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Cupola

(Articolo pubblicato il 13 maggio 2016 sul sito “Oltre le Barricate“)

Abbiamo già detto, negli articoli precedenti, della fine della democrazia in Italia e dell’imposizione di un vero e proprio regime contrario alle stesse norme del diritto e della Costituzione, che sta portando il Paese in un ordine sempre più autoritario (e ci si augura che ad ottobre gli italiani votino No, per bloccare almeno in parte questo scempio).
La stessa cosa sta accadendo nel resto del mondo, sotto i nostri occhi. E il motivo è semplice, perché si tratta degli stessi registi: cioè la supercupola bancaria-industriale-massonica che controlla buona parte del pianeta.

Veniamo ai fatti.

In Italia, come sappiamo, abbiamo un premier non eletto (il terzo di seguito) e un Parlamento illegittimo che stanno cambiando la Costituzione in senso autoritario.
L’ultimo governo eletto (quello di Berlusconi) venne fatto cadere nel 2011 in seguito alla “crisi delle spread”, cioè la massiccia vendita di titoli di Stato da parte di importanti players del settore finanziario. Uno dei maggiori responsabili fu Deutsche Bank, su cui la procura di Trani sta indagando in questi giorni.
All’epoca uno dei senior advisors di Deutsche Bank era Giuliano Amato, che molti pronosticavano come nuovo presidente del Consiglio (o della Repubblica), e che poi è diventato uno di quei giudici della Corte Costituzionale che, come Mattarella, permisero al Parlamento di continuare a legiferare dopo aver dichiarato l’incostituzionalità del Porcellum. E si è detto come questo sia stato un comportamento francamente inspiegabile, una sentenza che si potrebbe solo definire “politica“.
La riforma della Costituzione che stiamo vivendo attualmente è figlia di quella decisione di tenere in piedi un Parlamento illegittimo. Tanto più che la riforma costituzionale in senso autoritario, così come la riforma-precarizzazione del mercato del lavoro, erano state dettate da JpMorgan Chase nel 2013, la banca di cui il supermilionario David Rockefeller è stato direttore e maggiore azionista, e che ha incontrato Renzi due volte tramite Tony Blair (superconsulente dell’istituto) prima e dopo l’elezione del sindaco di Firenze a premier.
E cancellare le democrazia, provocando svolte autoritarie dove necessario, è anche il sogno (dichiarato) della Commissione Trilaterale, superlobby ultraliberista di stampo massonico fondata sempre da Rockefeller con Kissinger, ai cui meeting hanno partecipato Monti, Letta, Guidi, Boschi, Gentiloni e il commissario alla Spending Review Yoram Gutgeld, oltre che il presidente Rai Monica Maggioni.
Vediamo quindi come l’involuzione autoritaria in atto in Italia e la precarizzazione del mercato del lavoro (ma anche la crisi stessa), rispondano ai diktat di ben precisi mandanti in ambito bancario, industriale e massonico, di livello internazionale.

Ma la stessa cosa sta accadendo in contemporanea negli altri Paesi del mondo.

In Grecia un premier eletto per andare contro la Troika, Tsipras, finisce per diventarne un fedele servo, continuando con tagli e austerità. Ed è recente la notizia che il 95% degli aiuti arrivati alla Grecia sia andato alle banche, e non alla popolazione.
Aggiungiamoci anche che la superbanca Goldman Sachs ha avuto pesanti responsabilità nel consigliare il modo di truccare i conti al governo greco, cosa che ha poi causato il crollo di fiducia verso il Paese ellenico.

In Francia il governo sta facendo passare per decreto l’equivalente del Jobs Act, nonostante le settimane di proteste continue. E gli attacchi terroristici hanno dato al premier Valls la scusa per prolungare lo stato di emergenza, riducendo i diritti civili.
Anche in Francia, quindi, abbiamo un crescente autoritarismo, riduzione delle tutele democratiche e precarizzazione del lavoro, la stessa minestra servita in Italia.
Una curiosità: Valls, stando a sentire il massone Gioele Magaldi, apparterrebbe ad alcune superlogge con idee molto antidemocratiche.
E anche gli attacchi terroristici, sempre secondo Magaldi, sono orchestrati da alcune superlogge di stampo autoritario, che avrebbero affiliato persino il “Califfo” Al Baghdadi, dopo averlo fatto liberare dalla prigione Usa in Iraq di Camp Buqqa.

In Brasile, invece, un governo democraticamente eletto viene rovesciato con quello che viene definito da più parti un colpo di Stato neoliberale, che ha portato l’esecutivo nella mani della destra conservatrice.

In tutti questi casi, le veementi proteste della popolazione civile sono state represse con la forza, che è ormai l’unica legittimazione di questa oligarchia.

Vediamo così, ogni giorno, esempi sempre più chiari di come la democrazia venga fatta a pezzi da agenti al servizio del potere bancario-industriale-massonico internazionale, che impongono sempre e solo i propri uomini e i propri interessi, con le buone o con le cattive. E di come, in mancanza di legittimazione democratica, il potere oligarchico si difenda con le uniche cose che sa fare bene: mentire tramite i media e reprimere tramite le forze di polizia.
Lo scopo è accentrare sempre più potere, denaro e risorse in pochissime mani (già ora 62 persone posseggono più di metà della ricchezza mondiale), costruendo un nuovo ordine neofeudale, dove la popolazione sia svuotata di diritti e risorse, e i politici ridotti al rango di semplici servi dei veri manovratori.
A rendere ancora più orwelliano quest’ordine, è il fatto che le banche in realtà creino il denaro dal nulla, e quando indebitano qualcuno lo fanno dandogli “un pezzo di carta senza copertura” (se non l’1 per cento circa), come spiega Galloni, cosicché ogni prestito bancario risulta essere una vera e propria presa per i fondelli. Ed è per questo che il controllo della moneta deve assolutamente tornare di prerogativa statale.

Di fronte a questo scenario globale la risposta dei popoli deve essere corale e decisa, con tutti i mezzi a disposizione, per pretendere governi che facciano rispettare i basilari diritti democratici e antepongano la tutela del bene comune agli interessi privati. Governi composti dalle persone migliori, dal punto di vista intellettuale e morale.

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david rockefeller(Articolo pubblicato il 14/4/2016 sul sito Oltre le Barricate)

Abbiamo già scritto che, di fronte agli immani scandali che stanno coinvolgendo il governo, delle normali persone di buon senso chiederebbero scusa e si dimetterebbero di corsa, ma non tutti evidentemente hanno una simile intelligenza. La Guidi lo ha fatto, gli altri abusivi che si spacciano per ministri e deputati (membri di un governo non scelto dagli italiani e di un Parlamento fondato su un premio di maggioranza dichiarato incostituzionale)  preferiscono continuare a trincerarsi dietro le balle di giornali e televisioni compiacenti, sperando che gli italiani si dimostrino troppo gonzi per capire e ribellarsi.

C’è un altro motivo che spiega la cocciutaggine nel mantenere un ruolo che (stando anche ai sondaggi) gli italiani non riconoscono più a Renzi e co.: l’essere eterodiretti. Quando un governo non risponde al popolo, ma a potenti interessi bancari e industriali, non c’è limite alla faccia tosta.

Tutti ormai sanno di Banca Etruria, di Mafia Capitale e di Trivellopoli. Pochi invece sanno delle connessioni dell’attuale governo con alcuni degli uomini più potenti della finanza globale. E in particolare, con David Rockefeller.

Cominciamo con la JpMorgan Chase, di cui si è detto nel post precedente. Renzi ha incontrato più volte Tony Blair, ora consulente della JpMorgan, prima e dopo essere diventato premier. La stessa JpMorgan che (dalla sua posizione di più importante banca d’affari al mondo, e corresponsabile della crisi dei subprime) ha redatto il famoso documento in cui chiedeva ai Paesi del sud (in primis l’Italia), di sbarazzarsi delle Costituzioni antifasciste. Detto fatto.
Dei rapporti tra JpMorgan e David Rockefeller è presto detto: il multimilionario è stato direttore ed è il principale azionista della superbanca d’affari.

Ma Rockefeller è anche noto come uno dei membri di spicco del Gruppo Bilderberg, nonché il fondatore della Commissione Trilaterale. Ora, non è quantomeno sospetto che della Commissione Trilaterale facciano parte anche gli ex premier Mario Monti ed Enrico Letta, e che ne abbia fatto parte Federica Guidi prima di diventare il ministro dello Sviluppo Economico? E chi ha partecipato all’ultima riunione della Commissione Trilaterale, che si è tenuta dal 15 al 17 aprile a Roma? Ma proprio quella Maria Elena Boschi che più di mezza Italia vuole dimissionata (o coperta di pomodori) dopo gli scandali Banca Etruria e Trivellopoli.

Commissione-TrilateraleC’è un altro elemento interessante nel rapporto tra gli ultimi esecutivi e Rockefeller. Secondo il libro del massone Gioele Magaldi, Rockefeller ed Henry Kissinger guiderebbero una superloggia chiamata “Three Eyes”, una delle più cattive, aristocratiche e neoliberiste in assoluto, di cui farebbe parte anche Giorgio Napolitano, proprio il presidente della Repubblica che ha nominato i premier Monti, Letta e Renzi.

E, sempre secondo Magaldi, la stessa “Three Eyes” sarebbe stata la responsabile della creazione della P2 in Italia e del potere di Gelli, per portare avanti una svolta autoritaria nel Belpaese (tuttora in corso).
E così il cerchio si chiude, anche in merito alle rivelazioni sulle presunte frequentazioni piduiste dei genitori di Renzi e Boschi (con personaggi come Flavio Carboni) e sui loro legami con gente come Verdini, imputato nell’affare P3.

Sembra insomma chiaro che gli sponsor di questo governo (come di quelli precedenti), non siano da ricercare nella sola provincia toscana, ma a un livello decisamente più alto (e pericoloso per la vera democrazia). Un motivo in più per pretenderne le dimissioni immediate e la sostituzione con un esecutivo legittimato dal popolo italiano.

Claudio Messora parla del meeting della Commissione Trilaterale a Roma