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(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 22 marzo 2017)

Lo scorso 20 marzo, in coincidenza con l’Equinozio di Primavera, è scomparso David Rockefeller, uno dei grandi burattinai della finanza globale. I media, come previsto, si sono affrettati a definirlo un “filantropo” (stessa definizione usata per descrivere George Soros, altro squalo dell’alta finanza), come se qualche ricca donazione cosmetica possa mascherare i danni compiuti nei confronti dei popoli di tutto il mondo.

Sì. perché Rockefeller è stato uno degli uomini più attivi nel promuovere una forma di governo ombra mondiale, composto da ricchissimi membri dell’elite finanziaria e industriale, in grado di condizionare in modo decisivo la politica, i principali media, la cultura e la società, attraverso una fitta rete di collaboratori che non hanno fatto altro che portare avanti la loro agenda antidemocratica e autoreferenziale.

Rockefeller, oltre ad essere un ricchissimo membro della più importante famiglia di petrolieri al mondo, e capo della superbanca Chase Manhattan Bank (poi divenuta JpMorgan Chase), è stato il fondatore del Gruppo Bilderberg e della Commissione Trilaterale, due delle associazioni mondialiste di carattere paramassonico più celebri e influenti, ai meeting delle quali hanno partecipato personaggi di spicco di ogni parte del globo.
Come abbiamo già sottolineato in questo articolo, i più importanti uomini politici della storia italiana recente sono passati dai meeting di queste organizzazioni: Mario Monti è stato presidente della Commissione Trilaterale per l’Europa; Enrico Letta è stato membro della CT così come l’ex ministro Guidi; Boschi e Gentiloni erano tra i partecipanti all’ultimo meeting della Trilaterale a Roma assieme alla presidente Rai Monica Maggioni, che è addirittura presidente della Commissione Trilaterale Italia; Lilli Gruber è presenza fissa ai meeting Bilderberg.

Insomma, un intreccio tra governo, media mainstream e queste organizzazioni private sovranazionali che dovrebbe perlomeno allarmare. E invece tutto è scivolato via, senza troppo clamore. Perché ciò che non viene detto, è che l’agenda di questi club è dichiaratamente antidemocratica e iperliberista.

Rockefeller e Kissinger, attraverso queste organizzazioni, hanno sempre cercato di reclutare esecutori per fare gli interessi degli Usa, quelli della grande finanza e dell’industria petrolifera, in primis. E per portare avanti un disegno di dominio globale.
Non è un caso che tra le file della Trilaterale ci siano anche l’ex governatore della Bce, Jean Claude Trichet, ora presidente europeo della CT (ruolo prima ricoperto da Mario Monti) e gli ex governatori della Federal Reserve Alan Greenspan e Paul Volcker.
Come dire che, oltre a decidere i primi ministri, Rockefeller riusciva a piazzare i suoi uomini anche ai vertici delle ben più prestigiose istituzioni monetarie.

Agli incontri annuali del Gruppo Bilderberg, invece, hanno partecipato negli anni  nomi italiani ben noti come quelli di Mario Draghi, Romano Prodi, Enrico Letta, Carlo De Benedetti, Lilli Gruber, John Elkann, Gianni Agnelli e il solito Mario Monti.
Per l’estero ricordiamo il neoeletto premier olandese Mark Rutte, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, l’ex presidente della Commissione Europea José Barroso.

Secondo Daniel Estulin, autore del libro “Il club Bilderberg”, questi club funzionano come “cinghie di trasmissione”, attraverso le quali l’oligarchia finanziaria e industriale dirama i suoi ordini. Chi vuole fare carriera, è semplicemente invitato ad attenervisi: in caso contrario, si cercano nuovi referenti. La famiglia Rockefeller ha anche finanziato numerose altre organizzazioni, come l’americano Council on Foreign Relations (Consiglio sulle Relazioni Estere) e l’Aspen Institute, di cui fanno parte Giuliano Amato, Giulio Tremonti, Gianni Letta, la presidente Eni Emma Marcegaglia, il direttore generale di Enel Francesco Starace e il cofondatore della Casaleggio Associati, Enrico Sassoon.

Ma Rockefeller è anche noto per aver destabilizzato interi Stati per imporre i suoi interessi. Nel libro “Massoni” di Gioele Magaldi, Rockefeller appare come il signore incontrastato della loggia sovranazionale “Three Eyes”, gestita assieme a Kissinger e Brezinsky, e costantemente intento a dar vita a nuovi metodi per imporre la sua volontà sulle popolazioni locali, favorendo ovunque svolte autoritarie e anticomuniste: dall’Operazione Condor a base di torture e omicidi in America Latina, alla nascita della loggia P2 in Italia. Alla stessa loggia “Three Eyes”, con finalità evidentemente oligarchiche e antidemocratiche, apparterebbe anche Giorgio Napolitano.
Secondo il presidente onorario della Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato, il gruppo Bilderberg di Rockefeller sarebbe dietro la strategia della tensione nell’Italia del dopoguerra, in funzione anticomunista.
L’avversione di Rockefeller, della sua superloggia e della Commissione Trilaterale per la democrazia si può constatare anche nel famoso report “Crisis of democracy”, ben descritto in questo video da Messora, in cui si sostiene che la democrazia, per funzionare, necessità dell'”apatia” della maggioranza.
Ciò significa che le decisioni devono prenderle in pochi. Nello specifico: loro.

Insomma, se Rockefeller non era uno dei Signori di Questo Mondo, ci andava vicino. I più “complottisti” ritengono che fosse ossessionato dal numero 666, tanto da inserirlo nel logo della Commissione Trilaterale e nelle date dei meeting del Bilderberg.
Effettivamente il numero ricorre nella vita del miliardario: sesto di sei figli, ha avuto sei figli a sua volta. La sua data di nascita è stata il 12 giugno 1915. 12/6 = 6+6+6.

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Isis Usa(Articolo pubblicato sul sito web “Oltre le Barricate” il 30/03/2016)

Una settimana dopo le esplosioni di  Bruxelles, si ripete il copione che ha caratterizzato le stragi di Parigi. E cioè si ripropongono le perplessità e le incredulità su come eventi di questo tipo possano accadere in luoghi ultrasorvegliati, da parte di soggetti già noti ai servizi occidentali, in seguito ad esercitazioni avvenute esattamente negli stessi luoghi e nonostante gli avvertimenti delle intelligence di svariati Paesi (tra cui Usa, Olanda, Grecia e Turchia). E da parte di attentatori che – come al solito – amano lasciare tracce evidenti di sé in giro prima di farsi esplodere, questa volta non con documenti incredibilmente dimenticati in macchina o miracolosamente scampati alle deflagrazioni, ma grazie a computer con le proprie memorie gettati nei pressi dei luoghi incriminati.

Già stupiva che il feroce Salah, descritto come mente della strage al Bataclan, fosse sfuggito per mesi ai controlli della polizia francese, per essere poi arrestato nel quartiere dove viveva (che scaltrezza questi investigatori…). Adesso i servizi occidentali sono così maldestri da farsi sfuggire attentatori (come sempre) già noti, nel cuore delle istituzioni europee e in un periodo di altissima allerta.
Roba che ha dell’incredibile. E che serve a convincerci della “inafferrabilità” della rete terroristica e della supposta incapacità dei servizi dei Paesi europei.

Chi segue i media mainstream si è ovviamente fiondato contro il pericolo islamico e lo spauracchio Isis, invocando nuove guerre e più Europa. Bravi gonzi.
Come se da mesi non si  sapesse cos’è l’Isis e a chi risponde. E cioè a una coalizione di Stati occidentali (Usa, Gran Bretagna e Francia in primis) a cui si sommano Israele, Arabia Saudita, Qatar e Turchia, tutti Paesi amici dell’Occidente.
Le evidenze nel corso degli anni si sono accumulate al punto tale che solo la ricca (perché foraggiata) stampa mainstream, forte dei suoi tanti prosciutti sugli occhi, riesce a non vederle.
Ci è arrivata pure Famiglia Cristiana, che non è certo un giornale “complottista”.

Su Barricate abbiamo trattato l’argomento già l’anno scorso con l’articolo “La bufala Isis” e a seguire con gli articoli sulle stragi di Parigi, riportando tutti i punti oscuri delle vicende.

An artist perception of state-sponsored ISIL Takfiri terrorism

Nel caso di Bruxelles, molte incongruenze vengono segnalate in questo articolo di Roberto Quaglia su Megachip.  Tra queste, anche la presenza a Bruxelles di soggetti “già miracolosamente scampati” ad altri eventi terroristici. Attori o sfigati di professione? Oppure la messa in onda a reti unificate di immagini provenienti da un altro attentato, avvenuto nel 2011 all’aeroporto di Mosca.

Chi, come noi, non è uso a bersi tutte le balle (tante e grosse) che vengono regolarmente raccontate dall’11 settembre in poi, preferisce dare di questi eventi una lettura diversa, in compagnia di chi ha fatto ricerche – e scritto libri – nello stesso senso.

Come il giornalista Giulietto Chiesa, che ha definito l’Isis “una Spectre composta da pezzi di Occidente e petromonarchie del Golfo“.
E che ha ricordato molte volte lo scarso impegno degli americani nel combattere lo Stato islamico, a fronte del ben più incisivo intervento russo. Chiesa ha anche più volte ribadito come i meccanismi in atto in Europa in questi attentati terroristici ricordino molto da vicino la strategia della tensione, che in Italia è stata messa in atto negli anni ’70 e che ha visto servizi deviati dell’Occidente (Usa innanzitutto) cooperare con gruppi di estrema destra e mafie in una strategia in cui si “destabilizzava per stabilizzare”. Stabilizzare in senso anticomunista, sventolando spauracchi come quello delle Brigate Rosse: una conclusione cui è arrivato anche il magistrato Ferdinando Imposimato nel suo libro “La repubblica delle stragi impunite”.

Molto interessante, a proposito di Chiesa, è questa intervista rilasciata a Claudio Messora – Byoblu, in cui anche il blogger fa trapelare le sue perplessità.

O come il massone Gioele Magaldi, il cui libro “Massoni. Società a responsabilità illimitata” è stato recensito nell’ultimo post di Oltre le Barricate, che ha detto chiaramente ad Affaritaliani: “Era impossibile, per gli attentatori di Parigi, colpire dove hanno colpito, senza la connivenza di alcuni infedeli servitori dello Stato francese con mansioni di anti-terrorismo (complici e prezzolati della Hathor- Pentalpha e di altre superlogge collegate), cosi come era impossibile colpire Bruxelles senza che tra i membri dell’intelligence e dell’anti-terrorismo belga non vi siano stati soggetti asserviti ai piani di chi è il mandante di quelle bombe e di quegli eccidi. Non per caso, proprio personaggi dei servizi segreti statunitensi (riconducibili ad ambienti massonici progressisti) hanno denunciato più o meno pubblicamente, con rabbia, sdegno e disgusto, l’incredibile vuoto di vigilanza da parte dei loro colleghi belgi (e non solo) di stanza a Bruxelles”.

E sia  Magaldi che Chiesa hanno definito i terroristi islamici dell’Isis come “semplice manovalanza”, guidata da ben altri mandanti.

Alla lista dei dubbiosi si aggiunge anche Giorgio Cremaschi, che afferma che il terrorismo sta stabilizzando la “peggiore Europa”, quella della macelleria sociale e della distruzione di diritti e Costituzioni. Colpendo in modo così plateale uno dei centri dell’Unione Europea, i terroristi stanno ottenendo l’effetto di rinsaldare il senso di appartenenza ad un’istituzione che ha causato finora solo miseria e crescenti proteste per le sue politiche di rigore. Un vero miracolo, e decisamente provvidenziale in tempi di crescente antieuropeismo.

Negli articoli pubblicati su Barricate a proposito delle stragi di Parigi, mettemmo in risalto come alcune piste investigative portassero direttamente ai servizi francesi.

ISIS-CIA-cooperationE sempre secondo Magaldi, dietro questi attentati ci sarebbe la mano di superlogge massoniche  che utilizzano il terrorismo per perseguire scopi di natura politico-economica, quali un’Europa nelle mani di pochi tecnocrati, la distruzione dei diritti sociali, una guerra al terrore infinita contro un nemico creato (e finanziato) ad arte, e la progressiva centralizzazione del potere globale nelle mani di pochi massoni ultraricchi e guerrafondai, a fronte di una popolazione globale sempre più povera e spaventata.
Anche la crisi in cui noi tutti ci troviamo sarebbe stata creata ad arte dalle stesse menti, che non hanno certo interesse a farla terminare in breve con politiche economiche virtuose (ben note agli addetti ai lavori).

Le ricette rilanciate dai media e dalla politica mainstream, invece, sono sempre le stesse: serve più Europa, più cessioni di sovranità e di diritti degli Stati in nome della sicurezza, un nuovo fronte comune contro il terrore guidato dagli Usa, e la solita ondata anti-islamica che tanto avvantaggia Stati canaglia come Israele, i cui crimini sono sempre ben protetti da Usa e Ue.

Che delinquenti  di mezza tacca come i Salah o gli Abaaoud  possano mettere su operazioni complesse come quelle di Parigi e Bruxelles – e riuscire nel loro intento in un periodo di massima allerta e in luoghi ultrasorvegliati – è qualcosa che possono credere solo giornalisti stolidi o collusi come quelli che danno addosso a  Giulietto Chiesa.

A tutti gli altri che hanno mantenuto qualche neurone funzionante e un briciolo di onestà intellettuale, non resta che rilevare le tante cose che non quadrano in questo terrorismo stile Hollywood, che va avanti ormai da ben 15 anni.

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(Articolo pubblicato sul sito web “Oltre le Barricate” il 21/3/2016)

Da poco più di un anno è nelle edicole un’opera di indubbio interesse per tutti coloro che amano capire cosa accade “dietro le quinte” del potere.L’opera in questione è il libro “Massoni. La scoperta delle Ur-Lodges”, scritto da Gioele Magaldi, libero muratore e Gran Maestro della loggia “God – Grande Oriente Democratico”, con la collaborazione di confratelli appartenenti ad altre logge.

Ora, se il testo dovesse essere attendibile, contiene rivelazioni in grado di riscrivere la storia del mondo che conosciamo, dal settecento ad oggi.
Il problema è, appunto, l’affidabilità. Il Magaldi cita come fonti documenti che sono tenuti bene al sicuro nel segreto di diverse officine massoniche internazionali, e quindi non passibili di verifica. Fino al giorno, quindi, di una eventuale pubblicazione, ci si può solo fidare della sua parola e di quella dei suoi confratelli.

Premesso questo, il libro è indubbiamente affascinante, per la ricostruzione che fa dei principali eventi della contemporaneità sotto la lente massonica, e per una ricchissima mole di riferimenti ad articoli e libri, di autori che hanno provato a comprendere e spiegare i problemi di natura politica-economica nei quali siamo tutti attualmente invischiati.

La tesi centrale del Magaldi è quella di uno scontro in atto tra diverse logge sovranazionali (o Ur-Lodges), veri epicentri del potere contemporaneo, per il dominio del fenomeno chiamato “globalizzazione”. A suo parere le logge “progressiste”, o democratiche, avrebbero dagli anni ’60 in poi perso potere e centralità in favore delle logge neoaristocratiche, ultraliberiste e oligarchiche, che avrebbero così imposto il loro ordine in tutto il mondo a spese di welfare state, diritti umani e dell’ideale di una società più giusta ed equa.

Magaldi cita in particolare alcune logge neoaristocratiche che sono diventate le vere dominae della storia recente: e cioè, la “Three Eyes”, controllata (tra gli altri) da David Rockefeller, membri della famiglia Rothschild e Henry Kissinger; la “White Eagle”, che avrebbe strappato il potere alla prima negli anni ’80 con l’elezione di Ronald Reagan e Margaret Thatcher; e la “Hathor Pentalpha”, fondata da Bush padre e considerata la più “cattiva” in assoluto.

I membri della prima loggia sono fortemente sospettati, secondo gli autori, di omicidi come quelli dei fratelli Kennedy e di Martin Luther King, assieme ad altri esponenti di logge altrettanto neoaristocratiche, organiche di quel financial-industrial-military complex al quale periodicamente ci si riferisce quando si parla dei mandanti;
ai membri della terza sarebbero da ascrivere addirittura eventi come l’11 settembre e la creazione dell’Isis, e cioè il terrorismo finanziato e utilizzato per raggiungere obiettivi geopolitici. Secondo questa ricostruzione, persino Osama Bin Laden e il “Califfo” Al Baghdadi sarebbero stati affiliati alla “Hathor”, il cui nome rimanda, come Isis, alla dea egizia Iside.

MassoniAccanto a queste tre, una pletora di altre officine internazionali neoaristocratiche, tutte intenzionate a dominare la popolazione mondiale alla stregua di bestie, a favore del dominio di pochi “eletti”, ben incardinati nel sistema politico, economico, finanziario, militare, diplomatico, d’intelligence e mediatico.

Ma le rivelazioni di Magaldi e dei suoi confratelli non si fermano qui: la stessa crisi economica sarebbe stata scientemente indotta da massoni oligarchici per realizzare immensi profitti speculativi sulle nazioni in crisi, e per imporre un nuovo ordine neofeudale in Europa, con conseguente cinesizzazione del mercato del lavoro.
La distruzione del welfare state, dei diritti dei lavoratori, la disoccupazione crescente, la precarizzazione del lavoro, il crollo dei salari e nel frattempo l’aumento dei privilegi e della concentrazione della ricchezza in poche mani, sarebbero effetti del tutto voluti dagli esponenti delle logge massoniche dominanti, di orientamento ultra liberista. La stessa Unione Europea sarebbe stata fin dall’inizio parte di questo disegno oligarchico, con le sue istituzioni tecnocratiche e il suo deficit di democrazia.

Secondo Magaldi il vero potere è decisamente massone, e sono queste logge oligarchiche e sovranazionali ad avere creato e manovrato istituzioni come il Bilderberg, la CommissioneTrilaterale, il Consiglio sulle Relazioni Estere americano e tante altre.
Sono numerosi i nomi dei “grembiulini” citati nell’opera, del passato e del presente, accanto alle superlogge (o Ur-lodges) di appartenenza: Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel, Barack Obama, Osama Bin Laden, Al Baghdadi, Mario Monti, persino Vladimir Putin, Lenin e un papa, Angelo Roncalli. Tra gli esponenti più celebri della massoneria internazionale progressista, figurerebbero anche Franklin Delano Roosevelt, Gandhi e Martin Luther King.

Tra le tante alchimie fuoriuscite dalle officine massoniche oligarchiche in passato, ci sarebbero anche la creazione del nazismo in Germania, del fascismo in Italia, la P2 e una serie infinita di colpi di Stato; tra quelle delle officine progressiste, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, il New Deal e tutti gli interventi per estendere i diritti civili.

Adesso, dopo un periodo di “pax massonica”, il fronte progressista starebbe tornando a reagire contro i confratelli oligarchici, in nome di un governo della globalizzazione più equo, e la pubblicazione dell’opera farebbe parte di questa strategia.

massoni_cappucciNel comporre il libro, Magaldi si è avvalso della collaborazione di confratelli provenienti anche da logge neoaristocratiche e cita brani estratti da un gran numero di testi, tra cui quelli di Paolo Barnard, Nino Galloni, Daniel Estulin, John Perkins, tutti intervistati anche dalla rivista “Barricate”.

A questo punto si sarebbe tentati di vedere l’autore come un nuovo Prometeo, portatore all’umanità dei più reconditi segreti del “back-office del potere” – come lo chiama lui – se non fosse per alcune incongruenze.

La prima: nel denunciare il complotto delle logge massoniche oligarchiche nella ridefinizione degli equilibri mondiali, Magaldi non spende neanche una parola sulla questione israeliana, in termini critici. Nel senso: l’operato di Israele non è mai messo in discussione, e in alcune interviste l’autore afferma di essere a favore del sionismo.
Ora, sembra difficile che un vero democratico e progressista come il Magaldi dice di essere, con la sua cultura, possa avallare il genocidio e la colonizzazione in atto da più di 70 anni in Medio Oriente ad opera degli israeliani, così definiti (genocidio e colonizzazione) da parte di intellettuali ebrei o di origine ebraica come Ilàn Pappè e Noam Chomsky. Questo sembra avvalorare la tesi per cui sia la massoneria “oligarchica”, sia quella “democratica” siano decisamente a favore dell’opera di progressiva conquista della Palestina da parte degli israeliani, a scapito degli abitanti di origine araba. E questo spiegherebbe come mai i grandi media occidentali e i principali partiti politici diano una visione del conflitto scandalosamente sbilanciata dalla parte sionista. Del resto in alcuni libri che studiano il fenomeno massoneria come “Il tempio e la loggia” di Leigh e Baigent, si afferma come l’istituzione sia derivata (anche) dall’Ordine dei Templari.
Questo spiegherebbe l’accanimento con la questione palestinese, e nel frattempo la preponderanza del settore finanziario al suo interno (i Templari furono i primi banchieri internazionali e diedero un impulso essenziale allo sviluppo del capitalismo moderno).

Magaldi

L’autore del libro, Gioele Magaldi

La seconda incongruenza riguarda gli Stati Uniti d’Europa. Ebbene sì, proprio il Magaldi che si erge a difensore dei popoli oppressi dalle logge cattive, e a restauratore di un sistema economico neokeynesiano e democratico, si dice a favore della creazione di un superstato europeo, ma con “eurobond, un Parlamento che legiferi veramente e istituzioni elette e rappresentative”.
L’autore dimentica che il progetto Stati Uniti d’Europa, decisamente voluto da confratelli massoni di ogni nazione, non è in realtà mai stato accettato dai popoli europei, che hanno bocciato ai relativi referendum sia la Costituzione Europea che il Trattato di Lisbona alla sua prima ratifica. Solo dopo molte pressioni e una nuova consultazione, l’Irlanda si decise a far passare il nuovo trattato, che non fu più neanche sottoposto al referendum negli altri Paesi europei.
Una simile mancanza di democraticità non può essere sanata andando nella direzione di degli “Stati Uniti d’Europa buoni” ( cui non crede più nessuno se non i massoni stessi che ci guadagnano), ma solo smantellando tutto l’impianto europeo per poi eventualmente rifondarlo su basi più democratiche (una volta riprese tutte le sovranità statali, ivi comprese quella monetaria). Anche qui la “democraticità” del massone Magaldi sembra decisamente vacillare, a favore dei vecchi e oligarchici progetti dei suoi confratelli, che hanno già causato fin troppe sofferenze al Vecchio Continente.
Del resto già individui come Mario Monti affermavano che la crisi era il modo migliore per fare accettare alla gente una più stretta unificazione europea, quindi in tal modo si andrebbe esattamente in quella direzione.

Terza incongruenza presente nel libro: il numero delle pagine del testo. Dopo che per tutto il volume l’autore ci ha spiegato l’ossessione dei massoni per numeri, date e simbologie, ci si accorge che il libro in questione consta di ben…666 pagine.
656 di testo, più altre 10 in coda aggiunte dall’editore Chiarelettere.
Un numero un tantino sospetto per un gruppo di massoni “progressisti, democratici e ben intenzionati a far valere i diritti umani”.

Alla fine della fiera, il sospetto è che una parte della massoneria si sia costituita in una loggia speciale (il God, Grande oriente democratico) e abbia pubblicato il libro per catturare quella parte di intellettuali e di società civile che da tempo stanno denunciando il lato oscuro della Ue, dell’impero statunitense, dei tanti circoli in cui l’”elite” si riunisce e di questioni come quella palestinese, per ricondurli su più miti consigli e su posizioni più gradite. Anche il recente tentativo del Movimento Roosevelt (nato dal God) di attirare il M5S nel sostegno alla candidatura di Nino Galloni a sindaco di Roma, sembra ricadere in questo schema (con tutta la stima per la persona di Galloni, peraltro intervistato da chi scrive per “Barricate”).

Se invece le intenzioni di Magaldi e i suoi dovessero essere veramente sincere e democratiche, lo invitiamo a rivedere alcune posizioni  sulla questione israelo -palestinese e sulla prosecuzione verso quel suicidio che sono gli Stati Uniti d’Europa, e a favorire il ritorno della vera e sostanziale sovranità nelle mani dei popoli europei, usurpata dai suoi confratelli da Maastricht in poi.

57677-o-renzi-marionetta1392658682Ok, facciamo finta che gli italiani siano semplicemente stati “abbagliati” e “ingannati”, nelle scorse elezioni, dalla aria di nuovo del Neo Mastrota che ci ritroviamo al governo.

Volevano il cambiamento, sono stati spaventati dalla quasi totalità della stampa che ha presentato (all’indomani delle politiche del 2013) Grillo come il terribile pericolo per la democrazia, e sono corsi a dare il 41% delle preferenze all’ennesimo inciucione dalla faccia pulita, e alla sua squadra di gggiovani fuori e democristiani dentro.

Bravi, ci avete creduto e siete stati fregati un’altra volta. Ora anche basta però.

Dopo pochi mesi di governo Renzi, avrebbe dovuto essere chiaro a tutti che si ha a che fare con un incompetente al servizio dei poteri ultraforti, pronto a vendere pure i parenti per avere più potere.

Invece a distanza di mesi, il bimbominkia fiorentino ancora resiste nei sondaggi con un 40% di consensi a favore.  Qui i casi sono due: o i sondaggi sono truccati, o il popolino italiota è stato di nuovo ipnotizzato dall’ennesimo venditore di pentole.

Ma dato che difficilmente giornali e tiggì dicono le cose come stanno, facciamo un piccolo elenco, che permetta di capire anche al più candido dei Candidi chi è Renzi, da dove viene e dove sta andando.

Sperando di non contribuire, in questo modo, a fargli prendere il 60% alla prossima occasione. Gli italiani sono capaci di ogni prodezza quando si tratta di scegliere il peggio.

 

Una nobile stirpe

Il padre, Tiziano Renzi, da alcuni illustri concittadini citato come figura preminente della massoneria toscana, risulta indagato per bancarotta fraudolenta dopo il fallimento della società di distribuzione di cui era amministratore, la Chil Post.
Tutti i contratti della società erano precari, a parte ovviamente quello del figlio Matteo, che in questo modo riceveva i contributi per la pensione dalla collettività.

Inoltre delle dieci società fondate, possedute o amministrate da Renzi senior nella sua “carriera”, tre hanno subito condanne dai vari tribunali, per un totale di sette condanne.

Sembra quindi che onestà e affidabilità siano nel Dna di famiglia.

 

Renzi l’ammerigano

Renzi è di centro sinistra solo sulla carta. In realtà la sua vera passione resta il centro destra, italiano quanto americano. A parte gli arcinoti inciuci con Silvio Berlusconi riassunti nel patto del Nazareno (su cui il direttore del Corriere della sera Ferruccio De Bortoli ha sentito “odore di Massoneria”), e in aggiunta all’aiuto dato da Forza Italia e dall’amico Verdini quando si è trattato di correre per l’elezione a sindaco di Firenze (FI gli candidò contro l’ex portiere Giovanni Galli, abbandonandolo al momento del ballottaggio), Renzi coltiva ottimi rapporti con l’ultradestra Usa.

Personaggi come Michael Ledeen, una delle menti dietro molte operazioni sporche  targate Cia nel mondo e interventi militari Usa, che è considerato “il governo ombra” di Renzi“, mentre la Mogherini ha incontrato in almeno due occasioni il braccio destro di John McCain e uomo della Cia Kurt Volker, prima di fare carriera ed arrivare a diventare miracolosamente lady Pesc, la responsabile Ue per la politica estera.

E’ evidente la vicinanza di Renzi con i poteri forti americani: il suo pronto assenso alla guerra in Iraq e la sua solerzia nel mantenere i rapporti col Cfr (Council on Foreign Relations, uno dei più potenti think tank al mondo dall’orientamento ultraliberista) dimostrano quanto Renzi tenga all’amicizia degli Usa, anche in caso di decisioni più che discutibili.

 

Israele mon amour

Un altro grande amore di Renzi è lo Stato di Israele.

Su Israele Renzi ha sempre fatto capire in modo molto chiaro la sua posizione, come quando si è speso per “la liberazione dell’ostaggio israeliano rapito” nel pieno dei bombardamenti sulla striscia di Gaza, quando i morti tra i palestinesi erano già più di 1.600 (con quasi 9.000 feriti, in maggioranza civili) a fronte di una manciata di decessi tra i soldati sionisti, logica conseguenza dell’invasione della striscia da parte dell’esercito ebraico.

Inoltre al momento delle primarie nel centro sinistra, gli ebrei pro Israele (va sempre ricordato che ci sono anche molti ebrei contro il sionismo e contro Israele) hanno decisamente fatto campagna a favore di Renzi e contro Bersani, considerato troppo “equidistante” sulla questione palestinese.

Per finire, Marco Carrai, uno degli uomini più vicini a Renzi, è da anni considerato “uomo del governo israeliano”, oltre che assiduo frequentatore di Michael Ledeen, già citato a proposito dei rapporti tra Renzi e l’ultradestra Usa.

 

Il rottamatore della sinistra e della Costituzione

Renzi è evidentemente stato scelto dai poteri forti dell’economia occidentale per rottamare la sinistra in Italia, assimilandone l’ideologia a quella della peggiore destra: libero mercato, deregulation, privatizzazioni, eliminazione delle tutele dei lavoratori, flessibilità estrema.

Vediamo questa agenda in corso attualmente con l’eliminazione dell’art. 18, salutata dagli applausi dei vari Marchionne e Poletti.

Anche la modifica della Costituzione si inserisce nel quadro di uno smantellamento dell’equilibrio dei poteri, a favore di un premier e di un presidente della Repubblica più forti. Queste modifiche della Carta vanno di pari passo con i dettami della banca d’affari Jp Morgan, che qualche mese fa in un comunicato esortava i governi occidentali a “sbarazzarsi delle costituzioni antifasciste” e dei loro eccessivi riguardi verso i lavoratori. La stessa Jp Morgan, tramite Tony Blair (ora agente della banca), ha incontrato più volte Renzi per assicurarsi la sua fedeltà a questo programma.

Sul fronte bancario, va poi ricordato il legame di Renzi con Davide Serra, uno dei suoi principali finanziatori, ex collaboratore delle superbanche Ubs e Morgan Stanley e frequentatore tra i più assidui della Leopolda. Uno che ha affermato candidamente, all’ultima kermesse fiorentina, che lo sciopero “non è un diritto”.
Tanto per capire le intenzioni del “nuovo che avanza”.

 

Figlio di Troika

Tanto per non deludere le aspettative dei macellai del Fondo Monetario Internazionale, funesta istituzione guidata dagli Usa e incaricata di prescrivere a tutti gli Stati del mondo le ricette che vanno bene agli Usa (e cioè privatizzazioni, liberalizzazioni fulminee, tagli alla spesa pubblica, deregulation), Renzi ha piazzato alla guida dell’Economia e della Spending review due uomini provenienti proprio dal Fmi, e cioè Pier Carlo Padoan e Carlo Cottarelli.

Padoan, che è stato anche consulente della Bce, era il responsabile del Fmi per l’Argentina nel 2001 quando ci fu il crac, causato anche (e soprattutto) dalle politiche imposte dal Fondo; Cottarelli (che però si è dimesso a ottobre) è uomo del Fmi dal 1988.

Pensare che, con personaggi così al governo, Renzi non adotti le peggiori politiche neoliberiste e filo-Troika è pura ingenuità.

 

Renzi e il Vaticano

Ovviamente il Vaticano non poteva mancare nella collezione di poteri forti del nuovo premier.

Sempre l’amico Carrai (definito da molti “il Gianni Letta di Renzi”) è incaricato di coltivare i rapporti del premier con Comunione e Liberazione e con l’Opus Dei, cui è molto vicino. La moglie di Renzi, Agnese, è la sorella di un sacerdote.

Gli ottimi rapporti del premier con Oltretevere sono stati sanciti da alcuni provvedimenti compiacenti approvati di recente, come l’8 per mille destinato allo Stato, che andrà a finanziare anche gli edifici di culto.

 

La Repubblica di De Benedetti

Per finire la carrellata sui poteri forti dietro Renzi, è inevitabile citare il proprietario dei fogli di partito del Pd, Carlo De Benedetti.

Tutti si ricordano della telefonata del patron di Repubblica a Barca per fargli prendere parte al nuovo governo; Renzi nei pochi mesi di governo è riuscito a far arrivare a Sorgenia di De Benedetti un regalo da 150 milioni all’anno.

Non vale neanche la pena di soffermarsi sulla vergognosa parzialità dell’informazione di Repubblica e dintorni (ma che fa pendant con quella di Corriere, Ansa, Stampa ecc.) quando si tratta di riportare notizie che riguardino il premier, rispetto ai toni usati nei confronti del Movimento 5 Stelle, principale forza di opposizione.

 

CoeRenzi, l’amico dei più deboli

Quando Renzi promette qualcosa, c’è da fidarsi. Sono universalmente celebri le frasi del premier, smentite poco dopo da atti concreti, come nei casi delle larghe intese e sul prendere il posto di Letta. La totale inaffidabilità nel mantenere la parola data ha valso al premier il titolo di CoeRenzi.

Vanno aggiunte anche una serie di affermazioni che dimostrano chiaramente come Renzi si sia subito attestato su posizioni completamente antitetiche a quelle considerate “di sinistra”, come sull’acqua pubblica, sui diritti dei lavoratori e sull’età pensionabile.

 

In definitiva

Come abbia fatto un personaggio così prono alla causa dei poteri forti e disinteressato alle condizioni della popolazione a ricevere il 41% delle preferenze alle ultime elezioni e in tempo di crisi, resta un mistero spiegabile solo con il completo asservimento dei media alla causa del bimbominkia, e a un’opinione pubblica che banalmente “c’è cascata”.

Sarebbe bene che ora gli italiani capissero una volta per tutte chi hanno di fronte, e togliessero il loro sostegno a questo vergognoso governo.