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(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” l’8 gennaio 2018)

In che modo l’immigrazione di massa si lega ai piani dell’oligarchia globalista?
Sembrano fenomeni distanti, invece sono più collegati di quanto si creda.

1) L’immigrazione di massa è funzionale al sistema Euro, un sistema nel quale gli shock economici, non potendo svalutare la moneta, si scaricano sul costo del lavoro.
E come si svaluta meglio il lavoro, se non importando masse di disgraziati dal Terzo Mondo che lavorino come schiavi al posto dei “choosy bamboccioni” italiani (che nel frattempo fuggono a Londra o Berlino)? Con questo procedimento si aumentano anche i profitti dei “padroni”, mentre i diritti dei lavoratori vengono fatti a pezzi.

2) I super-ricchi globalisti hanno da tempo decretato la fine del welfare state e del ceto medio, soggetto che da sempre porta avanti le rivoluzioni in forme più o meno massoniche.
Per cui stanno congegnando una società mondiale composta di pochi neofaraoni e di sterminate plebi a malapena in grado di sopravvivere. In mezzo solo qualche burocrate e colletto bianco necessario, tanto più ricco quanto più funzionale all’oligarchia.
L’immigrazione, con la crisi e le regole Ue, serve a favorire questo processo di immiserimento delle masse e distruzione del ceto medio, spingendo la concorrenza al ribasso.

3) L’elite globalista odia le identità culturali specifiche nazionali e locali, che cerca di distruggere e omologare nel grande calderone del mercato globale. Per questo odia e cerca di rovesciare ogni governo nazionalista e identitario, che cerchi di fare solo gli interessi del popolo che lo ha democraticamente eletto. L’immigrazione sregolata serve anche a questo: far perdere ad un popolo i suoi caratteri culturali e tradizionali specifici, per sostituirlo con un minestrone multiculturale, più docile e malleabile.
Nel caso dell’Europa, questo serve anche per far ingoiare agli europei un Superstato europeo (gli Stati Uniti d’Europa, analogo degli Usa) e successivamente un superstato mondiale.
Il credo economico di questi superstati è ovviamente il libero mercato, il neoliberismo, mentre ogni Stato sovrano può legittimamente decidere di riprendersi le sue sovranità e imporre politiche protezioniste, a discapito degli interessi delle grandi multinazionali.

4) La totale e libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone (lavoratori/schiavi) è uno dei cardini del neoliberismo e dell’Unione Europea, ed è uno dei principali fattori di concentrazione della ricchezza in poche mani e distruzione della classe media.
I bravi fessi No borders e Più Europa, stile Bonino e centri sociali, stanno lavorando per l’agenda dei super-ricchi del pianeta e non, come forse credono, per aiutare i poveracci.
Se volessero veramente aiutare i poveracci, dovrebbero andare in Africa, continente ricchissimo, e aiutare quei popoli a nazionalizzare le proprie risorse, eleggendo governi – guarda un po’ – nazionalisti e sovranisti.

5) Per avere la conferma che l’immigrazione di massa in Italia e Europa è voluta e scatenata dal potere finanziario, oligarchico e globalista, si prenda – oltre all’arcinoto George Soros – questo fantastico personaggio.
Peter Sutherland, collegato a Goldman Sachs, Trilaterale, Bilderberg, Onu, Unione Europea, sionisti e Vaticano, uno che dopo il referendum sulla Brexit ha twittato: “Questo risultato va ribaltato, in un modo o nell’altro“, bene, questo individuo ha detto:
“Il problema sono le popolazioni che ancora coltivano un senso della loro omogeneità e differenza dagli altri. Ed è precisamente questo che l’Unione Europea, a mio parere, deve fare di tutto per erodere”. E ancora: “L’Unione Europea deve fare del suo meglio per minare l’omogeneità dei suoi stati membri”.
Capito? Per far funzionare Euro e Unione Europea, bisogna distruggere le identità nazionali.
A questo serve la retorica “No borders”, dell’accoglienza illimitata, e il lavoro incessante delle Ong che, come si può leggere in questo articolo, lavorano per le stesse elite sovranazionali.

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(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 22 marzo 2017)

Lo scorso 20 marzo, in coincidenza con l’Equinozio di Primavera, è scomparso David Rockefeller, uno dei grandi burattinai della finanza globale. I media, come previsto, si sono affrettati a definirlo un “filantropo” (stessa definizione usata per descrivere George Soros, altro squalo dell’alta finanza), come se qualche ricca donazione cosmetica possa mascherare i danni compiuti nei confronti dei popoli di tutto il mondo.

Sì. perché Rockefeller è stato uno degli uomini più attivi nel promuovere una forma di governo ombra mondiale, composto da ricchissimi membri dell’elite finanziaria e industriale, in grado di condizionare in modo decisivo la politica, i principali media, la cultura e la società, attraverso una fitta rete di collaboratori che non hanno fatto altro che portare avanti la loro agenda antidemocratica e autoreferenziale.

Rockefeller, oltre ad essere un ricchissimo membro della più importante famiglia di petrolieri al mondo, e capo della superbanca Chase Manhattan Bank (poi divenuta JpMorgan Chase), è stato il fondatore del Gruppo Bilderberg e della Commissione Trilaterale, due delle associazioni mondialiste di carattere paramassonico più celebri e influenti, ai meeting delle quali hanno partecipato personaggi di spicco di ogni parte del globo.
Come abbiamo già sottolineato in questo articolo, i più importanti uomini politici della storia italiana recente sono passati dai meeting di queste organizzazioni: Mario Monti è stato presidente della Commissione Trilaterale per l’Europa; Enrico Letta è stato membro della CT così come l’ex ministro Guidi; Boschi e Gentiloni erano tra i partecipanti all’ultimo meeting della Trilaterale a Roma assieme alla presidente Rai Monica Maggioni, che è addirittura presidente della Commissione Trilaterale Italia; Lilli Gruber è presenza fissa ai meeting Bilderberg.

Insomma, un intreccio tra governo, media mainstream e queste organizzazioni private sovranazionali che dovrebbe perlomeno allarmare. E invece tutto è scivolato via, senza troppo clamore. Perché ciò che non viene detto, è che l’agenda di questi club è dichiaratamente antidemocratica e iperliberista.

Rockefeller e Kissinger, attraverso queste organizzazioni, hanno sempre cercato di reclutare esecutori per fare gli interessi degli Usa, quelli della grande finanza e dell’industria petrolifera, in primis. E per portare avanti un disegno di dominio globale.
Non è un caso che tra le file della Trilaterale ci siano anche l’ex governatore della Bce, Jean Claude Trichet, ora presidente europeo della CT (ruolo prima ricoperto da Mario Monti) e gli ex governatori della Federal Reserve Alan Greenspan e Paul Volcker.
Come dire che, oltre a decidere i primi ministri, Rockefeller riusciva a piazzare i suoi uomini anche ai vertici delle ben più prestigiose istituzioni monetarie.

Agli incontri annuali del Gruppo Bilderberg, invece, hanno partecipato negli anni  nomi italiani ben noti come quelli di Mario Draghi, Romano Prodi, Enrico Letta, Carlo De Benedetti, Lilli Gruber, John Elkann, Gianni Agnelli e il solito Mario Monti.
Per l’estero ricordiamo il neoeletto premier olandese Mark Rutte, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, l’ex presidente della Commissione Europea José Barroso.

Secondo Daniel Estulin, autore del libro “Il club Bilderberg”, questi club funzionano come “cinghie di trasmissione”, attraverso le quali l’oligarchia finanziaria e industriale dirama i suoi ordini. Chi vuole fare carriera, è semplicemente invitato ad attenervisi: in caso contrario, si cercano nuovi referenti. La famiglia Rockefeller ha anche finanziato numerose altre organizzazioni, come l’americano Council on Foreign Relations (Consiglio sulle Relazioni Estere) e l’Aspen Institute, di cui fanno parte Giuliano Amato, Giulio Tremonti, Gianni Letta, la presidente Eni Emma Marcegaglia, il direttore generale di Enel Francesco Starace e il cofondatore della Casaleggio Associati, Enrico Sassoon.

Ma Rockefeller è anche noto per aver destabilizzato interi Stati per imporre i suoi interessi. Nel libro “Massoni” di Gioele Magaldi, Rockefeller appare come il signore incontrastato della loggia sovranazionale “Three Eyes”, gestita assieme a Kissinger e Brezinsky, e costantemente intento a dar vita a nuovi metodi per imporre la sua volontà sulle popolazioni locali, favorendo ovunque svolte autoritarie e anticomuniste: dall’Operazione Condor a base di torture e omicidi in America Latina, alla nascita della loggia P2 in Italia. Alla stessa loggia “Three Eyes”, con finalità evidentemente oligarchiche e antidemocratiche, apparterebbe anche Giorgio Napolitano.
Secondo il presidente onorario della Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato, il gruppo Bilderberg di Rockefeller sarebbe dietro la strategia della tensione nell’Italia del dopoguerra, in funzione anticomunista.
L’avversione di Rockefeller, della sua superloggia e della Commissione Trilaterale per la democrazia si può constatare anche nel famoso report “Crisis of democracy”, ben descritto in questo video da Messora, in cui si sostiene che la democrazia, per funzionare, necessità dell'”apatia” della maggioranza.
Ciò significa che le decisioni devono prenderle in pochi. Nello specifico: loro.

Insomma, se Rockefeller non era uno dei Signori di Questo Mondo, ci andava vicino. I più “complottisti” ritengono che fosse ossessionato dal numero 666, tanto da inserirlo nel logo della Commissione Trilaterale e nelle date dei meeting del Bilderberg.
Effettivamente il numero ricorre nella vita del miliardario: sesto di sei figli, ha avuto sei figli a sua volta. La sua data di nascita è stata il 12 giugno 1915. 12/6 = 6+6+6.

Voto arma(Articolo pubblicato sul sito Oltre le Barricate il 3 giugno 2016)

Queste elezioni amministrative sono una grande occasione. Dopo il referendum sulle trivelle e prima di quello costituzionale, gli italiani hanno l’opportunità di far sentire forte e chiaro cosa pensano del governo e del Pd. E non tramite sondaggi che lasciano il tempo che trovano, ma con lo strumento che più può far loro male: il voto.

Se il Pd subirà una debacle in tutte le città più importanti (e sono tante: Roma, Milano, Napoli, Torino, Bologna…) l’effetto che ne verrà fuori sarà quello di uno schiaffone a Renzi e ai suoi fascistelli col Mac, con una ricaduta immensamente salutare per la democrazia di questo Paese.

Dopo il Jobs Act (passato senza proteste, per l’immane vergogna di tutti coloro che avrebbero dovuto proteggere i diritti dei lavoratori), l’Italicum (che con il suo premio di maggioranza del 54% per la lista vincente apre la strada a una vera dittatura della maggioranza) e con lo spettro della riforma costituzionale made in JpMorgan, anche chi di solito non vota dovrebbe recarsi alle urne, per votare CONTRO questi distruttori di democrazia. Fosse pure per mettere una X sul partito delle casalinghe.

Servono motivazioni? Banca Etruria, Trivellopoli e il “quartierino” che controlla mezzo governo secondo le intercettazioni della Guidi, Napolitano che continua a dettare cosa fare agli italiani per conto dei grandi gruppi di potere, Calenda che difende a spada tratta il TTIP, i verdiniani e cosentiniani a supporto del Pd, lo sterminato numero di indagati, imputati e condannati nelle file “dem”, la presenza dei poteri fortissimi tra gli influencer del governo (come la Commissione Trilaterale, la superbanca JpMorgan, le multinazionali del petrolio), i legami dei genitori di Renzi e Boschi con piduisti bancarottieri come Flavio Carboni, la riprivatizzazione dell’acqua nonostante il referendum del 2011, lo spettro di una svolta autoritaria in Italia gradita alla finanza internazionale (mascherata col termine “governabilità”), il totale asservimento ai dogmi sacri del neoliberismo, dell’Euro e dei trattati Ue, l’immensa arroganza cafona di Renzi e dei suoi sodali, le uscite della Boschi sui “partigiani veri” e quelli finti, e sui votanti No al referendum equiparati a Casapound, l’aver usato una maggioranza dichiarata illegittima dalla Consulta per cambiare la Carta fondamentale, l’occupazione militare della Rai e degli altri media, con relative epurazioni, e si potrebbe andare avanti ancora a lungo.

Sono da considerare motivi sufficienti per votare contro questa gente? O serve che i piddini compiano stragi di primogeniti?

Gli italiani hanno un’ottima occasione per prendere a calci questa feccia in modo assolutamente democratico.
Ne facciano buon uso.

Cupola

(Articolo pubblicato il 13 maggio 2016 sul sito “Oltre le Barricate“)

Abbiamo già detto, negli articoli precedenti, della fine della democrazia in Italia e dell’imposizione di un vero e proprio regime contrario alle stesse norme del diritto e della Costituzione, che sta portando il Paese in un ordine sempre più autoritario (e ci si augura che ad ottobre gli italiani votino No, per bloccare almeno in parte questo scempio).
La stessa cosa sta accadendo nel resto del mondo, sotto i nostri occhi. E il motivo è semplice, perché si tratta degli stessi registi: cioè la supercupola bancaria-industriale-massonica che controlla buona parte del pianeta.

Veniamo ai fatti.

In Italia, come sappiamo, abbiamo un premier non eletto (il terzo di seguito) e un Parlamento illegittimo che stanno cambiando la Costituzione in senso autoritario.
L’ultimo governo eletto (quello di Berlusconi) venne fatto cadere nel 2011 in seguito alla “crisi delle spread”, cioè la massiccia vendita di titoli di Stato da parte di importanti players del settore finanziario. Uno dei maggiori responsabili fu Deutsche Bank, su cui la procura di Trani sta indagando in questi giorni.
All’epoca uno dei senior advisors di Deutsche Bank era Giuliano Amato, che molti pronosticavano come nuovo presidente del Consiglio (o della Repubblica), e che poi è diventato uno di quei giudici della Corte Costituzionale che, come Mattarella, permisero al Parlamento di continuare a legiferare dopo aver dichiarato l’incostituzionalità del Porcellum. E si è detto come questo sia stato un comportamento francamente inspiegabile, una sentenza che si potrebbe solo definire “politica“.
La riforma della Costituzione che stiamo vivendo attualmente è figlia di quella decisione di tenere in piedi un Parlamento illegittimo. Tanto più che la riforma costituzionale in senso autoritario, così come la riforma-precarizzazione del mercato del lavoro, erano state dettate da JpMorgan Chase nel 2013, la banca di cui il supermilionario David Rockefeller è stato direttore e maggiore azionista, e che ha incontrato Renzi due volte tramite Tony Blair (superconsulente dell’istituto) prima e dopo l’elezione del sindaco di Firenze a premier.
E cancellare le democrazia, provocando svolte autoritarie dove necessario, è anche il sogno (dichiarato) della Commissione Trilaterale, superlobby ultraliberista di stampo massonico fondata sempre da Rockefeller con Kissinger, ai cui meeting hanno partecipato Monti, Letta, Guidi, Boschi, Gentiloni e il commissario alla Spending Review Yoram Gutgeld, oltre che il presidente Rai Monica Maggioni.
Vediamo quindi come l’involuzione autoritaria in atto in Italia e la precarizzazione del mercato del lavoro (ma anche la crisi stessa), rispondano ai diktat di ben precisi mandanti in ambito bancario, industriale e massonico, di livello internazionale.

Ma la stessa cosa sta accadendo in contemporanea negli altri Paesi del mondo.

In Grecia un premier eletto per andare contro la Troika, Tsipras, finisce per diventarne un fedele servo, continuando con tagli e austerità. Ed è recente la notizia che il 95% degli aiuti arrivati alla Grecia sia andato alle banche, e non alla popolazione.
Aggiungiamoci anche che la superbanca Goldman Sachs ha avuto pesanti responsabilità nel consigliare il modo di truccare i conti al governo greco, cosa che ha poi causato il crollo di fiducia verso il Paese ellenico.

In Francia il governo sta facendo passare per decreto l’equivalente del Jobs Act, nonostante le settimane di proteste continue. E gli attacchi terroristici hanno dato al premier Valls la scusa per prolungare lo stato di emergenza, riducendo i diritti civili.
Anche in Francia, quindi, abbiamo un crescente autoritarismo, riduzione delle tutele democratiche e precarizzazione del lavoro, la stessa minestra servita in Italia.
Una curiosità: Valls, stando a sentire il massone Gioele Magaldi, apparterrebbe ad alcune superlogge con idee molto antidemocratiche.
E anche gli attacchi terroristici, sempre secondo Magaldi, sono orchestrati da alcune superlogge di stampo autoritario, che avrebbero affiliato persino il “Califfo” Al Baghdadi, dopo averlo fatto liberare dalla prigione Usa in Iraq di Camp Buqqa.

In Brasile, invece, un governo democraticamente eletto viene rovesciato con quello che viene definito da più parti un colpo di Stato neoliberale, che ha portato l’esecutivo nella mani della destra conservatrice.

In tutti questi casi, le veementi proteste della popolazione civile sono state represse con la forza, che è ormai l’unica legittimazione di questa oligarchia.

Vediamo così, ogni giorno, esempi sempre più chiari di come la democrazia venga fatta a pezzi da agenti al servizio del potere bancario-industriale-massonico internazionale, che impongono sempre e solo i propri uomini e i propri interessi, con le buone o con le cattive. E di come, in mancanza di legittimazione democratica, il potere oligarchico si difenda con le uniche cose che sa fare bene: mentire tramite i media e reprimere tramite le forze di polizia.
Lo scopo è accentrare sempre più potere, denaro e risorse in pochissime mani (già ora 62 persone posseggono più di metà della ricchezza mondiale), costruendo un nuovo ordine neofeudale, dove la popolazione sia svuotata di diritti e risorse, e i politici ridotti al rango di semplici servi dei veri manovratori.
A rendere ancora più orwelliano quest’ordine, è il fatto che le banche in realtà creino il denaro dal nulla, e quando indebitano qualcuno lo fanno dandogli “un pezzo di carta senza copertura” (se non l’1 per cento circa), come spiega Galloni, cosicché ogni prestito bancario risulta essere una vera e propria presa per i fondelli. Ed è per questo che il controllo della moneta deve assolutamente tornare di prerogativa statale.

Di fronte a questo scenario globale la risposta dei popoli deve essere corale e decisa, con tutti i mezzi a disposizione, per pretendere governi che facciano rispettare i basilari diritti democratici e antepongano la tutela del bene comune agli interessi privati. Governi composti dalle persone migliori, dal punto di vista intellettuale e morale.

david rockefeller(Articolo pubblicato il 14/4/2016 sul sito Oltre le Barricate)

Abbiamo già scritto che, di fronte agli immani scandali che stanno coinvolgendo il governo, delle normali persone di buon senso chiederebbero scusa e si dimetterebbero di corsa, ma non tutti evidentemente hanno una simile intelligenza. La Guidi lo ha fatto, gli altri abusivi che si spacciano per ministri e deputati (membri di un governo non scelto dagli italiani e di un Parlamento fondato su un premio di maggioranza dichiarato incostituzionale)  preferiscono continuare a trincerarsi dietro le balle di giornali e televisioni compiacenti, sperando che gli italiani si dimostrino troppo gonzi per capire e ribellarsi.

C’è un altro motivo che spiega la cocciutaggine nel mantenere un ruolo che (stando anche ai sondaggi) gli italiani non riconoscono più a Renzi e co.: l’essere eterodiretti. Quando un governo non risponde al popolo, ma a potenti interessi bancari e industriali, non c’è limite alla faccia tosta.

Tutti ormai sanno di Banca Etruria, di Mafia Capitale e di Trivellopoli. Pochi invece sanno delle connessioni dell’attuale governo con alcuni degli uomini più potenti della finanza globale. E in particolare, con David Rockefeller.

Cominciamo con la JpMorgan Chase, di cui si è detto nel post precedente. Renzi ha incontrato più volte Tony Blair, ora consulente della JpMorgan, prima e dopo essere diventato premier. La stessa JpMorgan che (dalla sua posizione di più importante banca d’affari al mondo, e corresponsabile della crisi dei subprime) ha redatto il famoso documento in cui chiedeva ai Paesi del sud (in primis l’Italia), di sbarazzarsi delle Costituzioni antifasciste. Detto fatto.
Dei rapporti tra JpMorgan e David Rockefeller è presto detto: il multimilionario è stato direttore ed è il principale azionista della superbanca d’affari.

Ma Rockefeller è anche noto come uno dei membri di spicco del Gruppo Bilderberg, nonché il fondatore della Commissione Trilaterale. Ora, non è quantomeno sospetto che della Commissione Trilaterale facciano parte anche gli ex premier Mario Monti ed Enrico Letta, e che ne abbia fatto parte Federica Guidi prima di diventare il ministro dello Sviluppo Economico? E chi ha partecipato all’ultima riunione della Commissione Trilaterale, che si è tenuta dal 15 al 17 aprile a Roma? Ma proprio quella Maria Elena Boschi che più di mezza Italia vuole dimissionata (o coperta di pomodori) dopo gli scandali Banca Etruria e Trivellopoli.

Commissione-TrilateraleC’è un altro elemento interessante nel rapporto tra gli ultimi esecutivi e Rockefeller. Secondo il libro del massone Gioele Magaldi, Rockefeller ed Henry Kissinger guiderebbero una superloggia chiamata “Three Eyes”, una delle più cattive, aristocratiche e neoliberiste in assoluto, di cui farebbe parte anche Giorgio Napolitano, proprio il presidente della Repubblica che ha nominato i premier Monti, Letta e Renzi.

E, sempre secondo Magaldi, la stessa “Three Eyes” sarebbe stata la responsabile della creazione della P2 in Italia e del potere di Gelli, per portare avanti una svolta autoritaria nel Belpaese (tuttora in corso).
E così il cerchio si chiude, anche in merito alle rivelazioni sulle presunte frequentazioni piduiste dei genitori di Renzi e Boschi (con personaggi come Flavio Carboni) e sui loro legami con gente come Verdini, imputato nell’affare P3.

Sembra insomma chiaro che gli sponsor di questo governo (come di quelli precedenti), non siano da ricercare nella sola provincia toscana, ma a un livello decisamente più alto (e pericoloso per la vera democrazia). Un motivo in più per pretenderne le dimissioni immediate e la sostituzione con un esecutivo legittimato dal popolo italiano.

Claudio Messora parla del meeting della Commissione Trilaterale a Roma

Isis Usa(Articolo pubblicato sul sito web “Oltre le Barricate” il 30/03/2016)

Una settimana dopo le esplosioni di  Bruxelles, si ripete il copione che ha caratterizzato le stragi di Parigi. E cioè si ripropongono le perplessità e le incredulità su come eventi di questo tipo possano accadere in luoghi ultrasorvegliati, da parte di soggetti già noti ai servizi occidentali, in seguito ad esercitazioni avvenute esattamente negli stessi luoghi e nonostante gli avvertimenti delle intelligence di svariati Paesi (tra cui Usa, Olanda, Grecia e Turchia). E da parte di attentatori che – come al solito – amano lasciare tracce evidenti di sé in giro prima di farsi esplodere, questa volta non con documenti incredibilmente dimenticati in macchina o miracolosamente scampati alle deflagrazioni, ma grazie a computer con le proprie memorie gettati nei pressi dei luoghi incriminati.

Già stupiva che il feroce Salah, descritto come mente della strage al Bataclan, fosse sfuggito per mesi ai controlli della polizia francese, per essere poi arrestato nel quartiere dove viveva (che scaltrezza questi investigatori…). Adesso i servizi occidentali sono così maldestri da farsi sfuggire attentatori (come sempre) già noti, nel cuore delle istituzioni europee e in un periodo di altissima allerta.
Roba che ha dell’incredibile. E che serve a convincerci della “inafferrabilità” della rete terroristica e della supposta incapacità dei servizi dei Paesi europei.

Chi segue i media mainstream si è ovviamente fiondato contro il pericolo islamico e lo spauracchio Isis, invocando nuove guerre e più Europa. Bravi gonzi.
Come se da mesi non si  sapesse cos’è l’Isis e a chi risponde. E cioè a una coalizione di Stati occidentali (Usa, Gran Bretagna e Francia in primis) a cui si sommano Israele, Arabia Saudita, Qatar e Turchia, tutti Paesi amici dell’Occidente.
Le evidenze nel corso degli anni si sono accumulate al punto tale che solo la ricca (perché foraggiata) stampa mainstream, forte dei suoi tanti prosciutti sugli occhi, riesce a non vederle.
Ci è arrivata pure Famiglia Cristiana, che non è certo un giornale “complottista”.

Su Barricate abbiamo trattato l’argomento già l’anno scorso con l’articolo “La bufala Isis” e a seguire con gli articoli sulle stragi di Parigi, riportando tutti i punti oscuri delle vicende.

An artist perception of state-sponsored ISIL Takfiri terrorism

Nel caso di Bruxelles, molte incongruenze vengono segnalate in questo articolo di Roberto Quaglia su Megachip.  Tra queste, anche la presenza a Bruxelles di soggetti “già miracolosamente scampati” ad altri eventi terroristici. Attori o sfigati di professione? Oppure la messa in onda a reti unificate di immagini provenienti da un altro attentato, avvenuto nel 2011 all’aeroporto di Mosca.

Chi, come noi, non è uso a bersi tutte le balle (tante e grosse) che vengono regolarmente raccontate dall’11 settembre in poi, preferisce dare di questi eventi una lettura diversa, in compagnia di chi ha fatto ricerche – e scritto libri – nello stesso senso.

Come il giornalista Giulietto Chiesa, che ha definito l’Isis “una Spectre composta da pezzi di Occidente e petromonarchie del Golfo“.
E che ha ricordato molte volte lo scarso impegno degli americani nel combattere lo Stato islamico, a fronte del ben più incisivo intervento russo. Chiesa ha anche più volte ribadito come i meccanismi in atto in Europa in questi attentati terroristici ricordino molto da vicino la strategia della tensione, che in Italia è stata messa in atto negli anni ’70 e che ha visto servizi deviati dell’Occidente (Usa innanzitutto) cooperare con gruppi di estrema destra e mafie in una strategia in cui si “destabilizzava per stabilizzare”. Stabilizzare in senso anticomunista, sventolando spauracchi come quello delle Brigate Rosse: una conclusione cui è arrivato anche il magistrato Ferdinando Imposimato nel suo libro “La repubblica delle stragi impunite”.

Molto interessante, a proposito di Chiesa, è questa intervista rilasciata a Claudio Messora – Byoblu, in cui anche il blogger fa trapelare le sue perplessità.

O come il massone Gioele Magaldi, il cui libro “Massoni. Società a responsabilità illimitata” è stato recensito nell’ultimo post di Oltre le Barricate, che ha detto chiaramente ad Affaritaliani: “Era impossibile, per gli attentatori di Parigi, colpire dove hanno colpito, senza la connivenza di alcuni infedeli servitori dello Stato francese con mansioni di anti-terrorismo (complici e prezzolati della Hathor- Pentalpha e di altre superlogge collegate), cosi come era impossibile colpire Bruxelles senza che tra i membri dell’intelligence e dell’anti-terrorismo belga non vi siano stati soggetti asserviti ai piani di chi è il mandante di quelle bombe e di quegli eccidi. Non per caso, proprio personaggi dei servizi segreti statunitensi (riconducibili ad ambienti massonici progressisti) hanno denunciato più o meno pubblicamente, con rabbia, sdegno e disgusto, l’incredibile vuoto di vigilanza da parte dei loro colleghi belgi (e non solo) di stanza a Bruxelles”.

E sia  Magaldi che Chiesa hanno definito i terroristi islamici dell’Isis come “semplice manovalanza”, guidata da ben altri mandanti.

Alla lista dei dubbiosi si aggiunge anche Giorgio Cremaschi, che afferma che il terrorismo sta stabilizzando la “peggiore Europa”, quella della macelleria sociale e della distruzione di diritti e Costituzioni. Colpendo in modo così plateale uno dei centri dell’Unione Europea, i terroristi stanno ottenendo l’effetto di rinsaldare il senso di appartenenza ad un’istituzione che ha causato finora solo miseria e crescenti proteste per le sue politiche di rigore. Un vero miracolo, e decisamente provvidenziale in tempi di crescente antieuropeismo.

Negli articoli pubblicati su Barricate a proposito delle stragi di Parigi, mettemmo in risalto come alcune piste investigative portassero direttamente ai servizi francesi.

ISIS-CIA-cooperationE sempre secondo Magaldi, dietro questi attentati ci sarebbe la mano di superlogge massoniche  che utilizzano il terrorismo per perseguire scopi di natura politico-economica, quali un’Europa nelle mani di pochi tecnocrati, la distruzione dei diritti sociali, una guerra al terrore infinita contro un nemico creato (e finanziato) ad arte, e la progressiva centralizzazione del potere globale nelle mani di pochi massoni ultraricchi e guerrafondai, a fronte di una popolazione globale sempre più povera e spaventata.
Anche la crisi in cui noi tutti ci troviamo sarebbe stata creata ad arte dalle stesse menti, che non hanno certo interesse a farla terminare in breve con politiche economiche virtuose (ben note agli addetti ai lavori).

Le ricette rilanciate dai media e dalla politica mainstream, invece, sono sempre le stesse: serve più Europa, più cessioni di sovranità e di diritti degli Stati in nome della sicurezza, un nuovo fronte comune contro il terrore guidato dagli Usa, e la solita ondata anti-islamica che tanto avvantaggia Stati canaglia come Israele, i cui crimini sono sempre ben protetti da Usa e Ue.

Che delinquenti  di mezza tacca come i Salah o gli Abaaoud  possano mettere su operazioni complesse come quelle di Parigi e Bruxelles – e riuscire nel loro intento in un periodo di massima allerta e in luoghi ultrasorvegliati – è qualcosa che possono credere solo giornalisti stolidi o collusi come quelli che danno addosso a  Giulietto Chiesa.

A tutti gli altri che hanno mantenuto qualche neurone funzionante e un briciolo di onestà intellettuale, non resta che rilevare le tante cose che non quadrano in questo terrorismo stile Hollywood, che va avanti ormai da ben 15 anni.

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(Articolo pubblicato sul sito web “Oltre le Barricate” il 21/3/2016)

Da poco più di un anno è nelle edicole un’opera di indubbio interesse per tutti coloro che amano capire cosa accade “dietro le quinte” del potere.L’opera in questione è il libro “Massoni. La scoperta delle Ur-Lodges”, scritto da Gioele Magaldi, libero muratore e Gran Maestro della loggia “God – Grande Oriente Democratico”, con la collaborazione di confratelli appartenenti ad altre logge.

Ora, se il testo dovesse essere attendibile, contiene rivelazioni in grado di riscrivere la storia del mondo che conosciamo, dal settecento ad oggi.
Il problema è, appunto, l’affidabilità. Il Magaldi cita come fonti documenti che sono tenuti bene al sicuro nel segreto di diverse officine massoniche internazionali, e quindi non passibili di verifica. Fino al giorno, quindi, di una eventuale pubblicazione, ci si può solo fidare della sua parola e di quella dei suoi confratelli.

Premesso questo, il libro è indubbiamente affascinante, per la ricostruzione che fa dei principali eventi della contemporaneità sotto la lente massonica, e per una ricchissima mole di riferimenti ad articoli e libri, di autori che hanno provato a comprendere e spiegare i problemi di natura politica-economica nei quali siamo tutti attualmente invischiati.

La tesi centrale del Magaldi è quella di uno scontro in atto tra diverse logge sovranazionali (o Ur-Lodges), veri epicentri del potere contemporaneo, per il dominio del fenomeno chiamato “globalizzazione”. A suo parere le logge “progressiste”, o democratiche, avrebbero dagli anni ’60 in poi perso potere e centralità in favore delle logge neoaristocratiche, ultraliberiste e oligarchiche, che avrebbero così imposto il loro ordine in tutto il mondo a spese di welfare state, diritti umani e dell’ideale di una società più giusta ed equa.

Magaldi cita in particolare alcune logge neoaristocratiche che sono diventate le vere dominae della storia recente: e cioè, la “Three Eyes”, controllata (tra gli altri) da David Rockefeller, membri della famiglia Rothschild e Henry Kissinger; la “White Eagle”, che avrebbe strappato il potere alla prima negli anni ’80 con l’elezione di Ronald Reagan e Margaret Thatcher; e la “Hathor Pentalpha”, fondata da Bush padre e considerata la più “cattiva” in assoluto.

I membri della prima loggia sono fortemente sospettati, secondo gli autori, di omicidi come quelli dei fratelli Kennedy e di Martin Luther King, assieme ad altri esponenti di logge altrettanto neoaristocratiche, organiche di quel financial-industrial-military complex al quale periodicamente ci si riferisce quando si parla dei mandanti;
ai membri della terza sarebbero da ascrivere addirittura eventi come l’11 settembre e la creazione dell’Isis, e cioè il terrorismo finanziato e utilizzato per raggiungere obiettivi geopolitici. Secondo questa ricostruzione, persino Osama Bin Laden e il “Califfo” Al Baghdadi sarebbero stati affiliati alla “Hathor”, il cui nome rimanda, come Isis, alla dea egizia Iside.

MassoniAccanto a queste tre, una pletora di altre officine internazionali neoaristocratiche, tutte intenzionate a dominare la popolazione mondiale alla stregua di bestie, a favore del dominio di pochi “eletti”, ben incardinati nel sistema politico, economico, finanziario, militare, diplomatico, d’intelligence e mediatico.

Ma le rivelazioni di Magaldi e dei suoi confratelli non si fermano qui: la stessa crisi economica sarebbe stata scientemente indotta da massoni oligarchici per realizzare immensi profitti speculativi sulle nazioni in crisi, e per imporre un nuovo ordine neofeudale in Europa, con conseguente cinesizzazione del mercato del lavoro.
La distruzione del welfare state, dei diritti dei lavoratori, la disoccupazione crescente, la precarizzazione del lavoro, il crollo dei salari e nel frattempo l’aumento dei privilegi e della concentrazione della ricchezza in poche mani, sarebbero effetti del tutto voluti dagli esponenti delle logge massoniche dominanti, di orientamento ultra liberista. La stessa Unione Europea sarebbe stata fin dall’inizio parte di questo disegno oligarchico, con le sue istituzioni tecnocratiche e il suo deficit di democrazia.

Secondo Magaldi il vero potere è decisamente massone, e sono queste logge oligarchiche e sovranazionali ad avere creato e manovrato istituzioni come il Bilderberg, la CommissioneTrilaterale, il Consiglio sulle Relazioni Estere americano e tante altre.
Sono numerosi i nomi dei “grembiulini” citati nell’opera, del passato e del presente, accanto alle superlogge (o Ur-lodges) di appartenenza: Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel, Barack Obama, Osama Bin Laden, Al Baghdadi, Mario Monti, persino Vladimir Putin, Lenin e un papa, Angelo Roncalli. Tra gli esponenti più celebri della massoneria internazionale progressista, figurerebbero anche Franklin Delano Roosevelt, Gandhi e Martin Luther King.

Tra le tante alchimie fuoriuscite dalle officine massoniche oligarchiche in passato, ci sarebbero anche la creazione del nazismo in Germania, del fascismo in Italia, la P2 e una serie infinita di colpi di Stato; tra quelle delle officine progressiste, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, il New Deal e tutti gli interventi per estendere i diritti civili.

Adesso, dopo un periodo di “pax massonica”, il fronte progressista starebbe tornando a reagire contro i confratelli oligarchici, in nome di un governo della globalizzazione più equo, e la pubblicazione dell’opera farebbe parte di questa strategia.

massoni_cappucciNel comporre il libro, Magaldi si è avvalso della collaborazione di confratelli provenienti anche da logge neoaristocratiche e cita brani estratti da un gran numero di testi, tra cui quelli di Paolo Barnard, Nino Galloni, Daniel Estulin, John Perkins, tutti intervistati anche dalla rivista “Barricate”.

A questo punto si sarebbe tentati di vedere l’autore come un nuovo Prometeo, portatore all’umanità dei più reconditi segreti del “back-office del potere” – come lo chiama lui – se non fosse per alcune incongruenze.

La prima: nel denunciare il complotto delle logge massoniche oligarchiche nella ridefinizione degli equilibri mondiali, Magaldi non spende neanche una parola sulla questione israeliana, in termini critici. Nel senso: l’operato di Israele non è mai messo in discussione, e in alcune interviste l’autore afferma di essere a favore del sionismo.
Ora, sembra difficile che un vero democratico e progressista come il Magaldi dice di essere, con la sua cultura, possa avallare il genocidio e la colonizzazione in atto da più di 70 anni in Medio Oriente ad opera degli israeliani, così definiti (genocidio e colonizzazione) da parte di intellettuali ebrei o di origine ebraica come Ilàn Pappè e Noam Chomsky. Questo sembra avvalorare la tesi per cui sia la massoneria “oligarchica”, sia quella “democratica” siano decisamente a favore dell’opera di progressiva conquista della Palestina da parte degli israeliani, a scapito degli abitanti di origine araba. E questo spiegherebbe come mai i grandi media occidentali e i principali partiti politici diano una visione del conflitto scandalosamente sbilanciata dalla parte sionista. Del resto in alcuni libri che studiano il fenomeno massoneria come “Il tempio e la loggia” di Leigh e Baigent, si afferma come l’istituzione sia derivata (anche) dall’Ordine dei Templari.
Questo spiegherebbe l’accanimento con la questione palestinese, e nel frattempo la preponderanza del settore finanziario al suo interno (i Templari furono i primi banchieri internazionali e diedero un impulso essenziale allo sviluppo del capitalismo moderno).

Magaldi

L’autore del libro, Gioele Magaldi

La seconda incongruenza riguarda gli Stati Uniti d’Europa. Ebbene sì, proprio il Magaldi che si erge a difensore dei popoli oppressi dalle logge cattive, e a restauratore di un sistema economico neokeynesiano e democratico, si dice a favore della creazione di un superstato europeo, ma con “eurobond, un Parlamento che legiferi veramente e istituzioni elette e rappresentative”.
L’autore dimentica che il progetto Stati Uniti d’Europa, decisamente voluto da confratelli massoni di ogni nazione, non è in realtà mai stato accettato dai popoli europei, che hanno bocciato ai relativi referendum sia la Costituzione Europea che il Trattato di Lisbona alla sua prima ratifica. Solo dopo molte pressioni e una nuova consultazione, l’Irlanda si decise a far passare il nuovo trattato, che non fu più neanche sottoposto al referendum negli altri Paesi europei.
Una simile mancanza di democraticità non può essere sanata andando nella direzione di degli “Stati Uniti d’Europa buoni” ( cui non crede più nessuno se non i massoni stessi che ci guadagnano), ma solo smantellando tutto l’impianto europeo per poi eventualmente rifondarlo su basi più democratiche (una volta riprese tutte le sovranità statali, ivi comprese quella monetaria). Anche qui la “democraticità” del massone Magaldi sembra decisamente vacillare, a favore dei vecchi e oligarchici progetti dei suoi confratelli, che hanno già causato fin troppe sofferenze al Vecchio Continente.
Del resto già individui come Mario Monti affermavano che la crisi era il modo migliore per fare accettare alla gente una più stretta unificazione europea, quindi in tal modo si andrebbe esattamente in quella direzione.

Terza incongruenza presente nel libro: il numero delle pagine del testo. Dopo che per tutto il volume l’autore ci ha spiegato l’ossessione dei massoni per numeri, date e simbologie, ci si accorge che il libro in questione consta di ben…666 pagine.
656 di testo, più altre 10 in coda aggiunte dall’editore Chiarelettere.
Un numero un tantino sospetto per un gruppo di massoni “progressisti, democratici e ben intenzionati a far valere i diritti umani”.

Alla fine della fiera, il sospetto è che una parte della massoneria si sia costituita in una loggia speciale (il God, Grande oriente democratico) e abbia pubblicato il libro per catturare quella parte di intellettuali e di società civile che da tempo stanno denunciando il lato oscuro della Ue, dell’impero statunitense, dei tanti circoli in cui l’”elite” si riunisce e di questioni come quella palestinese, per ricondurli su più miti consigli e su posizioni più gradite. Anche il recente tentativo del Movimento Roosevelt (nato dal God) di attirare il M5S nel sostegno alla candidatura di Nino Galloni a sindaco di Roma, sembra ricadere in questo schema (con tutta la stima per la persona di Galloni, peraltro intervistato da chi scrive per “Barricate”).

Se invece le intenzioni di Magaldi e i suoi dovessero essere veramente sincere e democratiche, lo invitiamo a rivedere alcune posizioni  sulla questione israelo -palestinese e sulla prosecuzione verso quel suicidio che sono gli Stati Uniti d’Europa, e a favorire il ritorno della vera e sostanziale sovranità nelle mani dei popoli europei, usurpata dai suoi confratelli da Maastricht in poi.