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(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 10 maggio 2017)

Mentre in Francia andava in scena il suicidio tipo Lemmings di un’intera nazione (che per sfuggire alla cattivarazzistafascistanazionalista Le Pen si metteva nelle mani del ben peggiore servo dei Rothschild, del Bilderberg e della Troika, un letale mix tra Renzi e Monti; auguri ai francesi per 5 lunghissimi anni di austerità, privatizzazioni, tagli al welfare e ai salari, e sudditanza verso Berlino e Bruxelles) in Italia scoppiava il caso dei rapporti tra Ong e scafisti libici nel favorire l’immigrazione di massa dall’Africa in Europa.

Il caso è spinoso, spinosissimo, per la mole di interessi economici e politici che ruota attorno al fenomeno, e per la propaganda boldrinian-piagnona che da una parte cerca di fare leva più sul senso di solidarietà delle persone che sul loro cervello, e dall’altra silenzia nel modo più fascista il dibattito, relegando ogni legittimo dubbio e volontà di fare luce su quanto accade nel Mediterraneo alla voce “razzismo”.

Ora, che dietro all’immigrazione di massa girino montagne di soldi e interessi enormi è fatto sempre più evidente e conclamato. E’ sufficiente vedere chi finanzia pesantemente il fenomeno, ovvero il supermiliardario George Soros, noto fomentatore di colpi di Stato e rivoluzioni colorate, che è in prima linea con la sua Open society foundation nel foraggiare quelle Ong accusate dal procuratore di Catania Zuccaro, dall’agenzia europea Frontex, da servizi segreti esteri e dall’ammiraglio Credendino dell’operazione Sophia (nonché sotto inchiesta a Trapani), di andare a prelevare i clandestini quasi dalle coste della Libia per portarli in Italia (e non alle più vicine Malta e Tunisia) e di essere colluse coi trafficanti libici.
La concezione che lega Soros a queste Ong e quella di un mondo “senza frontiere” (quando sentite questa formula tremate, nella maggior parte dei casi si tratta di strumenti nelle mani dell’oligarchia globalista), che – guarda caso – corrisponde proprio all’ideologia dei neoliberisti. I neoliberisti odiano frontiere, confini, dazi e restrizioni, che si opporrebbero alla loro volontà di ricchi viziati e alla religione del “libero mercato” (o libero massacro): così si adoperano per bypassare la volontà degli Stati – quando non coincidente con la loro – attraverso altri mezzi. Nel caso italiano, con le Ong “umanitarie” le quali, con il pretesto di salvare vite, ci riempiono di immigrati alimentando e rendendo più sicuro il lavoro dei trafficanti.

Ma perché ai ricchi globalisti interessa tanto riempire l’Italia e l’Europa di africani disgraziati? Cosa ci guadagnano?
Sicuramente ci guadagnano tanta manodopera ricattabile e a prezzi stracciati, da impiegare al posto dei “choosy” lavoratori italiani ed europei , ancora legati a diritti e tutele (sebbene con le “riforme” i governi si stiano impegnando per farli a pezzi).
Poi ci guadagnano diluendo la popolazione autoctona con tanti individui difficilmente integrabili, che faranno perdere i caratteri della identità nazionale (lingua, cultura, etnia, tradizioni) per favorire quel melting pot da cui dovrebbero nascere gli Stati Uniti d’Europa (in maniera analoga agli Stati Uniti d’America: ricordate la tratta degli schiavi?). Inoltre ci guadagnano attraverso il caos, creando nazioni sempre più disomogenee ed instabili, dove viga il sospetto e la competizione di tutti contro tutti, e non possa sorgere una coscienza collettiva, un fattore unificante, che non sia quello (sempre labile) della mera appartenenza alla razza umana e degli interessi comuni.
Si potrebbe parlare di McDonaldizzazione culturale, per creare ovunque società multietniche dai gusti standardizzati, e sempre assoggettate all’oligarchia del denaro.
Infine ci guadagnano mettendo in competizione le plebi tra di loro e facendo a pezzi quella classe media che da sempre è il soggetto che può organizzare delle rivoluzioni contro il potere vigente. Così l’oligarchia finanziaria, massonica e globalista consolida e rende più duraturo il proprio predominio.

Questo per quanto riguarda le oligarchie globaliste, che poi sono quelle che sponsorizzano i partiti “democratici”, le sinistre arcobaleno (con “diritti” e propaganda Lgbt annessa) e le varie organizzazioni “senza frontiere” (ripeto, tremate).
Poi ci sono tanti altri soggetti che si giovano dell’immigrazione di massa.
Ci sono i trafficanti di uomini in Libia, che grazie alle Ong sorosiane hanno aumentato il volume di affari e la sicurezza dei propri traffici.
Ci sono le mafie nostrane, che secondo il procuratore Zuccaro hanno messo le mani sul business dell'”accoglienza” (ma già Mafia Capitale ce ne aveva dato dimostrazione).
Ci sono le cooperative rosse, che pure lucrano sui soldi pubblici legati all’accoglienza: ricordiamo il finanziatore del Pd Buzzi affermare che “con gli immigrati si fanno più soldi che con la droga”.
Ci sono i partiti “di sinistra” (quelli già citati che hanno come riferimento Soros e i Dem americani, basti vedere la visita del miliardario ebreo/ungherese a Gentiloni di qualche giorno fa) che si avvantaggiano degli immigrati promettendogli lo ius solii e portandoli a votare per loro (anche alle primarie, come si è visto).
Ci sono le multinazionali, che dispongono di forza lavoro a prezzi ridicoli e senza pretese; ci sono i caporali che li sfruttano in nero e sotto ricatto, così come la criminalità organizzata che li coinvolge nello spaccio e nella prostituzione; c’è persino la Chiesa che acquista nuovi fedeli (e si sa, per la Chiesa più sono disperati e meglio è) e che si becca anch’essa bei fondi pubblici per l’accoglienza.
E ci sono ovviamente le Ong, che godono di ingenti finanziamenti pubblici e privati per un’attività che sembra sempre più opaca. Ricordiamo ad esempio come nel Consiglio direttivo di Save the Children ci siano il figlio di De Benedetti e ben due membri della Commissione Trilaterale italiana: Andrea Guerra e Patrizia Grieco (presidente Enel). Filantropi senza dubbio.

Insomma, la mole di interessi economico-politici dietro questa nuova tratta degli schiavi mascherata da umanitarismo è enorme.
Non stupisce che le voci starnazzanti dei servi del sistema si levino a coprire chiunque sollevi legittimi dubbi su quanto sta accadendo davvero, bollandolo immediatamente come razzista, invece di contribuire a vederci chiaro.

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Merkel burattinaio

(Articolo pubblicato su Informare per resistere, il 15/5/2014)

Mancano pochi giorni ormai alle elezioni del Parlamento europeo, e a leggere gli ultimi sondaggi (per quello che possono valere) sembra che si profili una corsa a due tra Renzi e Grillo. Non bisogna sottovalutare comunque il sempreverde Berlusconi, che finisce sempre per prendere più di quanto non risulti poco prima delle consultazioni.

Messa così, la sfida sembra essere quella tra chi vuole effettivamente un’Italia e un’Europa diverse (i grillini), non lesinando contestazioni a tutto quello che non va – dall’Euro, ai trattati, al pareggio di bilancio – e chi invece si illude (i renziani) che qualche faccino più o meno giovane possa bastare a coprire tutto lo schifo che continua a covare dietro il logo del Partito Democratico. E cioè i soliti inciuci con il centro destra (dai tentativi di legge elettorale all’Expo), le solite collusioni con delinquenti di vario genere, le solite lobby e consorterie (i De Benedetti, le banche, le Coop rosse ), le solite gattopardesche strategie di chi finge di rappresentare il nuovo per poi lasciare tutto com’è.  (1,2,3)

Con l’aggravante che, agli antichi vizi italici, a carico del Pd si aggiunge ora anche la servitù nei confronti dell’ultra capitalismo estero, dei tecnocrati europei non eletti da nessuno, della Germania e dei mercati, dei quali già avevo parlato in un articolo precedente. (4)

Va puntualizzato che in queste elezioni il Pd rappresenta veramente il peggio del peggio, e la sua vittoria il sicuro trionfo dei soliti gruppi di potere nostrani, sommati ai peggiori capitalisti internazionali, quelli che – per capirci – stanno da anni spingendo per ottenere gli Stati Uniti d’Europa con la scusa della crisi, nonostante i popoli europei già più volte si siano schierati contro questo tipo di progetto.

Grillo può piacere o non piacere, ma il suo rimane l’unico schieramento in grado di avere i numeri per confrontarsi col Pd e batterlo, e per proporre una radicale contestazione di un’Europa evidentemente nelle mani di pochi oligarchi indifferenti alle sofferenze della popolazione. Tsipras da questo punto di vista, con le sue percentuali poco superiori al 3% (in Italia) rischia solo di sottrarre voti al M5S senza neanche conquistare un seggio. Se parliamo di voto utile, forse conviene puntare sull’unico schieramento che possa veramente mettere i bastoni tra le ruote.

Poi c’è il capitolo astensionisti. Già da ora si leggono appassionati appelli al non voto, che avranno l’unico esito di lasciare tutto com’è già: un’Unione Europea dove lobby e partiti collusi fanno gli interessi dei più forti, ignorando le popolazioni; e una vittoria sfolgorante per Renzi “nuovo che avanza”, per le sempiterne celebrazioni dei lecchini di Repubblica.

Se si vuole che qualcosa cambi, sarà bene convincere gli italiani (e gli europei) a votare partiti euroscettici, in modo da lanciare un forte segnale di contestazione non solo al di fuori delle istituzioni, ma anche dal loro interno.

Per cambiare questa Ue a poco servono le periodiche manifestazioni nelle piazze, che portano solo a tante manganellate e qualche titolone sui giornali degli industriali: occorre che i partiti euroscettici diventino forza di maggioranza e cambino completamente le carte in tavola, sia nelle rispettive nazioni che nelle istituzioni europee. Finché al governo ci saranno partiti “europeisti”, un’Europa dei popoli (e non delle lobby) non sarà possibile.

 

 

Link:

1)  http://news.supermoney.eu/opinioni/2014/04/le-liste-degli-impresentabili-candidati-dei-partiti-alle-elezioni-europee-0087713.html

2) http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/1243090/Sottosegretari–deputati–sindaci–Ecco-gli-impresentabili-del-Pd.html

3) http://espresso.repubblica.it/palazzo/2014/02/28/news/quanti-impresentabili-nel-sottogoverno-di-matteo-renzi-1.155386

4) http://www.informarexresistere.fr/2014/05/02/la-nuova-religione-del-pd-e-il-darwinismo-sociale/