Diciotti e del suo (ennesimo) carico di immigrati clandestini, si è accertata una volta per tutte l’inconsistenza di qualsiasi utopica Unione Europea “dei popoli”, “della pace” o “della solidarietà”.
Non è bastato il massacro sociale fatto in Grecia a colpi di austerità, privatizzazioni, strozzinaggio, disoccupazione e precariato di massa.
Non sono bastati i tanti referendum – bellamente ignorati – con i quali i popoli hanno detto più volte No al progetto di una maggiore unificazione europea (Francia e Olanda su Costituzione Europea, Irlanda su Trattato di Lisbona, Grecia sui piani di “salvataggio” della Troika, e Brexit, su cui si vorrebbe addirittura far rivotare gli inglesi).

Adesso a certificare la natura dittatoriale e anti-solidale dell’Ue è arrivata la questione migranti, con l’Italia lasciata sola a gestire l’ennesimo carico di disgraziati dal Continente Nero, mentre il resto d’Europa blinda i confini.
Sulla Diciotti, ricordiamolo, c’è un concorso di colpe. C’è Malta che ha impedito che un barcone di immigrati soccorso nella loro zona di ricerca SAR sbarcasse da loro, dirottandoli nelle acque territoriali italiane.
Ci sono i vertici di Diciotti e Guardia Costiera, nominati dal Pd, che sembrano impegnati con zelo a favorire il traffico di migranti, invece di obbedire alla linea dura del nuovo governo.
C’è la sinistra e i suoi galoppini che stanno cercando, assieme a qualche Pm siciliano compiacente (iscritto a Magistratura Democratica), di forzare la mano al governo, costringendolo a chinare il capo e far entrare l’ennesimo carico di carne umana.
E poi c’è l’Ue che, invece di contribuire alla risoluzione del problema redistribuendo i 177 tra diversi Paesi europei, sta lasciando l’Italia a gestire in solitudine la questione. E non è la prima volta, dato che anche nel caso dei 500 sbarcati a Pozzallo, solo la Francia ne ha effettivamente presi in carico 45, mentre gli altri Paesi che avevano promesso di farlo (Germania, Spagna, Portogallo, Irlanda, Malta) hanno clamorosamente tradito le loro stesse dichiarazioni.

Di fronte a questo ennesimo fallimento della conclamata “solidarietà europea”, e di fronte alle pesanti imposizioni in materia economica che ci arrivano dall’Ue (pareggio di bilancio, legge Fornero, divieto di aiuti di Stato per rilanciare l’economia, religione del neoliberismo) non resta che prendere l’unica decisione sensata per l’Italia: chiudere i confini facendo entrare solo chi vogliamo (inasprendo le pene per chi, nelle istituzioni, remi contro il governo), stampare i minibot come da programma condiviso, e preparare l’Italexit, sia dal’Euro che dall’Ue.
L’Ue non ci dà nulla tranne che imposizioni sempre più intollerabili, e prende da noi più soldi di quanti ce ne restituisce. E’ tempo di farla deflagrare assieme a quella moneta per soli banchieri che è l’Euro.
Noi non siamo la Grecia e non vogliamo diventarlo.

(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 25 aprile 2018)

Il 24 aprile 2018 sarà ricordato come il giorno in cui il M5S ha ufficialmente mostrato il suo vero volto: quello di stampella del Pd e delle elite globaliste.
Dopo aver impedito la nascita di un governo che realmente rispecchiasse il voto degli italiani, ovvero un Centrodestra-M5S (che ci fosse Berlusconi in mezzo o no era irrilevante: FI ha comunque contribuito in modo determinante alla vittoria della coalizione di Cdx, quindi sarebbe stato democratico includerla nell’accordo di governo, e in ogni caso non si capisce perché escludere anche Fratelli d’Italia), ieri Di Maio ha chiuso ogni spiraglio alla Lega, aprendo senza riserve a un accordo di governo col Pd.

Questa decisione folle fa a pugni con l’inequivocabile messaggio lanciato dagli elettori il 4 marzo: il voto ha punito duramente (con il 70% diviso tra Centrodestra e M5S) il Pd e tutto il centrosinistra, le politiche di austerità, l’europeismo e l’immigrazionismo; lo stesso MòViMento è stato votato perché percepito come alternativo a tutto ciò.
E i 5 Stelle ora che fanno? Decidono di resuscitare un partito cacciato a calci dagli italiani, chiudendo le porte in faccia ai veri vincitori delle politiche: la Lega e il Centrodestra tutto.
Questo comportamento inqualificabile fa pendant con le dichiarazioni di Di Maio dopo le prime consultazioni con Mattarella – quando Giggino a sorpresa giurò fedeltà assoluta all’Ue, all’Euro e alla Nato – e con le sue dichiarazioni dopo l’attacco dei banditi anglo-franco-americani alla Siria, basato su clamorose fake news: anche in quel caso Di Maio non espresse alcuna condanna ma “vicinanza agli alleati e all’Ue”, sebbene con una timida richiesta di approfondire quanto accaduto a Douma.
L’ambiguità democristiana di Di Maio e i suoi ha veramente stufato, specie se nasconde – come nasconde – solo la volontà di rubare i voti e le speranze di un elettorato stremato, per riportarli nel consueto alveo atlantista, europeista, neoliberista e pro-austerità.
E adesso questo è ancora più chiaro con la chiusura verso la Lega e il tentato accordo con il Pd e la sua agenda europeista, anti-sovranista e anti-populista, quando l’unico governo realmente rispettoso del voto del 4 marzo sarebbe “l’alleanza populista” tra M5S, Lega e Fratelli d’Italia, con staffetta per il premier tra Salvini e Di Maio.

Il M5S si conferma così la stampella del potere euro-atlantico, globalista e neoliberista in Italia: si guardi anche alla giunta Appendino, che a Torino ha da poco riconosciuto il primo figlio di due donne nel nostro Paese pur in assenza di una legge specifica, in perfetta continuità con le stronzate gender del centrosinistra sorosiano.
Non resta che dire sul M5S ciò che da tempo si è detto del Pd: M5S delendus est, il M5S  va distrutto al più presto.
Se i 5 Stelle avessero un po’ di palle farebbero ora naufragare ogni accordo col Pd, modificherebbero la legge elettorale con un congruo premio di maggioranza e riporterebbero il Paese alle urne il prima possibile: potrebbero così immediatamente verificare quanto gli italiani hanno gradito le giravolte che li hanno visti protagonisti.

(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” l’8 aprile 2018)

Avere sempre ragione alla lunga può rivelarsi fastidioso. E’ quello che ci vien da pensare negli ultimi giorni dopo l’uscita allo scoperto di Di Maio, novello Tsipras che – come pronosticato già due anni fa –  ha puntualmente fatto naufragare ogni possibilità di un governo populista ed euroscettico, poco dopo le prime consultazioni con Mattarella.
Col popolo leoni e davanti al PdR coglioni, potrebbe essere il nuovo motto dei 5 Stelle.
Come tutti sanno Di Maio, dopo il colloquio al Quirinale, ha improvvisamente dismesso gli abiti populisti e ambiguamente euroscettici per abbracciare l’ortodossia neoliberista più pura e mortifera: si all’Ue, sì all’Euro e sì alla Nato, con uno zelo degno della peggiore Bonino.
E, non contento, ha aperto al Pd senza se e senza ma, come se un’alleanza con Renzi e i suoi fosse migliore di un patto con Berlusconi.
E’ chiaro ed evidente che Mattarella, probabimente imbeccato da Napolitano, ha spiegato a Giggino che per diventare premier deve abbandonare ogni velleità populista e quindi ogni accordo con il Centrodestra, rassicurando tutti i poteri forti possibile: “mercati” (ossia speculatori e grandi banche d’affari), Unione Europea, Fmi e Bce, Stati Uniti e gli altri “alleati” della Nato. Da qui le stupefacenti affermazioni di Di Maio, del tutto in controtendenza con quanto predicato per anni, pur con diverse ambiguità, dai grillini.
Ci chiediamo: quanti voti avrebbe preso Di Maio se avesse dichiarato queste posizioni  in modo chiaro PRIMA del voto? Probabilmente non avrebbe raggiunto il 20%.
Se le cose dovessero mettersi così, con un accordo di governo tra M5S, Pd e Leu, non solo si realizzerebbe quanto da noi paventato prima delle elezioni, ma si consumerebbe il SECONDO COLPO DI STATO a danno del Centrodestra dopo il 2011: prima il golpe dello spread ai danni di Berlusconi, adesso l’estromissione della coalizione vincente alle elezioni, il Centrodestra guidato da Salvini con il suo 37%, dal governo del Paese.

Di Maio sta per macchiarsi – e macchiare tutto il M5S – di un atto di gravità inaudita nella storia del Paese, riportando al potere un partito, il Pd, detestato dagli italiani, punito più e più volte alle urne e responsabile di politiche distruttive nei  confronti della Nazione. Ha ancora tempo per evitare questo disastro.
Meglio un accordo col Centrodestra, e anche con un Berlusconi sempre meno influente e destinato a farsi da parte tra pochi anni per evidenti motivi anagrafici, che riesumare gli appestati del Pd e riportarli al governo.
Giggino avvisato, mezzo salvato.

(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 24 dicembre 2017)

Nel post precedente si accennava al fatto che la politica “No alleanze” del M5S avrebbe portato a un nuovo governo di larghe intese. Ora la situazione si è evoluta, ma in peggio.
Mentre il M5S continua a scartare quell’alleanza che gli permetterebbe di governare e opporsi REALMENTE all’Eurodittatura (quella con Lega e Fratelli d’Italia, costringendo di fatto i due partiti a correre con Forza Italia per vincere), adesso da Di Maio arriva un’apertura netta a un accordo post-voto con un Pd derenzizzato e con Liberi e Uguali, il partito di Boldrini e Grasso.
In pratica, un accordo che sostituirebbe al governo renziano un nuovo governo di centrosinistra, del tutto identico negli intenti a quello in carica: l’Europa ovviamente non sarebbe messa in discussione, così come le politiche di accoglienza indiscriminata.
Basti vedere come Di Maio si sia affrettato negli ultimi tempi a dichiarare che uscire dall’Euro “non è l’obiettivo del M5S“. Si faceva per scherzare, insomma.
Il potere mondialista farebbe, tramite questa nuova coalizione, ciò che ha fatto negli ultimi anni con Renzi e compagni.

La prospettiva è più concreta di quanto si possa pensare: se il centrodestra unito non dovesse arrivare ad avere la maggioranza dei seggi in Parlamento (al momento è al 36%, ma deve arrivare al 40 per essere al sicuro), e se non dovessero arrivare stampelle da sinistra verso un governo a trazione FI-Lega, il mandato potrebbe essere assegnato da Mattarella alla coalizione su citata. Un nuovo e più sofisticato colpo di Stato ai danni della destra – più o meno – nazionalista e del popolo italiano, dopo quello del 2011.

Per scongiurare questa prospettiva occorre votare in massa per la coalizione di centrodestra, chiedendo ai suoi leader di insistere su questi punti:

  • Uscire dall’Euro e, se le regole non cambiano in fretta, anche dall’Unione Europea, disapplicando tutti i suoi trattati. Su questo, la ricetta Borghi sembra meritevole di essere appoggiata;
  • Abrogare il pareggio di bilancio dalla Costituzione;
  • Fermare nel modo più deciso l’immigrazione incontrollata, in particolare quella islamica;
  • Abrogare la legge Lorenzin sui vaccini, ripristinando la normativa pre-De Lorenzo;
  • Istituire politiche di piena occupazione o sussidi per disoccupati e precari involontari, come del resto previsto dalla Costituzione, attraverso spesa pubblica con moneta di PROPRIETA’ STATALE. Questo incentiverà anche la natalità degli italiani, altro che importare disgraziati dall’Africa.

Pretendete dalla coalizione di centrodestra che porti avanti questo programma.
Votate M5S solo se garantisce un’alleanza / accordo post voto con la Lega in funzione anti-Euro e anti-immigrazione.
Ma poiché questo nel 95% dei casi non accadrà, votate a destra e sperate che Salvini e co. abbiano la maggioranza dei seggi in Parlamento. Lui e Berlusconi restano, con tutti i limiti del caso, i personaggi più indigesti all’oligarchia globalista tra quelli che ce la possono fare.

(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 7 luglio 2017)

E’ sempre più chiaro, in questi giorni, come l’accordo Renzi-Berlusconi sia destinato ad essere replicato anche alle prossime elezioni politiche (se e quando mai ci saranno).
Dopo aver incassato una gran vittoria alle amministrative (con la conseguente batosta tutta renziana in città rosse come Genova, Pistoia, Carrara, L’Aquila, Sesto San Giovanni etc etc), il centrodestra resta diviso per la linea troppo europeista di Forza Italia, che è riuscito pure a votare il Ceta assieme al Pd in Senato (Commissione Esteri), rimarcando una evidente differenza di vedute con gli “alleati” Salvini e Meloni.
Sul rapporto con Europa e trattati internazionali, la linea di Lega e FdI si avvicina piuttosto a quella della frangia più euroscettica del M5S, che infatti si è schierato contro il Ceta.
Sondaggi alla mano, un’alleanza M5S-Lega-FdI garantirebbe attualmente una maggioranza in Parlamento, unica combinazione vincente. Sarebbe quindi sufficiente chiarirsi su alcuni punti di massima per un futuro governo di coalizione “populista”.
Ad esempio:

1) Lotta dura ad Euro e Unione Europea
I recenti sviluppi della questione migranti, con “l’Europa dei popoli e della pace” che chiude le frontiere e lascia l’Italia da sola ad affrontare il fenomeno, dimostra ancora una volta che da questa Ue l’Italia ha solo da perdere, come già risultava evidente dai costi/benefici dell’Euro e dall’adesione a pareggio di bilancio e trattati-capestro comunitari (parametri di Maastricht e da ultimo il Fiscal Compact).
Non v’è quindi motivo né convenienza nel restarci, ma solo un sadomasochistico massacro del popolo italiano. Per questo serve una coalizione in grado di raggiungere la maggioranza in Parlamento (già c’è, come visto) e costituire un governo euroscettico che ci traghetti fuori dall’inferno europeista per tornare a fare gli interessi della Nazione Italia (e non quelli della Nazione Germania, servita dagli scendiletto del Pd).

2) Lotta dura all’immigrazione di massa
Basta con questa invasione avallata dal solito Pd e dalle cancellerie europee più Soros e le sue Ong. La nuova coalizione di governo, oltre ad organizzare l’Italexit, deve chiudere i porti italiani alle Ong “umanitarie” e dirottarle verso altri Paesi (preferibilmente Tunisia o Malta, per disincentivare il business del traffico illegale di carne umana). Deve inoltre ripartire i migranti arrivati in massa negli ultimi anni con gli altri Paesi europei, minacciando conseguenze diplomatiche in caso di diniego.

3) Ritiro del Ceta e del Fiscal Compact
Oltre a cancellare il pareggio di bilancio in Costituzione e a portare avanti l’Italexit, il nuovo governo dovrà stracciare il Fiscal Compact e il Ceta, che lo sciagurato Gentiloni e il suo Parlamento abusivo stanno ratificando in questi giorni.

4) Cancellazione del decreto Lorenzin
Quella mostruosità del decreto Lorenzin deve essere cancellata il giorno dopo l’insediamento del nuovo governo. I suoi promotori devono essere perseguiti per attentato alla salute pubblica. Ricordiamo che non esistono studi scientifici sugli effetti di 12 vaccinazioni sui bambini, quindi questo equivale a fare dei piccoli italiani delle CAVIE, in un momento in cui non c’è NESSUNA EMERGENZA a giustificare l’imposizione coatta di un numero così alto di vaccinazioni.
L’unica emergenza è evidentemente quella delle casse della Glaxo.

5) Politiche per rilanciare il lavoro, il welfare e la famiglia
La propaganda fasciorenziana continua a ripetere che servono gli immigrati perché gli italiani non fanno più figli. Questa stronzata colossale, che serve a coprire gli affari delle coop con il business dell’accoglienza e gli interessi elettorali del Pd legati allo Ius Soli, dimentica volutamente l’ovvio: gli italiani non fanno figli perché non se li possono permettere e perché temono per il futuro, anche grazie a politiche di precarizzazione come il Jobs Act e l’abolizione dell’art. 18.
Per risolvere il problema è sufficiente garantire lavoro e welfare per tutti (e lo puoi fare solo fuori da Euro, Ue, Fiscal Compact, Ceta e pareggio di bilancio), permettendo una vita dignitosa e con i giusti ammortizzatori sociali ad ogni italiano. I figli, a quel punto, non tarderanno ad arrivare.

6) Tornare a valorizzare la specificità italiana
L’Italia è un Paese di cui essere molto fieri. Pieno di bellezza, con una storia e una cultura invidiabili, un patrimonio gastronomico e naturale unico, e piccoli tesori ed eccellenze da scoprire ovunque. Gettare tutto questo ben di Dio a mare, o svenderlo, in nome di una finta internazionalizzazione, è follia e tradimento, e il Pd è stato in prima linea per anni in questo processo. Torniamo a fare i nostri interessi, com’è giusto e normale.

 

P.s. E’ superfluo ribadire come un M5S morbido con l’Europa finirebbe per essere la brutta copia del Pd, non sarebbe in grado di risolvere nessun problema strutturale del Paese e si condannerebbe quindi a scomparire nell’arco di un paio di anni.
Stessa cosa accadrebbe se si rifiutasse ancora di fare alleanze, consegnando il Paese a un nuovo governo di centro-sinistra-destra.

(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 23 giugno 2017)

Mentre il M5S è riuscito nell’impresa di restare fuori da tutti i ballottaggi che contano (complici le crescenti ambiguità verso la Ue, l’avvicinamento alla Commissione Trilaterale e ai superliberisti dell’Alde), il 25 giugno restano in corsa per le amministrative i classici centrodestra e centrosinistra, anche se per non essere riempito di ceffoni il Pd si è dovuto nascondere spesso e volentieri dietro liste civiche.
Non dovrebbe essere difficile capire come a questo punto la priorità sia quella di punire il più duramente possibile proprio il Pd (palese o nascosto che sia), reo di una serie di nefandezze da far paura.
Tra cui:

  • Il vergognoso decreto vaccini, che ha inaugurato una nuova forma di nazifascismo sanitario e che rischia di tirare su una generazione di bimbi con gravi danni da reazioni avverse, di causare la fuga dall’Italia di masse di genitori impauriti e di ridurre ulteriormente la natalità;
  • L’assoluto compiacimento per la folle invasione di immigrati di cui l’Italia è vittima, complici le Ong finanziate da Soros (ricevuto con tutti gli onori da Gentiloni) e di cui fa parte anche Marco De Benedetti (Save the children).
    L’85% degli immigrati giunti in Europa nel 2017 è entrato dall’Italia, e questi del Pd invece di contrastare il fenomeno, organizzano marce per migranti, ci continuano a lucrare sopra grazie alle coop che gestiscono “l’accoglienza” (a spese dei contribuenti italiani)  e sono pronti a dargli lo Ius Soli, evidentemente per fini elettorali. Se questo non è l’ennesimo tradimento verso i VERI italiani, non so cosa sia;
  • La prontezza con cui un Parlamento illegittimo e un governo delegittimato dagli italiani fin dal 4 dicembre stanno per ratificare il Ceta, ennesimo trattato devastante per l’economia italiana e per la nostra qualità della vita. Ovviamente per farlo aspettano che le elezioni siano alle spalle;
  • Il voler posticipare le elezioni politiche il più possibile, anche in presenza di due leggi elettorali perfettamente costituzionali e vigenti (Legalicum e Consultellum) di modo da arrivare alla pensione a settembre e continuare a fare danni;
  • Il servilismo dimostrato verso Ue, Commissione Trilaterale, George Soros, lobby del petrolio, case farmaceutiche e poteri forti di ogni genere, a scapito del popolo italiano;
  • Gli innumerevoli scandali e relativi tentativi di insabbiamento: Boschi e Banca Etruria; Guidi e il quartierino dietro il Mise; Consip e Lotti indagato; il Mps spolpato dagli amici De Benedetti e Marcegaglia; per non parlare dei mediocrissimi Poletti, Fedeli e della criminale Lorenzin.

Per questi e tanti altri motivi, il Pd deve essere punito dagli elettori nel modo peggiore: più città perderà (specie le grandi e “rosse”, come Genova) e meglio sarà.

(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 23 maggio 2017)

Se qualcuno avesse ancora dubbi sul livello di imbecillità, pazzia, corruzione e malvagità di questo governo, ne ha avuto l’ultima dimostrazione con il decreto vaccini.
Una aberrazione completa, l’ennesima da parte di un governo privo del consenso popolare dopo la netta sconfitta del 4 dicembre scorso, con il suo quarto premier non scelto dagli italiani (ricordiamo sempre che 3 premier si sono avvicendati con i voti andati a Bersani e alla sua coalizione) e con il suo Parlamento illegittimo perché eletto con premio di maggioranza dichiarato incostituzionale dalla Consulta.

Per tutti questi motivi, l’unica priorità di questa banda di morti viventi dovrebbe essere quella di farci andare al voto a più presto, per eleggere un Parlamento e un governo finalmente rappresentativi del Paese. Peraltro le leggi elettorali ci sarebbero già: “Legalicum” alla Camera e “Consultellum” al Senato, ovvero l’Italicum e il Porcellum corretti dalla Corte Costituzionale.
E invece questi asini che fanno? Tirano fuori l’ennesima oscenità, sotto forma di 12 VACCINI OBBLIGATORI da somministrare ai bimbi dai 0 ai 6 anni pena l’esclusione dalla frequenza di asilo e scuola materna, multe fino ai 7.500 euro e persino la revoca della potestà genitoriale.

E’ chiaro che si tratta di provvedimenti da pazzi psicopatici, irresponsabili e cerebrolesi.
Per cominciare, per l’adozione tramite decreto legge, quando non si vede quali siano i requisiti di “necessità e urgenza” per scavalcare il Parlamento.
Poi per la scelta di triplicare il numero dei vaccini obbligatori (o meglio duplicare, se si considera che con l’esavalente si effettuano non solo le 4 vaccinazioni obbligatorie – difterite, tetano, poliomelite ed epatite B – ma anche quelle per pertosse ed Heamophilus B), sottoponendo i piccoli a un assurdo fuoco di fila di iniezioni, che li esporrà come non mai a possibili reazioni avverse o effetti indesiderati. Con 12 vaccini l’Italia sarebbe il Paese col maggior numero di vaccinazioni obbligatorie in Europa, mentre in ben 15 Stati Europei (tra cui Germania, Gran Bretagna, Austria e Spagna) NESSUN vaccino è obbligatorio.
Inoltre per la costrizione cui verranno sottoposti i genitori di 16 milioni di famiglie italiane, molti dei quali scettici verso una vaccinazione a tappeto, che dovranno scegliere tra accettare questo abominio oppure pagare multe salate ogni anno e rischiare la perdita della potestà genitoriale.
E tutto ciò in un periodo in cui sempre più voci si levano a sollevare dubbi sulla bontà dei vaccini e a mettere in guardia contro i loro effetti collaterali, da specialisti rispettati come il dottor Montanari e il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier, a trasmissioni televisive quali Report, fino ad associazioni di consumatori come il Codacons.

Qui siamo di fronte a una forma di nazifascismo sanitario, per il quale si dovrebbe dimettere non solo quella stupida idiota della Lorenzin (che, è bene ricordarlo, non è neppure laureata, come la collega Fedeli all’Istruzione) ma questo intero governo di incapaci, inetti, delinquenti, servitori di interessi ben lontani da quelli del popolo italiano.
E’ chiaro ed evidente che questo provvedimento è stato preso unicamente per compiacere le industrie farmaceutiche (ricordate il caso De Lorenzo, con cui fu introdotta la vaccinazione per l’epatite B?) e gli Stati Uniti, che avevano designato l’Italia nel 2014 come “capofila delle strategie vaccinali“. Non è un caso che l’approvazione del decreto legge sia coinciso con la visita di Obama  in Italia.
Sui rischi da vaccino c’è una copiosa documentazione, che allego in calce.

Questo provvedimento folle, se andrà in porto, spingerà ancora più italiani ad emigrare o a non avere figli, aggravando la condizione di bassa natalità e di emigrazione di massa cui il nostro Paese è soggetto da tempo.
Per chi – a ragione – ritiene che ci sia una sostituzione etnica in corso, questo è un altro tassello del puzzle: se non bastassero la crisi economica, le assurde regole della Ue, l’austerità, il pareggio di bilancio e il precariato a dissuadere gli italiani dall’avere figli o restare nel Paese, con questo provvedimento gli si darà il colpo di grazia.
Nel frattempo, continua l’insopportabile e stomachevole ipocrisia dietro la retorica dell'”accoglienza”, per cui dovremmo tutti essere contenti di mantenere con le nostre tasse migliaia di immigrati che ogni giorno si riversano nel Paese prelevati in Libia dalle Ong di Soros, che vanno ad ingrassare le tasche dei trafficanti di uomini, delle mafie, delle coop gestite dai partiti e dalla Chiesa, e che costituiranno domani concorrenza a prezzi stracciati (neoschiavi) per gli stessi lavoratori italiani, se non delinquenti e potenziali terroristi. Oltre che (forse peggio) futuri elettori di Pd e simili, che guarda caso spingono per lo ius solii.
Verrebbe da chiedersi se la vera emergenza sanitaria non venga da queste persone, che spesso portano con sé malattie come scabbia e tubercolosi, piuttosto che dagli italiani che scelgono di non far vaccinare i propri figli per determinate malattie.

Ma in un governo Pd buon senso e discussione attorno a certi temi sono banditi: esistono solo imposizioni, arroganza, stupidità, prepotenza e interessi inconfessabili.
Per questo è ora che gli italiani si ribellino: rifiutino di obbedire a qualsiasi legge di questo governo di sciagurati e ne pretendano a gran voce le dimissioni, e dopo di queste lo scioglimento del Parlamento, per andare SUBITO A NUOVE ELEZIONI.
Francamente di questa banda di cialtroni e venduti non se ne può davvero più.
Basta.

 

 

Paolo Barnard: VACCINI. L’ALLARME ERA NOTO AL GOVERNO USA DA ANNI. DATI UFFICIALI TERRIFICANTI
Report: vaccini al mercurio
– EX DIPENDENTE INDUSTRIA FARMACEUTICA PARLA DI VACCINI: ROULETTE RUSSA PER I NOSTRI FIGLI
– Sostanze non segnalate nel vaccino esavalente. Indaga la procura di Torino
CODACONS DIFFIDA IL MINISTRO LORENZIN A PUBBLICARE DATI SU REAZIONI A VACCINAZIONI DAL 2014 AD OGGI. 1.343 CASI DI REAZIONI AVVERSE ALL’ESAVALENTE NEL 2013, DI CUI 141 GRAVI
Lettera della d.ssa Gabriella Lesmo al Corriere : le vaccinazioni di massa non sono innocue
– Vaccinazioni: l’appello di oltre 100 medici
 Vaxxed: dall’insabbiamento alla catastrofe. Film-documentario Usa 2016, sub ita

(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 10 maggio 2017)

Mentre in Francia andava in scena il suicidio tipo Lemmings di un’intera nazione (che per sfuggire alla cattivarazzistafascistanazionalista Le Pen si metteva nelle mani del ben peggiore servo dei Rothschild, del Bilderberg e della Troika, un letale mix tra Renzi e Monti; auguri ai francesi per 5 lunghissimi anni di austerità, privatizzazioni, tagli al welfare e ai salari, e sudditanza verso Berlino e Bruxelles) in Italia scoppiava il caso dei rapporti tra Ong e scafisti libici nel favorire l’immigrazione di massa dall’Africa in Europa.

Il caso è spinoso, spinosissimo, per la mole di interessi economici e politici che ruota attorno al fenomeno, e per la propaganda boldrinian-piagnona che da una parte cerca di fare leva più sul senso di solidarietà delle persone che sul loro cervello, e dall’altra silenzia nel modo più fascista il dibattito, relegando ogni legittimo dubbio e volontà di fare luce su quanto accade nel Mediterraneo alla voce “razzismo”.

Ora, che dietro all’immigrazione di massa girino montagne di soldi e interessi enormi è fatto sempre più evidente e conclamato. E’ sufficiente vedere chi finanzia pesantemente il fenomeno, ovvero il supermiliardario George Soros, noto fomentatore di colpi di Stato e rivoluzioni colorate, che è in prima linea con la sua Open society foundation nel foraggiare quelle Ong accusate dal procuratore di Catania Zuccaro, dall’agenzia europea Frontex, da servizi segreti esteri e dall’ammiraglio Credendino dell’operazione Sophia (nonché sotto inchiesta a Trapani), di andare a prelevare i clandestini quasi dalle coste della Libia per portarli in Italia (e non alle più vicine Malta e Tunisia) e di essere colluse coi trafficanti libici.
La concezione che lega Soros a queste Ong e quella di un mondo “senza frontiere” (quando sentite questa formula tremate, nella maggior parte dei casi si tratta di strumenti nelle mani dell’oligarchia globalista), che – guarda caso – corrisponde proprio all’ideologia dei neoliberisti. I neoliberisti odiano frontiere, confini, dazi e restrizioni, che si opporrebbero alla loro volontà di ricchi viziati e alla religione del “libero mercato” (o libero massacro): così si adoperano per bypassare la volontà degli Stati – quando non coincidente con la loro – attraverso altri mezzi. Nel caso italiano, con le Ong “umanitarie” le quali, con il pretesto di salvare vite, ci riempiono di immigrati alimentando e rendendo più sicuro il lavoro dei trafficanti.

Ma perché ai ricchi globalisti interessa tanto riempire l’Italia e l’Europa di africani disgraziati? Cosa ci guadagnano?
Sicuramente ci guadagnano tanta manodopera ricattabile e a prezzi stracciati, da impiegare al posto dei “choosy” lavoratori italiani ed europei , ancora legati a diritti e tutele (sebbene con le “riforme” i governi si stiano impegnando per farli a pezzi).
Poi ci guadagnano diluendo la popolazione autoctona con tanti individui difficilmente integrabili, che faranno perdere i caratteri della identità nazionale (lingua, cultura, etnia, tradizioni) per favorire quel melting pot da cui dovrebbero nascere gli Stati Uniti d’Europa (in maniera analoga agli Stati Uniti d’America: ricordate la tratta degli schiavi?). Inoltre ci guadagnano attraverso il caos, creando nazioni sempre più disomogenee ed instabili, dove viga il sospetto e la competizione di tutti contro tutti, e non possa sorgere una coscienza collettiva, un fattore unificante, che non sia quello (sempre labile) della mera appartenenza alla razza umana e degli interessi comuni.
Si potrebbe parlare di McDonaldizzazione culturale, per creare ovunque società multietniche dai gusti standardizzati, e sempre assoggettate all’oligarchia del denaro.
Infine ci guadagnano mettendo in competizione le plebi tra di loro e facendo a pezzi quella classe media che da sempre è il soggetto che può organizzare delle rivoluzioni contro il potere vigente. Così l’oligarchia finanziaria, massonica e globalista consolida e rende più duraturo il proprio predominio.

Questo per quanto riguarda le oligarchie globaliste, che poi sono quelle che sponsorizzano i partiti “democratici”, le sinistre arcobaleno (con “diritti” e propaganda Lgbt annessa) e le varie organizzazioni “senza frontiere” (ripeto, tremate).
Poi ci sono tanti altri soggetti che si giovano dell’immigrazione di massa.
Ci sono i trafficanti di uomini in Libia, che grazie alle Ong sorosiane hanno aumentato il volume di affari e la sicurezza dei propri traffici.
Ci sono le mafie nostrane, che secondo il procuratore Zuccaro hanno messo le mani sul business dell'”accoglienza” (ma già Mafia Capitale ce ne aveva dato dimostrazione).
Ci sono le cooperative rosse, che pure lucrano sui soldi pubblici legati all’accoglienza: ricordiamo il finanziatore del Pd Buzzi affermare che “con gli immigrati si fanno più soldi che con la droga”.
Ci sono i partiti “di sinistra” (quelli già citati che hanno come riferimento Soros e i Dem americani, basti vedere la visita del miliardario ebreo/ungherese a Gentiloni di qualche giorno fa) che si avvantaggiano degli immigrati promettendogli lo ius solii e portandoli a votare per loro (anche alle primarie, come si è visto).
Ci sono le multinazionali, che dispongono di forza lavoro a prezzi ridicoli e senza pretese; ci sono i caporali che li sfruttano in nero e sotto ricatto, così come la criminalità organizzata che li coinvolge nello spaccio e nella prostituzione; c’è persino la Chiesa che acquista nuovi fedeli (e si sa, per la Chiesa più sono disperati e meglio è) e che si becca anch’essa bei fondi pubblici per l’accoglienza.
E ci sono ovviamente le Ong, che godono di ingenti finanziamenti pubblici e privati per un’attività che sembra sempre più opaca. Ricordiamo ad esempio come nel Consiglio direttivo di Save the Children ci siano il figlio di De Benedetti e ben due membri della Commissione Trilaterale italiana: Andrea Guerra e Patrizia Grieco (presidente Enel). Filantropi senza dubbio.

Insomma, la mole di interessi economico-politici dietro questa nuova tratta degli schiavi mascherata da umanitarismo è enorme.
Non stupisce che le voci starnazzanti dei servi del sistema si levino a coprire chiunque sollevi legittimi dubbi su quanto sta accadendo davvero, bollandolo immediatamente come razzista, invece di contribuire a vederci chiaro.

renziloni-1(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 30 dicembre 2016)

C’è indubbiamente del metodo nel modo in cui i piddini stanno fomentando gli italiani alla guerra civile. Non paghi di aver visto bocciato con un sonorissimo 60 a 40 il loro tentato colpo di Stato su commissione di JpMorgan, Troika e Stati Uniti, adesso gli abusivi che occupano senza averne titolo Parlamento e governo hanno deciso di rincarare il proprio disprezzo per il popolo italiano, con una nuova ondata di porcate da lasciare sgomenti.

Prima la nomina da parte di Mattarella di Gentiloni come premier, che spicca per essere stato uno dei convocati alla scorsa riunione della Commissione Trilaterale a Roma assieme a Boschi, Gutgeld e Guerra. Se quello di Renzi era il “terzo governo Rockefeller” (fondatore della Trilaterale), questo può dirsi il quarto.

Poi la riconferma della stessa classe “dirigente” (verso il baratro) presa a calci dagli italiani con il referendum, con alcune chicche da mandare agli annali. Tra cui:

– La promozione della sciagura vivente Boschi, la più odiata dagli italiani, con la nomina a sottosegretario della presidenza del Consiglio, nonostante l’immensa scoppola presa dalla sua riforma al referendum, gli scandali di Banca Etruria e dell’emendamento Total e le innumerevoli figure di merda collezionate;
– La conferma a ministro del Lavoro del perito tecnico Giuliano “Voucher” Poletti, che si è pure lasciato andare a commenti edificanti sugli italiani che fuggono all’estero, scatenando l’iradiddio sui social;
– La nomina a ministro dell’Istruzione di tale Valeria Fedeli, che dichiarava di essere laureata quando poi si è scoperto non essere nemmeno diplomata (da qui la battuta virale in Rete per cui “ci sono più laureati nelle cucine dei McDonald’s che nel governo Gentiloni”);
– La nomina a ministro dello Sport di Luca Lotti, fedelissimo di Renzi, subito risultato indagato nell’inchiesta sulla corruzione in Consip;
– La nomina a ministro dell’Interno di Marco Minniti, che inaugurava il suo nuovo incarico rivelando il nome degli agenti autori dell’uccisione di Amri, il tunisino accusato della strage di Berlino, esponendoli a possibili ritorsioni.

Accanto a queste dimostrazioni di fulgida meritocrazia, il prode Gentiloni confermava in sostanza gli stessi nomi del governo Renzi, e dichiarava di voler continuare sulla medesima strada di “riforme“.

Ora, forse il conte Gentiloni Silveri (Mazzanti Vien dal Mare), discendente di nobili di Macerata, Cingoli e Filottrano, non si è reso conto che gli italiani hanno già inequivocabilmente preso a calci con il voto lui e Renzi, assieme a renzini e renziani vari. Per non parlare del Parlamento illegittimo in cui il Pd continua ad avere una maggioranza drogata dal Porcellum.
Ne consegue che il conte Gentiloni, invece di parlare a vanvera di “riforme”, deve fare un’unica cosa: assicurarsi che ci sia il prima possibile una legge elettorale costituzionale (è sufficiente abrogare l’Italicum e andare al voto col Consultellum per Camera e Senato, o altrimenti utilizzare l’Italicum aggiustato dalla Consulta alla Camera e il Consultellum al Senato), fissare la data per il voto, dopodiché sparire con quei traditori della patria dei suoi compagni di partito e non farsi più vedere nel Paese.
Renzi e co. meritano di fare una fine peggiore dei Savoia.
Del resto, loro stessi avevano dichiarato di lasciare la politica in caso di sconfitta al referendum, quindi li prendiamo in parola. Tengano fede alla loro promessa e si facciano da parte, anche perché ci sono i loro danti causa della Troika  da debellare dopo di loro.
Una recente sentenza della Consulta, infatti, ha sancito l’incostituzionalità dei vincoli di bilancio, quando questi possano pregiudicare l’erogazione dei servizi essenziali quali sanità, istruzione e trasporti.
E’ del tutto evidente, quindi, che gli obblighi europei e le imposizioni della Troika (con tanto zelo seguite dal Pd) non sono solo immorali, ma anche incostituzionali.
Non resta quindi che liberarsene in via definitiva: prima uscendo dall’Euro e cancellando il pareggio di bilancio dalla Costituzione, poi lasciando l’Unione Europea e le sue regole assurde.
Appena possibile si vada al voto. E si facciano un Parlamento e un governo solidamente euroscettici.