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(Articolo pubblicato l’8 maggio 2019 sui siti Oltre le Barricate e REvoluzione)

In questi giorni è nelle sale di tutto il mondo Avengers Endgame, capitolo finale della cosiddetta “Fase 1” del ciclo Marvel. Chi abbia anche distrattamente seguito la saga, sa che lo scontro finale è tra i vari supereroi guidati da Iron Man e Capitan America, e una creatura aliena di nome Thanos, il cui obiettivo (raggiunto nel film precedente) è quello di dimezzare la popolazione dell’Universo.
Potremmo definirlo un malthusiano in piena regola, poiché ritiene che – per fare il bene della popolazione rimanente – sia necessario sacrificare una fetta consistente del totale.
Fin quando questi concetti restano confinati ai generi fantasy e fantascienza tutto va bene: il problema nasce quando queste idee vengono fatte proprie da membri molto influenti del cosiddetto “governo ombra mondiale”, ossia i più ricchi capitalisti del globo. A quel punto ci rendiamo conto che Thanos e in buona compagnia, e se il primo è creazione di fantasia, i secondi sono reali e operanti. 

David Rockefeller, uno dei malthusiani più entusiasti

L’elenco non può non cominciare con David Rockefeller, uno degli uomini più influenti a livello globale fino alla sua scomparsa, avvenuta due anni fa.
Rockefeller è stato il creatore di note organizzazioni pseudo-massoniche quali il Bilderberg, la Commissione Trilaterale, l’Aspen Institute, assieme ad altri suoi pari quali i Ford e i Carnegie. È stato presidente dal 1970 al 1985 e poi presidente onorario anche del potentissimo CFR (Council on Foreign Relations, o Consiglio per le Relazioni Estere americano): l’acronimo CFR, secondo lo scrittore Daniel Estulin, starebbe ad indicare anche i suoi fondatori: appunto Carnegie, Ford e Rockefeller.
Ebbene, Rockefeller era un fervente malthusiano: è ben noto il suo discorso all’Onu, in cui avvertiva contro i pericoli della sovrappopolazione e sulla necessità di fare qualcosa in tal senso.
Se David Rockefeller è scomparso, c’è da scommettere che tra i suoi 6 figli (alla faccia della sovrappopolazione) e i suoi tanti “figliocci” ci sia parecchia gente pronta a continuare il suo lavoro.

Bill Gates. Dai vaccini alla riduzione della popolazione

Il secondo, e potentissimo, malthusiano è Bill Gates, il boss della Microsoft.
Negli ultimi tempi Gates è fortemente impegnato sul campo dei vaccini, sponsorizzando per 1 miliardo di dollari numerosi progetti con la Glaxo e la Pfizer, e la sua influenza spiegherebbe anche il fanatismo nazista con cui le pratiche di vaccinazione di massa vengono ultimamente imposte non solo in Italia, ma anche in altri Stati, e su un numero crescente di vaccini.
Gates è celebre anche per il suo impegno ambientalista, a tal punto che ha teorizzato la necessità di ridurre la popolazione per abbattere il tasso di CO2 del pianeta.
Non solo: in un celebre discorso al Ted 2010 è arrivato a dire che i vaccini sono una cosa buona proprio perché aiutano a ridurre la crescita della popolazione. Per chi crede che ciò sia a fin di bene, consiglio la lettura di questo articolo, in cui le campagne di vaccinazione di massa sono accusate da sacerdoti del Kenya di sterilizzare la popolazione.
Così riduzione della popolazione, ambientalismo e vaccinazismo si legano in maniera molto stretta nella mente di uno degli uomini più ricchi e potenti del pianeta. Tocca tenerlo a mente, in tempi di gretinismo e di “scienza non democratica”. Gates ha 3 figli.

Ted Turner, Warren Buffett e gli altri

A tenere buona compagnia a Rockefeller e Gates, poi, c’è Ted Turner, il proprietario della CNN. Turner ha detto in interviste tv e pubbliche di auspicare una riduzione della popolazione a 2 miliardi di persone. Si parla sempre di famiglie altrui, perché Turner ha messo al mondo 5 figli.
È interessante notare come questi 3 personaggi, Rockefeller, Gates e Turner, abbiano partecipato ad un meeting nel 2008 a Londra assieme a
Warren Buffett, George Soros, Michael Bloomberg e altri miliardari per scegliere i fondi e gli strumenti da destinare all’aborto, come riportato da Il Foglio. Buffett in particolare ha donato 1 miliardo di dollari a gruppi pro-aborto dal 2001 al 2012 ed è un forte contributore della fondazione di Bill Gates.
È evidente che il malthusianesimo attrae molto i super-capitalisti e per un motivo lampante: teorizza che, per il bene del pianeta, sia necessario che ci siano pochi ultra-ricchi e una massa sterminata di ultra-poveri. Tutto per amore della Terra, naturalmente.

Verso un imperialismo “green”?

In questo articolo si sono citati solo coloro che, tra le “elite” globali, si sono esposti pubblicamente con dichiarazioni e opere di stampo malthusiano. È legittimo chiedersi quanti altri condividano le stesse idee senza dirlo apertamente.
Come sottolineato in un articolo di Enrica Perucchietti su REvoluzione, l’ambientalismo potrebbe essere il nuovo cavallo di Troia per imporre a popoli e Stati forme di “fascismo verde” e sospensioni della democrazia (o anche nuove forme di imperialismo), giustificate dalla necessità di “salvare il pianeta”.
Tanto più che personaggi come il “fenomeno” Greta Thunberg hanno nel loro staff nomi che risultano collegati con i soliti George Soros e Bill Gates.
Come già detto in un articolo precedente, occorrerà molta attenzione per evitare che un valore prezioso come l’ambientalismo venga piegato alle mire manipolatrici dei soliti globalisti. 

Sovrappopolazione e risorse finite: che fare?

Per quanto riguarda il problema della sovrappopolazione, questo paradossalmente si risolve solo con più benessere e più istruzione per tutti.
I popoli più ricchi e più istruiti tendono a fare meno figli e a pianificare meglio la propria vita familiare, rispetto a quelli del Terzo Mondo. Per questo, volendo agire su questo campo, occorrerebbe garantire a tutti un tenore di vita decente e un buon livello di istruzione, accesso gratuito agli anticoncezionali, e nei casi più critici, politiche statali come quelle della Cina comunista (politica del “figlio unico”) per abbattere la crescita demografica. Ogni altro intervento, dalle guerre all’uso di agenti chimici o biologici per decimare la popolazione, rientra nella voce genocidio.  

E per quanto riguarda il rapporto tra popolazione e risorse naturali, occorrerebbe innanzitutto incentivare le energie pulite e mettere mano agli sprechi, perché secondo le statistiche un terzo di tutto il cibo prodotto nel mondo viene gettato. Un quarto di questo sarebbe sufficiente a sfamare 800 milioni di persone, l11% della popolazione mondiale.
L’impronta di carbonio dei rifiuti alimentari, inoltre, é pari a 3,3 giga tonnellate di gas serra, ossia un terzo delle emissioni annuali derivanti dai carburanti fossili.
Se non si vuole impattare in modo insostenibile sul pianeta, quindi, occorrerà non solo limitare in modo intelligente la crescita demografica (è un problema che comunque non riguarda l’Italia e l’Europa, dove c’è il problema inverso) ma soprattutto imparare a razionalizzare l’utilizzo delle risorse.

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(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” l’8 gennaio 2018)

In che modo l’immigrazione di massa si lega ai piani dell’oligarchia globalista?
Sembrano fenomeni distanti, invece sono più collegati di quanto si creda.

1) L’immigrazione di massa è funzionale al sistema Euro, un sistema nel quale gli shock economici, non potendo svalutare la moneta, si scaricano sul costo del lavoro.
E come si svaluta meglio il lavoro, se non importando masse di disgraziati dal Terzo Mondo che lavorino come schiavi al posto dei “choosy bamboccioni” italiani (che nel frattempo fuggono a Londra o Berlino)? Con questo procedimento si aumentano anche i profitti dei “padroni”, mentre i diritti dei lavoratori vengono fatti a pezzi.

2) I super-ricchi globalisti hanno da tempo decretato la fine del welfare state e del ceto medio, soggetto che da sempre porta avanti le rivoluzioni in forme più o meno massoniche.
Per cui stanno congegnando una società mondiale composta di pochi neofaraoni e di sterminate plebi a malapena in grado di sopravvivere. In mezzo solo qualche burocrate e colletto bianco necessario, tanto più ricco quanto più funzionale all’oligarchia.
L’immigrazione, con la crisi e le regole Ue, serve a favorire questo processo di immiserimento delle masse e distruzione del ceto medio, spingendo la concorrenza al ribasso.

3) L’elite globalista odia le identità culturali specifiche nazionali e locali, che cerca di distruggere e omologare nel grande calderone del mercato globale. Per questo odia e cerca di rovesciare ogni governo nazionalista e identitario, che cerchi di fare solo gli interessi del popolo che lo ha democraticamente eletto. L’immigrazione sregolata serve anche a questo: far perdere ad un popolo i suoi caratteri culturali e tradizionali specifici, per sostituirlo con un minestrone multiculturale, più docile e malleabile.
Nel caso dell’Europa, questo serve anche per far ingoiare agli europei un Superstato europeo (gli Stati Uniti d’Europa, analogo degli Usa) e successivamente un superstato mondiale.
Il credo economico di questi superstati è ovviamente il libero mercato, il neoliberismo, mentre ogni Stato sovrano può legittimamente decidere di riprendersi le sue sovranità e imporre politiche protezioniste, a discapito degli interessi delle grandi multinazionali.

4) La totale e libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone (lavoratori/schiavi) è uno dei cardini del neoliberismo e dell’Unione Europea, ed è uno dei principali fattori di concentrazione della ricchezza in poche mani e distruzione della classe media.
I bravi fessi No borders e Più Europa, stile Bonino e centri sociali, stanno lavorando per l’agenda dei super-ricchi del pianeta e non, come forse credono, per aiutare i poveracci.
Se volessero veramente aiutare i poveracci, dovrebbero andare in Africa, continente ricchissimo, e aiutare quei popoli a nazionalizzare le proprie risorse, eleggendo governi – guarda un po’ – nazionalisti e sovranisti.

5) Per avere la conferma che l’immigrazione di massa in Italia e Europa è voluta e scatenata dal potere finanziario, oligarchico e globalista, si prenda – oltre all’arcinoto George Soros – questo fantastico personaggio.
Peter Sutherland, collegato a Goldman Sachs, Trilaterale, Bilderberg, Onu, Unione Europea, sionisti e Vaticano, uno che dopo il referendum sulla Brexit ha twittato: “Questo risultato va ribaltato, in un modo o nell’altro“, bene, questo individuo ha detto:
“Il problema sono le popolazioni che ancora coltivano un senso della loro omogeneità e differenza dagli altri. Ed è precisamente questo che l’Unione Europea, a mio parere, deve fare di tutto per erodere”. E ancora: “L’Unione Europea deve fare del suo meglio per minare l’omogeneità dei suoi stati membri”.
Capito? Per far funzionare Euro e Unione Europea, bisogna distruggere le identità nazionali.
A questo serve la retorica “No borders”, dell’accoglienza illimitata, e il lavoro incessante delle Ong che, come si può leggere in questo articolo, lavorano per le stesse elite sovranazionali.