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(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” l’8 gennaio 2018)

In che modo l’immigrazione di massa si lega ai piani dell’oligarchia globalista?
Sembrano fenomeni distanti, invece sono più collegati di quanto si creda.

1) L’immigrazione di massa è funzionale al sistema Euro, un sistema nel quale gli shock economici, non potendo svalutare la moneta, si scaricano sul costo del lavoro.
E come si svaluta meglio il lavoro, se non importando masse di disgraziati dal Terzo Mondo che lavorino come schiavi al posto dei “choosy bamboccioni” italiani (che nel frattempo fuggono a Londra o Berlino)? Con questo procedimento si aumentano anche i profitti dei “padroni”, mentre i diritti dei lavoratori vengono fatti a pezzi.

2) I super-ricchi globalisti hanno da tempo decretato la fine del welfare state e del ceto medio, soggetto che da sempre porta avanti le rivoluzioni in forme più o meno massoniche.
Per cui stanno congegnando una società mondiale composta di pochi neofaraoni e di sterminate plebi a malapena in grado di sopravvivere. In mezzo solo qualche burocrate e colletto bianco necessario, tanto più ricco quanto più funzionale all’oligarchia.
L’immigrazione, con la crisi e le regole Ue, serve a favorire questo processo di immiserimento delle masse e distruzione del ceto medio, spingendo la concorrenza al ribasso.

3) L’elite globalista odia le identità culturali specifiche nazionali e locali, che cerca di distruggere e omologare nel grande calderone del mercato globale. Per questo odia e cerca di rovesciare ogni governo nazionalista e identitario, che cerchi di fare solo gli interessi del popolo che lo ha democraticamente eletto. L’immigrazione sregolata serve anche a questo: far perdere ad un popolo i suoi caratteri culturali e tradizionali specifici, per sostituirlo con un minestrone multiculturale, più docile e malleabile.
Nel caso dell’Europa, questo serve anche per far ingoiare agli europei un Superstato europeo (gli Stati Uniti d’Europa, analogo degli Usa) e successivamente un superstato mondiale.
Il credo economico di questi superstati è ovviamente il libero mercato, il neoliberismo, mentre ogni Stato sovrano può legittimamente decidere di riprendersi le sue sovranità e imporre politiche protezioniste, a discapito degli interessi delle grandi multinazionali.

4) La totale e libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone (lavoratori/schiavi) è uno dei cardini del neoliberismo e dell’Unione Europea, ed è uno dei principali fattori di concentrazione della ricchezza in poche mani e distruzione della classe media.
I bravi fessi No borders e Più Europa, stile Bonino e centri sociali, stanno lavorando per l’agenda dei super-ricchi del pianeta e non, come forse credono, per aiutare i poveracci.
Se volessero veramente aiutare i poveracci, dovrebbero andare in Africa, continente ricchissimo, e aiutare quei popoli a nazionalizzare le proprie risorse, eleggendo governi – guarda un po’ – nazionalisti e sovranisti.

5) Per avere la conferma che l’immigrazione di massa in Italia e Europa è voluta e scatenata dal potere finanziario, oligarchico e globalista, si prenda – oltre all’arcinoto George Soros – questo fantastico personaggio.
Peter Sutherland, collegato a Goldman Sachs, Trilaterale, Bilderberg, Onu, Unione Europea, sionisti e Vaticano, uno che dopo il referendum sulla Brexit ha twittato: “Questo risultato va ribaltato, in un modo o nell’altro“, bene, questo individuo ha detto:
“Il problema sono le popolazioni che ancora coltivano un senso della loro omogeneità e differenza dagli altri. Ed è precisamente questo che l’Unione Europea, a mio parere, deve fare di tutto per erodere”. E ancora: “L’Unione Europea deve fare del suo meglio per minare l’omogeneità dei suoi stati membri”.
Capito? Per far funzionare Euro e Unione Europea, bisogna distruggere le identità nazionali.
A questo serve la retorica “No borders”, dell’accoglienza illimitata, e il lavoro incessante delle Ong che, come si può leggere in questo articolo, lavorano per le stesse elite sovranazionali.

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(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 22 marzo 2017)

Lo scorso 20 marzo, in coincidenza con l’Equinozio di Primavera, è scomparso David Rockefeller, uno dei grandi burattinai della finanza globale. I media, come previsto, si sono affrettati a definirlo un “filantropo” (stessa definizione usata per descrivere George Soros, altro squalo dell’alta finanza), come se qualche ricca donazione cosmetica possa mascherare i danni compiuti nei confronti dei popoli di tutto il mondo.

Sì. perché Rockefeller è stato uno degli uomini più attivi nel promuovere una forma di governo ombra mondiale, composto da ricchissimi membri dell’elite finanziaria e industriale, in grado di condizionare in modo decisivo la politica, i principali media, la cultura e la società, attraverso una fitta rete di collaboratori che non hanno fatto altro che portare avanti la loro agenda antidemocratica e autoreferenziale.

Rockefeller, oltre ad essere un ricchissimo membro della più importante famiglia di petrolieri al mondo, e capo della superbanca Chase Manhattan Bank (poi divenuta JpMorgan Chase), è stato il fondatore del Gruppo Bilderberg e della Commissione Trilaterale, due delle associazioni mondialiste di carattere paramassonico più celebri e influenti, ai meeting delle quali hanno partecipato personaggi di spicco di ogni parte del globo.
Come abbiamo già sottolineato in questo articolo, i più importanti uomini politici della storia italiana recente sono passati dai meeting di queste organizzazioni: Mario Monti è stato presidente della Commissione Trilaterale per l’Europa; Enrico Letta è stato membro della CT così come l’ex ministro Guidi; Boschi e Gentiloni erano tra i partecipanti all’ultimo meeting della Trilaterale a Roma assieme alla presidente Rai Monica Maggioni, che è addirittura presidente della Commissione Trilaterale Italia; Lilli Gruber è presenza fissa ai meeting Bilderberg.

Insomma, un intreccio tra governo, media mainstream e queste organizzazioni private sovranazionali che dovrebbe perlomeno allarmare. E invece tutto è scivolato via, senza troppo clamore. Perché ciò che non viene detto, è che l’agenda di questi club è dichiaratamente antidemocratica e iperliberista.

Rockefeller e Kissinger, attraverso queste organizzazioni, hanno sempre cercato di reclutare esecutori per fare gli interessi degli Usa, quelli della grande finanza e dell’industria petrolifera, in primis. E per portare avanti un disegno di dominio globale.
Non è un caso che tra le file della Trilaterale ci siano anche l’ex governatore della Bce, Jean Claude Trichet, ora presidente europeo della CT (ruolo prima ricoperto da Mario Monti) e gli ex governatori della Federal Reserve Alan Greenspan e Paul Volcker.
Come dire che, oltre a decidere i primi ministri, Rockefeller riusciva a piazzare i suoi uomini anche ai vertici delle ben più prestigiose istituzioni monetarie.

Agli incontri annuali del Gruppo Bilderberg, invece, hanno partecipato negli anni  nomi italiani ben noti come quelli di Mario Draghi, Romano Prodi, Enrico Letta, Carlo De Benedetti, Lilli Gruber, John Elkann, Gianni Agnelli e il solito Mario Monti.
Per l’estero ricordiamo il neoeletto premier olandese Mark Rutte, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, l’ex presidente della Commissione Europea José Barroso.

Secondo Daniel Estulin, autore del libro “Il club Bilderberg”, questi club funzionano come “cinghie di trasmissione”, attraverso le quali l’oligarchia finanziaria e industriale dirama i suoi ordini. Chi vuole fare carriera, è semplicemente invitato ad attenervisi: in caso contrario, si cercano nuovi referenti. La famiglia Rockefeller ha anche finanziato numerose altre organizzazioni, come l’americano Council on Foreign Relations (Consiglio sulle Relazioni Estere) e l’Aspen Institute, di cui fanno parte Giuliano Amato, Giulio Tremonti, Gianni Letta, la presidente Eni Emma Marcegaglia, il direttore generale di Enel Francesco Starace e il cofondatore della Casaleggio Associati, Enrico Sassoon.

Ma Rockefeller è anche noto per aver destabilizzato interi Stati per imporre i suoi interessi. Nel libro “Massoni” di Gioele Magaldi, Rockefeller appare come il signore incontrastato della loggia sovranazionale “Three Eyes”, gestita assieme a Kissinger e Brezinsky, e costantemente intento a dar vita a nuovi metodi per imporre la sua volontà sulle popolazioni locali, favorendo ovunque svolte autoritarie e anticomuniste: dall’Operazione Condor a base di torture e omicidi in America Latina, alla nascita della loggia P2 in Italia. Alla stessa loggia “Three Eyes”, con finalità evidentemente oligarchiche e antidemocratiche, apparterebbe anche Giorgio Napolitano.
Secondo il presidente onorario della Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato, il gruppo Bilderberg di Rockefeller sarebbe dietro la strategia della tensione nell’Italia del dopoguerra, in funzione anticomunista.
L’avversione di Rockefeller, della sua superloggia e della Commissione Trilaterale per la democrazia si può constatare anche nel famoso report “Crisis of democracy”, ben descritto in questo video da Messora, in cui si sostiene che la democrazia, per funzionare, necessità dell'”apatia” della maggioranza.
Ciò significa che le decisioni devono prenderle in pochi. Nello specifico: loro.

Insomma, se Rockefeller non era uno dei Signori di Questo Mondo, ci andava vicino. I più “complottisti” ritengono che fosse ossessionato dal numero 666, tanto da inserirlo nel logo della Commissione Trilaterale e nelle date dei meeting del Bilderberg.
Effettivamente il numero ricorre nella vita del miliardario: sesto di sei figli, ha avuto sei figli a sua volta. La sua data di nascita è stata il 12 giugno 1915. 12/6 = 6+6+6.

McCain isisSono ormai anni che i media sono monopolizzati, con cadenza periodica, da fatti di sangue che riguardano lo Stato Islamico. L’Isis, come Al Qaeda prima di lei, è diventata una delle principali preoccupazioni dei governi occidentali, che si chiedono come fronteggiare un nemico che sembra essere in grado di colpire ovunque, in modi imprevedibili e con grandi perdite tra la popolazione civile. Ma nel frattempo fioriscono elementi – spesso rubricati alla voce “complottismo” – che fanno sospettare che ci sia una forte complicità del “civile Occidente” con la nascita e lo sviluppo del mostro.
Con questo articolo andremo a vedere cosa c’è di vero in queste ipotesi, al di là dei sospetti privi di fondamento.

 

Hillary Clinton

Una delle prime voci che vengono in mente quando si affronta questo tema è nientedimeno che quella del candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti d’America, Hillary Clinton. La Clinton, in una intervista pubblicata il 10/8/2014 sulla rivista “The Atlantic”, ammise che la nascita dell’Isis era stata causata da un “fallimento” degli Usa nella creazione di una forza combattiva credibile contro Assad a partire dai primi spontanei gruppi ribelli, all’interno dei quali c’erano sia islamisti che laici, con tutto quello che c’è nel mezzo”. In questo “vuoto” lasciato dagli americani si sarebbe successivamente sviluppata l’Isis. La Clinton ha anche serenamente ammesso, in un’altra intervista,  l’appoggio statunitense negli anni ’80 ai mujaheddin in Pakistan e Afghanistan in funzione antisovietica, da cui sarebbe scaturita poi Al Qaeda.
Il candidato dem in quell’intervista del 2012 disse: “I nemici che stiamo combattendo oggi, noi li abbiamo sostenuti contro i sovietici“.
Due dei principali avversari dell’Occidente, quindi, sarebbero stati originati da un precedente intervento americano, finalizzato prima a combattere i russi e successivamente il presidente siriano Assad. In entrambi i casi, gli interventi americani sono poi “sfuggiti di mano”, diventando una seria minaccia per Europa e Usa.

 

Il vicepresidente americano Joe Biden e i senatori John McCain e Rand Paul

Una delle frasi che hanno fatto scalpore riguardanti l’appoggio all’Isis di Paesi amici dell’Occidente è stata pronunciata nel 2014 dal vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. In un discorso ad Harvard, Biden ha accusato Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar (Paesi notoriamente alleati degli Usa) di finanziare l’Isis invece di combatterla, e alla Cnn il 7 ottobre 2014 ha rincarato: “Hanno fatto piovere (i Paesi citati, nda) centinaia di  milioni di dollari e decine di migliaia di tonnellate di armi nelle mani di chiunque fosse in grado di combattere contro Assad, peccato che chi ha ricevuto i rifornimenti erano… al Nusra, al Qaeda e gli elementi estremisti della Jihad provenienti da altre parti del mondo”.

Tra gli elementi che fanno sospettare una stretta cooperazione tra Usa e Isis ci sono poi le chiacchierate foto del senatore repubblicano (e secondo alcuni commentatori “ministro degli Esteri ombra americano”) John McCain accanto a un gruppo di ribelli siriani.
Negli scatti, risalenti al 27 maggio 2013, uno degli uomini incontrati dal senatore sembra essere proprio il Califfo del terrore Abu Bakr Al Baghdadi, sebbene da più parti si siano levate voci a smentire questa identificazione.
Tra gli altri soggetti fotografati assieme a McCain ci sarebbero, secondo alcuni giornalisti, Mohammad Nour,  portavoce del Fronte al Nusra (Al Qaeda in Siria) e Salem Idriss, il capo dell’Esercito siriano libero.
McCain ha anche dovuto difendersi dall’accusa di aver incontrato Mohammad Nour, smentendo decisamente qualsiasi contatto con il guerrigliero, a causa del suo coinvolgimento nel rapimento di alcuni pellegrini sciiti libanesi.

Un altro senatore americano, Rand Paul, ha dichiarato alla Cnn che gli Usa hanno combattuto “fianco a fianco con Al Qaeda e con l’Isis“, sostenendo i ribelli che hanno affrontato i russi prima e Assad poi. Di conseguenza, anche l’espansione dell’Isis è stata il prodotto di un eccessivo intervento americano nell’area, non di una sua carenza. Paul ha anche aggiunto che “stiamo ancora fornendo armi ai ribelli radicali islamici in Siria“.

 

Edward Snowden, l’ex agente Cia Kelley e l’ex Marine O’Keefe

Il Gola profonda del Nsa Edward Snowden, tra le sue rivelazioni sul governo americano, arrivò a dire che l’Isis è stata una creazione di Cia e Mossad (uno dei servizi segreti israeliani), per difendere Israele dirigendone i nemici verso altri obiettivi, e per rovesciare il presidente siriano Assad. Persino il Califfo Al Baghdadi sarebbe stato reclutato dagli Usa nel campo di prigionia americano in Iraq di Camp Bucca, e avrebbe addestrato miliziani provenienti da tutta Europa nelle basi Nato in Turchia con la collaborazione di Cia e Mi6 (il servizio di spionaggio estero britannico).

Questa versione di Snowden è stata confermata nel 2014 dall’ex agente Cia Steven Kelley, che ha parlato in un’intervista a Press Tv della creazione dell’Isis da parte della Cia, e dall’ex Marine Kenneth O’Keefe, per il quale gli obiettivi di questa montatura sarebbero stati la formazione di un esercito in grado di spodestare Assad e l’espansione di Israele nell’area mediorientale.

Anche il generale francese Vincent Desportes, docente presso la facoltà di Scienze Politiche di Parigi, ha denunciato le responsabilità americane nella creazione dell’Isis, e il sostegno fornitogli da Paesi amici dell’Occidente come Arabia Saudita, Qatar e Turchia.

 

Usa, britannici, turchi, israeliani: metà Occidente ha aiutato l’Isis

Le evidenze però non si fermano qui. Secondo le rivelazioni di un agente della Difesa britannica al Daily Star, centinaia di militari britannici hanno collaborato attivamente con i jihadisti in Iraq e Siria. Un report delle Nazioni Unite, invece, sostiene che Israele ha aiutato i “ribelli moderati” in Siria contro Assad. Nel 2014 un deputato turco ha anche denunciato lo sbarco di armi e miliziani da navi Usa in Turchia, diretti verso gli avamposti di Al Qaeda, mentre un rapporto di Human Rights Watch ha parlato di aperta collaborazione tra la stessa Turchia (membro della Nato) e le atrocità dell’Isis.
Un professore dell’Università di Ottawa, Michel Cossudovsky, economista canadese, ha indicato in 26 punti perché lo Stato islamico è un importante alleato degli Stati Uniti.

 

I dubbi dei giornalisti nostrani

Anche tra i giornalisti italiani c’è scetticismo riguardo le mani che tirano i fili dello Stato islamico.
Giulietto Chiesa
è arrivato a definire l’Isis “Una Spectre composta da pezzi di Occidente e petromonarchie del Golfo”.
Marcello Foa invece ha parlato dell’Isis come dell’ennesimo prodotto dell’Occidente, ma sfuggito di mano“L’Occidente ha spesso appoggiato formazioni militari con logiche strumentali senza poi essere più in grado di gestire le conseguenze dei propri atti – ha detto il giornalista – Isis è solo l’ultimo esempio”. Foa ha definito “di lana caprina” la distinzione tra guerriglieri estremisti e “moderati” in Siria, e ha detto che l’Occidente non ha la “reale volontà di risolvere il problema”.
Anche Fulvio Scaglione, vicedirettore di Famiglia Cristiana, ha scritto come da tempo si conoscano le origini “occidentali” dell’Isis, commentando la strage di Charlie Hebdo e lamentando la scarsa determinazione di Usa e Ue nel tagliare le gambe al jihadismo.

“Dell’Isis e delle sue efferatezze sappiamo tutto da anni, non c’è nulla da scoprire – ha scritto Scaglione -. E’ un movimento terroristico che ha sfruttato le repressioni del dittatore siriano Bashar al Assad per presentarsi sulla scena: armato, finanziato e organizzato dalle monarchie del Golfo (prima fra tutte l’Arabia Saudita) con la compiacenza degli Stati Uniti e la colpevole indifferenza dell’Europa.
Quando l’Isis si è allargato troppo, i suoi mallevadori l’hanno richiamato all’ordine e hanno organizzato la coalizione americo-saudita che, con i bombardamenti, gli ha messo dei paletti: non più in là di tanto in Iraq, mano libera in Siria per far cadere Assad. Il tutto mentre da ogni parte, in Medio Oriente, si levava la richiesta di combatterlo seriamente, di eliminarlo, anche mandando truppe sul terreno. Innumerevoli in questo senso gli appelli dei vescovi e dei patriarchi cristiani, ormai chiamati a confrontarsi con la possibile estinzione delle loro comunità.
Abbiamo fatto qualcosa di tutto questo? No. La Nato, ovvero l’alleanza militare che rappresenta l’Occidente, si è mossa? Sì, ma al contrario. Ha assistito senza fiatare alle complicità con l’Isis della Turchia di Erdogan, ma si è indignata quando la Russia è intervenuta a bombardare i ribelli islamisti di Al Nusra e delle altre formazioni.”

 

In conclusione

Le tante prove e dichiarazioni riportate mostrano come sia legittimo perlomeno chiedersi che peso abbia avuto l’Occidente nella nascita e nello sviluppo dell’Isis. Se è vero che credere a tutto quello che gira in Rete è sicuramente superficiale, è anche vero che non è possibile ignorare una mole sempre crescente di voci – anche molto autorevoli – ed evidenze che indicano una precisa collaborazione, o unione di intenti, tra i Paesi occidentali e quello Stato islamico che dovrebbe esserne il nemico numero uno.
Scopo del giornalista dovrebbe essere cercare di capire dove stia la verità, senza farsi fermare dalle accuse, sempre pronte a fioccare, di fare del “complottismo”. E riguardo l’Isis, le zone grigie su cui fare chiarezza sono veramente tante.

 

israel-terrorist-state-320x207(Articolo pubblicato sul sito Oltre le Barricate il 27 luglio 2016) 

Sono ormai innumerevoli le stragi che si sono susseguite nelle ultime settimane in Europa, e che hanno fatto seguito a quelle perpetrate lo scorso anno in Francia. In alcune abbiamo visto il ritorno dell’Isis, che le ha rivendicate o con uomini che ne hanno dichiarato l’appartenenza; in altre gli attori sono stati “lupi solitari” non direttamente riconducibili allo Stato islamico.

Adesso, fermo restando quanto sappiamo sui finanziamenti e l’addestramento impartiti dall’Occidente allo Stato islamico, ci si chiede come sia possibile una simile ondata di massacri, operati da terroristi oppure no. Qualcuno parla di effetto emulazione, altri di impazzimento generale. Quello che si vuole sottolineare qui è come le stragi siano collegate da una costante: il coinvolgimento di personaggi legati ad Israele.

Ricordiamo tutti la “profezia autoavverantesi” di Netanyahu a un canale francese: “Se non siete solidali con Israele contro il terrorismo, il terrorismo arriverà in Francia”. Più che una profezia sembrava una minaccia. E in effetti, pochi mesi dopo, ci fu la strage di Charlie Hebdo. A riprenderla, fuori dalla redazione, c’era misteriosamente una troupe di una tv israeliana. Quando si dice il fiuto per la notizia.

Poi ci fu la strage al Bataclan. La comunità ebraica fu avvertita in anticipo che qualcosa stava per accadere, mentre l’intelligence francese non fu in grado di prevenire il secondo massacro, nonostante gli avvertimenti ricevuti dai servizi iracheni, sauditi e turchi. Anzi, fece intervenire le teste di cuoio con notevole ritardo, come testimoniato da alcuni di loro.
Interessante coincidenza: il Bataclan era gestito da ebrei, che lo avevano venduto l’11 settembre (!!!) dello stesso anno, prima di andare a vivere in Israele. I proprietari testimoniarono di avere ricevuto delle minacce in passato, fatto sta che dopo 40 anni di gestione, la terribile strage si è compiuta esattamente due mesi dopo la loro vendita, il venerdi’ 13 novembre (data rilevante per i Templari e la massoneria – che ne segue per certi versi le orme – perché coincide con quella dell’arresto dei membri dell’Ordine nel 1307, e guarda caso, in Francia).

Buona parte dei filmati e delle informazioni che vengono passate ai media su Isis e terrorismo islamico viene dal Site di Rita Katz, una sionista convinta e probabile spia del Mossad che costituisce quasi la “fonte ufficiale” delle informazioni sul tema. Salvo poi scoprire che si tratta in alcuni casi di falsi creati ad arte, come fu per il caso degli ostaggi sgozzati dall’Isis nel 2015.

Ma il caso più eclatante si è verificato di recente, con il giornalista Richard Gutjahr che si è trovato provvidenzialmente sia a Nizza per riprendere il massacro compiuto dal camion bianco di Bouhlel, sia a Monaco per assistere a quello davanti al McDonald’s.
Questi reporter israeliani hanno davvero una fortuna impressionante. Eh si, perché Gutjahr è sposato con una ex deputata israeliana e membro dell’ala più estrema del Likud, il partito di Netanyahu.

Tra l’altro non è la prima volta che un testimone si trova coinvolto in diverse stragi di seguito: questa incredibile coincidenza è avvenuta in almeno tre altri casi. Tra i testimoni del massacro di Bruxelles, infatti, c’era un ragazzo, tale Mason Wells, sopravvissuto a ben tre stragi: Boston 2013, Parigi Bataclan e, appunto, Bruxelles. E non era solo, perché pure il francese Lahouani Zihai era sopravvissuto anche al Bataclan. E per una incredibile coincidenza, tra i sopravvissuti del Bataclan c’era un tale scampato addirittura all’11 settembre. Ora, quante sono le probabilità che non una, ma ben 4 persone siano testimoni di più attentati terroristici avvenuti in diversi Stati? Sarebbe interessante il parere di uno statistico.

Un altro elemento che lega le stragi di Nizza e Monaco è il fatto che durante le prime ore si parlava di più killer o complici, mentre poi i media e le istituzioni si sono focalizzate sulle sole figure di Bouhlel e Sonboly, dipingendoli come pazzoidi solitari, anche se col passare dei giorni si stanno chiarendo le complicità di altri soggetti, per lo meno nell’organizzazione.

Se poi volessimo soffermarci anche sulle ultime stragi compiute da siriani legati all’Isis in Germania e Francia, va ricordato che Israele figura tra i principali sostenitori dello Stato islamico, assieme a Qatar, Turchia e Arabia Saudita, senza citare i Paesi occidentali quali Stati Uniti e Regno Unito. Edward Snowden afferma che l’Isis fu creata per riunire tutti i nemici di Israele, per poi indirizzarli verso altri obiettivi.

Aggiungiamo al quadro anche il legame di Israele con la grande finanza mondiale: ricordiamo che tra i principali finanziatori e sostenitori del movimento sionista ci fu fin dal principio la famiglia di banchieri Rothschild. In particolare, si veda la corrispondenza tra il massone britannico Lord Balfour e Lionel Rothschild nel 1917, oppure la donazione della Knesset, il Parlamento israeliano, ad opera della famiglia Rothschild. 

Insomma, non è difficile comprendere come un crescente odio antislamico e il clima da crociata o scontro di civiltà avvantaggi di molto la pulizia etnica israeliana in Palestina, un genocidio condannato anche da importanti intellettuali ebrei o di origine ebraica come Ilan Pappè e Noam Chomsky. L’Occidente sembra essere molto cauto nel condannare i crimini israeliani, mentre appare molto rapido a gettarsi in una crociata antislamica non appena si presenti l’occasione. Peccato che a giovarsi di questo clima di terrore siano sempre lo Stato ebraico, i guerrafondai neocoloniali, i tromboni del “Ci vuole più Europa” e i fautori di uno stato di sorveglianza orwelliano “per il nostro bene”.

Sembra che la profezia di Netanyahu si sia avverata. Ma forse si trattava più di una minaccia.

 

 

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Isis Usa(Articolo pubblicato sul sito web “Oltre le Barricate” il 30/03/2016)

Una settimana dopo le esplosioni di  Bruxelles, si ripete il copione che ha caratterizzato le stragi di Parigi. E cioè si ripropongono le perplessità e le incredulità su come eventi di questo tipo possano accadere in luoghi ultrasorvegliati, da parte di soggetti già noti ai servizi occidentali, in seguito ad esercitazioni avvenute esattamente negli stessi luoghi e nonostante gli avvertimenti delle intelligence di svariati Paesi (tra cui Usa, Olanda, Grecia e Turchia). E da parte di attentatori che – come al solito – amano lasciare tracce evidenti di sé in giro prima di farsi esplodere, questa volta non con documenti incredibilmente dimenticati in macchina o miracolosamente scampati alle deflagrazioni, ma grazie a computer con le proprie memorie gettati nei pressi dei luoghi incriminati.

Già stupiva che il feroce Salah, descritto come mente della strage al Bataclan, fosse sfuggito per mesi ai controlli della polizia francese, per essere poi arrestato nel quartiere dove viveva (che scaltrezza questi investigatori…). Adesso i servizi occidentali sono così maldestri da farsi sfuggire attentatori (come sempre) già noti, nel cuore delle istituzioni europee e in un periodo di altissima allerta.
Roba che ha dell’incredibile. E che serve a convincerci della “inafferrabilità” della rete terroristica e della supposta incapacità dei servizi dei Paesi europei.

Chi segue i media mainstream si è ovviamente fiondato contro il pericolo islamico e lo spauracchio Isis, invocando nuove guerre e più Europa. Bravi gonzi.
Come se da mesi non si  sapesse cos’è l’Isis e a chi risponde. E cioè a una coalizione di Stati occidentali (Usa, Gran Bretagna e Francia in primis) a cui si sommano Israele, Arabia Saudita, Qatar e Turchia, tutti Paesi amici dell’Occidente.
Le evidenze nel corso degli anni si sono accumulate al punto tale che solo la ricca (perché foraggiata) stampa mainstream, forte dei suoi tanti prosciutti sugli occhi, riesce a non vederle.
Ci è arrivata pure Famiglia Cristiana, che non è certo un giornale “complottista”.

Su Barricate abbiamo trattato l’argomento già l’anno scorso con l’articolo “La bufala Isis” e a seguire con gli articoli sulle stragi di Parigi, riportando tutti i punti oscuri delle vicende.

An artist perception of state-sponsored ISIL Takfiri terrorism

Nel caso di Bruxelles, molte incongruenze vengono segnalate in questo articolo di Roberto Quaglia su Megachip.  Tra queste, anche la presenza a Bruxelles di soggetti “già miracolosamente scampati” ad altri eventi terroristici. Attori o sfigati di professione? Oppure la messa in onda a reti unificate di immagini provenienti da un altro attentato, avvenuto nel 2011 all’aeroporto di Mosca.

Chi, come noi, non è uso a bersi tutte le balle (tante e grosse) che vengono regolarmente raccontate dall’11 settembre in poi, preferisce dare di questi eventi una lettura diversa, in compagnia di chi ha fatto ricerche – e scritto libri – nello stesso senso.

Come il giornalista Giulietto Chiesa, che ha definito l’Isis “una Spectre composta da pezzi di Occidente e petromonarchie del Golfo“.
E che ha ricordato molte volte lo scarso impegno degli americani nel combattere lo Stato islamico, a fronte del ben più incisivo intervento russo. Chiesa ha anche più volte ribadito come i meccanismi in atto in Europa in questi attentati terroristici ricordino molto da vicino la strategia della tensione, che in Italia è stata messa in atto negli anni ’70 e che ha visto servizi deviati dell’Occidente (Usa innanzitutto) cooperare con gruppi di estrema destra e mafie in una strategia in cui si “destabilizzava per stabilizzare”. Stabilizzare in senso anticomunista, sventolando spauracchi come quello delle Brigate Rosse: una conclusione cui è arrivato anche il magistrato Ferdinando Imposimato nel suo libro “La repubblica delle stragi impunite”.

Molto interessante, a proposito di Chiesa, è questa intervista rilasciata a Claudio Messora – Byoblu, in cui anche il blogger fa trapelare le sue perplessità.

O come il massone Gioele Magaldi, il cui libro “Massoni. Società a responsabilità illimitata” è stato recensito nell’ultimo post di Oltre le Barricate, che ha detto chiaramente ad Affaritaliani: “Era impossibile, per gli attentatori di Parigi, colpire dove hanno colpito, senza la connivenza di alcuni infedeli servitori dello Stato francese con mansioni di anti-terrorismo (complici e prezzolati della Hathor- Pentalpha e di altre superlogge collegate), cosi come era impossibile colpire Bruxelles senza che tra i membri dell’intelligence e dell’anti-terrorismo belga non vi siano stati soggetti asserviti ai piani di chi è il mandante di quelle bombe e di quegli eccidi. Non per caso, proprio personaggi dei servizi segreti statunitensi (riconducibili ad ambienti massonici progressisti) hanno denunciato più o meno pubblicamente, con rabbia, sdegno e disgusto, l’incredibile vuoto di vigilanza da parte dei loro colleghi belgi (e non solo) di stanza a Bruxelles”.

E sia  Magaldi che Chiesa hanno definito i terroristi islamici dell’Isis come “semplice manovalanza”, guidata da ben altri mandanti.

Alla lista dei dubbiosi si aggiunge anche Giorgio Cremaschi, che afferma che il terrorismo sta stabilizzando la “peggiore Europa”, quella della macelleria sociale e della distruzione di diritti e Costituzioni. Colpendo in modo così plateale uno dei centri dell’Unione Europea, i terroristi stanno ottenendo l’effetto di rinsaldare il senso di appartenenza ad un’istituzione che ha causato finora solo miseria e crescenti proteste per le sue politiche di rigore. Un vero miracolo, e decisamente provvidenziale in tempi di crescente antieuropeismo.

Negli articoli pubblicati su Barricate a proposito delle stragi di Parigi, mettemmo in risalto come alcune piste investigative portassero direttamente ai servizi francesi.

ISIS-CIA-cooperationE sempre secondo Magaldi, dietro questi attentati ci sarebbe la mano di superlogge massoniche  che utilizzano il terrorismo per perseguire scopi di natura politico-economica, quali un’Europa nelle mani di pochi tecnocrati, la distruzione dei diritti sociali, una guerra al terrore infinita contro un nemico creato (e finanziato) ad arte, e la progressiva centralizzazione del potere globale nelle mani di pochi massoni ultraricchi e guerrafondai, a fronte di una popolazione globale sempre più povera e spaventata.
Anche la crisi in cui noi tutti ci troviamo sarebbe stata creata ad arte dalle stesse menti, che non hanno certo interesse a farla terminare in breve con politiche economiche virtuose (ben note agli addetti ai lavori).

Le ricette rilanciate dai media e dalla politica mainstream, invece, sono sempre le stesse: serve più Europa, più cessioni di sovranità e di diritti degli Stati in nome della sicurezza, un nuovo fronte comune contro il terrore guidato dagli Usa, e la solita ondata anti-islamica che tanto avvantaggia Stati canaglia come Israele, i cui crimini sono sempre ben protetti da Usa e Ue.

Che delinquenti  di mezza tacca come i Salah o gli Abaaoud  possano mettere su operazioni complesse come quelle di Parigi e Bruxelles – e riuscire nel loro intento in un periodo di massima allerta e in luoghi ultrasorvegliati – è qualcosa che possono credere solo giornalisti stolidi o collusi come quelli che danno addosso a  Giulietto Chiesa.

A tutti gli altri che hanno mantenuto qualche neurone funzionante e un briciolo di onestà intellettuale, non resta che rilevare le tante cose che non quadrano in questo terrorismo stile Hollywood, che va avanti ormai da ben 15 anni.

Isis Cia Mossad

(Articolo pubblicato su Barricate – L’informazione in movimento, il 23/11/2015)

Dopo pochi mesi siamo di nuovo qui a scrivere sulla strage di Parigi. E come per il caso Charlie Hebdo, i punti oscuri sono tanti. (1)

La cosa più azzeccata che si è letta su Internet dopo il massacro di venerdì scorso, l’ha scritta Aldo Giannuli: “E’ la Caporetto della sicurezza francese: se dopo dieci mesi da un evento di quelle proporzioni, si incassa una serie di sette attentati simultanei in pieno centro della capitale vuol dire che è meglio che quelli della Suretè si diano al giardinaggio, e il Presidente Hollande farebbe bene a destituirne in blocco l’intera dirigenza” (2)

Eh già, perché dopo la strage dello scorso gennaio e dopo i tanti proclami dell’Isis contro l’Occidente, ci si aspettava che fatti del genere non si ripetessero. O almeno, non in maniera così plateale.

A confermare le perplessità sull’operato dei servizi francesi ci sono tanti elementi. Per primo, il fatto che ad allertare la Francia sulla possibilità di attacchi imminenti fossero stati i servizi iracheni, quelli sauditi, quelli statunitensi e quelli turchi. Ai quali si aggiunge l’allarme dato alla comunità ebraica il giorno stesso del massacro, come riportato dal Times of Israel. (3) (4) (5) (6)

Insomma, una pioggia di avvertimenti che non sembrano aver permesso all’intelligence parigina di attivarsi nel migliore dei modi per prevenire l’accaduto, nonostante alcuni degli autori della strage fossero monitorati da tempo e nonostante il precedente di Charlie Hebdo. (7) E parliamo di servizi di sicurezza che, storicamente, hanno fatto da modello per Scotland Yard e FBI.

Eppure, dopo questo secondo incredibile fallimento, non si odono voci di un licenziamento in tronco dei dirigenti della sicurezza francese. Evidentemente questi dell’Isis sono veramente bravi a eludere i sistemi di sorveglianza occidentali… Ne discende (secondo i commentatori di ogni ordine e grado) che occorre un maggiore controllo sulla popolazione, sulle comunicazioni private, magari nuove restrizioni delle libertà civili, e una guerra totale contro i terroristi. Pochi giorni dopo la strage, un sondaggio ha rilevato come l’84% dei cittadini francesi sia pronto a rinunciare a parte delle proprie libertà in nome della sicurezza. (8)

Quando si parla di Isis, però, bisogna sempre partire da una premessa fondamentale (che viene spesso e volentieri dimenticata dai mass-media): è ormai sconfinata la letteratura che descrive i legami tra lo Stato Islamico e i suoi creatori occidentali. Anche limitandosi solo a Internet è possibile reperire valanghe di articoli, e con fonti assolutamente prestigiose. Ne vado a linkare alcuni: ci sono ricerche di professori universitari (9), documenti del Pentagono e della DIA (10) (11), dichiarazioni di politici e militari, americani e non (12) (13) (14), ricostruzioni giornalistiche (15), rivelazioni di whistleblower come Snowden (16) e tanto altro ancora. Tutte ripetono la stessa incontestabile verità: l’Isis fu creata, finanziata e addestrata dagli Usa, con la collaborazione di altri Paesi Nato (tra cui  soprattutto Gran Bretagna e Turchia) e di Israele, Arabia Saudita e Qatar, per destabilizzare il regime siriano filorusso di Bashar el Assad. E’ per questo motivo che da anni i Paesi occidentali dicono di far la guerra allo Stato Islamico, ma in realtà poco si è fatto per sradicarla sul serio, mentre da più analisti è stato riconosciuto che le potenze occidentali potrebbero toglierla di mezzo – se veramente volessero – “nel giro di 24 ore”. Su Barricate ne abbiamo già parlato con un articolo pieno di riferimenti mesi fa. (17)

Dal punto di vista geopolitico, l’Isis torna utile per diversi motivi all’Occidente. Da una parte perché si finanzia soprattutto vendendo petrolio (di cui Siria e Iraq sono ricche) a basso prezzo sul mercato nero, oltre il 50% del quale sembra venga acquistato da società statunitensi (18) (19). Dall’altra con la loro guerra ad Assad, colpevole, tra l’altro, di opporsi alla costruzione di un gasdotto che porterebbe il gas in Europa dal Qatar, minando lo strapotere russo in materia (20). E, stando alle rivelazioni di Edward Snowden, lo Stato islamico servirebbe anche a proteggere Israele, raccogliendo jihadisti per incanalarli contro i suoi nemici, in un’operazione denominata “Nido dei calabroni”. (21)

E ora che si prospetta una nuova e lunga “guerra al terrore”, come accadde per l’11 settembre il cattivo di turno ha avuto contatti precedenti con la Cia. Ci sono foto che documentano gli incontri tra il “Califfo del Terrore” Al Baghdadi e il senatore americano John McCain, il quale ha anche candidamente ammesso di essere “in costante contatto con l’Isis”. (22) (23)
Al Baghdadi fu prigioniero degli Stati Uniti in Iraq dal 2005 al 2009, dopodiché fu misteriosamente rilasciato. Secondo Snowden, perché reclutato dalla Cia allo scopo di dirigere lo Stato Islamico.  (24) (25)

Sulla contiguità tra Isis e Stati occidentali, il giornalista ed ex europarlamentare Giulietto Chiesa è stato molto chiaro: “L’Isis è una specie di Spectre in cui Stati islamici (alleati dell’Occidente) coesistono con i servizi segreti dell’Occidente, a cominciare da quelli francesi, che dovrebbero vigilare sulla sicurezza dei francesi.” (26)

Ce n’è abbastanza, allora, per parlare di complotto? Gli elementi sospetti ci sono tutti.Made Usa

Prima ci hanno propinato i soliti documenti scampati miracolosamente alle esplosioni dei kamikaze (una costante dopo 11 settembre e Charlie Hebdo: o resistono alle esplosioni o li dimenticano in macchina); poi è arrivata la rivendicazione del Califfo del terrore, come detto targato Cia; poi sono partiti i consueti bombardamenti che, massacrando migliaia di civili in Siria evitano anche la possibilità che qualche ragazzino possa darsi al jihadismo (tanto per ribadire la superiorità occidentale in termini di rispetto della vita umana), e ora tutto l’Occidente è pronto ad aumentare le misure di controllo, gli armamenti, cambiare le Costituzioni in nome della “sicurezza”.

E’ interessante notare che, dopo il caso di Charlie Hebdo, quando un magistrato chiese al governo francese la pubblicazione di documenti legati al traffico d’armi che aveva permesso ai terroristi di compiere la strage, questi furono secretati per “motivi di sicurezza nazionale”. Sembra che la pista delle armi portasse direttamente ai servizi segreti francesi. (27) (28)

Così come sempre Aldo Giannuli (un esperto in materia) si è detto stupito che tra le armi usate dai terroristi ci fosse il fucile a pompa, arma “precisissima, potente, solida, che non si inceppa mai, ma scomodissima da usare e che richiede di riprendere la mira ad ogni colpo. Una arma classicamente usata da servizi segreti (amatissima da quelli americani) e da Cosa Nostra (sempre negli Usa)”. Un’arma “preziosa per attentati ad un determinato bersaglio, ma del tutto disfunzionale nel corso di una azione in cui si spara nel mucchio, cosa per la quale risulta tanto più utile il classico kalashinikov”. (29) Gli stessi terroristi erano stati descritti da alcuni dei sopravvissuti alla strage come “bianchi, che agivano come professionisti, come membri delle forze speciali”. (30)

Infine una stranissima coincidenza sul teatro Bataclan, luogo dove sono morte 89 delle 129 vittime della strage: i proprietari ebrei avevano deciso di venderlo, dopo 40 anni, esattamente lo scorso 11 settembre, prima di trasferirsi in Israele. E come già detto, la comunità ebraica era stata allertata del rischio attentati. (31)
Per chi ama la simbologia, sembrerà anche interessante che nel locale si esibissero, al momento della strage, gli Eagles of Death Metal (letteralmente: Aquile di Metallo di Morte), un nome decisamente profetico, visti i bombardamenti su Raqqa dei giorni successivi. E, sempre rimanendo nel campo simbolico, qualcuno avrà notato la coincidenza tra il giorno Venerdì 13 (con la sua storia) e la Francia come teatro della strage. Ma forse stiamo divagando, anche se sappiamo che esiste gente molto legata alle simbologie.

Secondo Gioele Magaldi, autore del libro “Massoni” e lui stesso aderente alla libera muratoria, dietro questa e tante altre stragi – 11 settembre incluso – ci sarebbe una superloggia guidata da personalità di spicco dell’Occidente, la Hathor Penthalpha (Hathor, come Isis, è uno dei nomi della dea Iside). L’obiettivo sarebbe usare atti di terrorismo per dirigere il mondo nella direzione voluta. Nemico finale: la Cina e la Russia, i principali competitor al potere di Washington. (32)

Ma torniamo al futuro prossimo: quali sono e saranno gli effetti di questo “11 settembre francese”? Quelli che conosciamo.
Politici e giornalisti che si levano a chiedere più misure di sicurezza, guerra al “fanatismo islamico”, più controlli interni e alle frontiere, restrizioni delle libertà civili e dei diritti costituzionali, un “fronte unico” occidentale contro il Terrore, poteri speciali ai governi. E una nuova ondata di islamofobia dilagante.

Chi ne beneficerà? I falchi Usa e occidentali, sempre alla ricerca di nuovi pretesti per intensificare guerre e ingerenze in Medio Oriente contro gli “Stati canaglia” (che domani potrebbero essere etichettati, con un qualsiasi pretesto, come “amici del Terrore” oppure come incapaci di gestire la presenza dell’Isis, e quindi via alla imposizione di nuovi governi filoccidentali), Israele che potrà continuare il suo genocidio in Palestina indisturbato (a proposito, perché l’Isis non attacca gli odiati israeliani, ma continua ad agire tutt’intorno ad essi? La cosa è alquanto curiosa…(33) ), gli sponsor degli Stati Uniti d’Europa che tuoneranno sulla necessità di più unità, di un esercito europeo e di un coordinamento più centralizzato, e tutti coloro che vorranno limitare le libertà civili e intensificare il controllo sulla popolazione, ovviamente per tutelare la nostra sicurezza contro i “terroristi”. Dei terroristi finanziati, armati e addestrati dall’Occidente, sempre monitorati dai servizi, ma che i servizi poi si lasciano clamorosamente sfuggire in casi come questi.

 

P.s. I sospetti sui servizi segreti francesi sono anche confermati da questo articolo, pubblicato su Megachip il 21 novembre scorso, che mette in luce i legami tra alcuni esponenti del jihadismo e il DGSE francese. Tutti gli uomini noti al pubblico e coinvolti nella strage di Parigi erano in qualche modo monitorati dai servizi, il che rende ridicola l’idea che nessuno sapesse dov’erano e cosa facevano poco prima del 13/11)

 

 

Link:

  1. http://www.barricate.net/2015/03/2335/
  2. http://www.aldogiannuli.it/strage-di-parigi-stiamo-perdendo-la-guerra-con-la-jihad/
  3. http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/11/16/attentati-parigi-sospetto-terrorista-bordo-di-una-seat-ricercato-nel-torinese-fallito-blitz-bruxelles-salah-abdeslam-non-e-stato-catturato-foto-video/2222762/
  4. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=13460
  5. http://www.timesofisrael.com/in-france-defense-experts-see-parallels-to-israel/
  6. https://www.facebook.com/premiogoebbels/photos/pcb.1706865316213647/1706865272880318/?type=3&theater
  7. http://www.internazionale.it/opinione/ewen-macaskill/2015/11/20/parigi-attentati-servizi-segreti-errori
  8. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=13446
  9. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=9497
  10. http://www.byoblu.com/post/2015/11/16/i-documenti-desecretati-usa-che-raccontano-la-nascita-dellisis.aspx
  11. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=11756
  12. https://www.facebook.com/99posseofficial/photos/a.148747825951.126983.38017080951/10153152396600952/?type=3
  13. http://www.byoblu.com/post/2015/11/15/generale-francese-lisis-creato-dagli-usa.aspx
  14. http://lastella.altervista.org/ex-ufficiale-usa-lisis-e-un-mostro-creato-dalla-cia/
  15. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=13441
  16. http://popoffquotidiano.it/2014/08/08/snowden-lisil-e-stato-addestrato-dalla-cia-e-dal-mossad/
  17. http://www.barricate.net/2015/03/la-bufala-isis/
  18. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=13473
  19. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=8&pg=13224
  20. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=11756
  21. http://popoffquotidiano.it/2014/08/08/snowden-lisil-e-stato-addestrato-dalla-cia-e-dal-mossad/
  22. http://popoffquotidiano.it/2014/08/23/il-patto-isil-usa-in-una-foto/
  23. http://popoffquotidiano.it/2014/11/12/mccain-ammette-sono-in-contatto-permanente-con-lisis-video/
  24. http://popoffquotidiano.it/2014/08/08/snowden-lisil-e-stato-addestrato-dalla-cia-e-dal-mossad/
  25. http://www.byoblu.com/post/2015/11/16/i-documenti-desecretati-usa-che-raccontano-la-nascita-dellisis.aspx
  26. http://it.sputniknews.com/mondo/20151116/1553459/mandanti-terrorismo-ISIS.html
  27. http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=82&pg=13444
  28. http://www.libreidee.org/2015/11/strage-a-parigi-operazione-militare-truccata-da-jihadismo/
  29. http://www.aldogiannuli.it/strage-di-parigi-stiamo-perdendo-la-guerra-con-la-jihad/
  30. http://www.corriere.it/esteri/15_novembre_14/attentati-parigi-testimoni-terroristi-erano-bianchi-sparavano-come-soldati-forze-speciali-e184e4ee-8ab3-11e5-8726-be49d6f99914.shtml
  31. https://www.forexinfo.it/Parigi-il-teatro-Bataclan-era
  32. http://www.libreidee.org/2015/11/il-massacro-di-parigi-e-le-rivelazioni-choc-di-gioele-magaldi/
  33. https://www.facebook.com/premiogoebbels/photos/a.1475876469312534.1073741828.1475866322646882/1707340056166173/?type=3

Banchieri, militari, politici e imprenditori che si riuniscono per dirigere il pianeta. All’interno di organizzazioni come il Bilderberg, la Commissione Trilaterale, il Consiglio sulle Relazioni Estere. Daniel Estulin, giornalista investigativo, ci parla di chi muove realmente i fili della politica e dell’economia globale. E di come il potere non sia mai dove appare

Vignetta Bilderberg(Articolo pubblicato sul numero 6 – novembre/dicembre di Barricate – L’informazione in movimento)

Che le cosiddette democrazie nascondano in realtà il dominio di tante oligarchie, industriali, bancarie, politiche e religiose, è fatto sempre più risaputo.
Quel che si sa un po’ meno, è come quei personaggi che vediamo ogni giorno in Tv e sui giornali, siano spesso semplici esecutori, se non ridotti al rango di camerieri, di coloro che detengono il reale potere. Il potere vero, per definizione, è occulto: e non vuole essere disturbato da riflettori, titoli sui giornali o riprese televisive.
Questo alone di segretezza circonda molti gruppi e organizzazioni che, periodicamente, riuniscono sotto un unico tetto numerosi potenti della Terra. Uno dei nomi che ultimamente è divenuto di dominio “quasi pubblico” (almeno per chi si informa su Internet) è quello del Gruppo Bilderberg.

Questa organizzazione è salita “agli onori delle cronache” il novembre dell’anno scorso per una riunione a Roma, di cui hanno parlato siti come Dagospia e programmi come Servizio Pubblico, e per importanti rivelazioni sul suo conto da parte di giornalisti e magistrati.
In particolare, Ferdinando Imposimato, presidente onorario della Corte di Cassazione, ha affermato nel suo libro “La Repubblica delle stragi impunite” che buona parte delle stragi rimaste senza un colpevole degli anni di piombo sono da ricondurre a questo potente gruppo di pressione, che ha agito su impulso degli americani e in funzione anticomunista. Ma il Gruppo Bilderberg negli anni ha riunito il fior fiore della politica, dei media e dell’economia, italiana ed europea. Tra i nomi dei  partecipanti ai suoi meeting possiamo annoverare: Mario Monti, Enrico Letta, Mario Draghi, Romano Prodi, Emma Bonino, Franco Bernabè, John Elkann, Rodolfo De Benedetti.

Noi di Barricate abbiamo parlato dell’argomento con Daniel Estulin, giornalista investigativo ed ex-membro del Kgb, famoso per essere l’autore del libro “Il club Bilderberg”.

Mr. Estulin, lei ha scritto alcuni anni fa un importante libro sul Gruppo Bilderberg.
Può dirci quali sono gli scopi di questa organizzazione e chi sono i suoi membri più importanti?

Innanzitutto, il Bilderberg non fa parte di una “teoria del complotto”. È un complotto reale.
Il Gruppo era un elemento fondamentale nelle strutture oligarchiche del periodo della guerra fredda, un veicolo attraverso il quale l’oligarchia finanziaria imponeva le proprie politiche a governi apparentemente sovrani.

Il grande scandalo fu che era popolato da gente proveniente dal vecchio apparato nazista, “ripulito” e impiegato come nucleo centrale della guerra fredda antisovietica nell’Europa occidentale.

Quelle come il Bilderberg sono organizzazioni che hanno missioni operative, ma non sono le sedi del vero potere. Non è qui che i potenti si incontrano e decidono sulle questioni di maggior importanza, come la guerra e la pace. Potrebbero definirsi piuttosto come delle cinghie di trasmissione. Ecco perché è un errore considerare il Bilderberg, la Commissione Trilaterale, il Consiglio sulle Relazioni Estere i centri del potere oligarchico. La oligarchia principale lavora a un livello più alto, e poi crea molteplici organizzazioni di facciata il cui scopo è diffondere le idee lì determinate.

La copertina di Barricate numero 6

La copertina di Barricate numero 6

L’idea dietro ogni incontro del Bilderberg è quella di creare quella che loro stessi chiamano la “Aristocrazia degli scopi”, tra le elite europee e nordamericane, sul modo migliore di governare il pianeta. In altre parole, vogliono una rete globale di cartelli di enormi dimensioni, più potenti di ogni nazione sulla Terra, destinati a controllare le necessità vitali del resto dell’umanità.

Il gruppo fu fondato dal Principe Bernardo d’Olanda, uno dei membri più importanti dell’apparato nazista durante la seconda guerra mondiale, il quale ripudiò l’appartenenza alle SS mentre si preparava a diventare, col matrimonio, parte della monarchia olandese.

Così questa struttura raccolse su base annuale 100-200 persone, selezionate da circoli di governo, dalla finanza, dall’establishment militare, dai media dei Paesi dell’Europa occidentale e del Nord America, che si mescolarono con le figure dominanti dell’oligarchia finanziaria privata. Si sedettero al riparo da occhi indiscreti e decisero le più importanti misure che avrebbero preso nei mesi successivi.

Altri importanti membri nel corso degli anni sono stati David Rockefeller e i fratelli Agnelli.
In ogni caso, vedila così: chiunque conti qualcosa in politica, economia, banche e organizzazioni sovranazionali ha partecipato al Bilderberg.

Sappiamo che Mario Monti ed Enrico Letta, il precedente e l’attuale premier italiano, hanno partecipato ad alcuni incontri del gruppo. Ciò significa che prendono ordini, o che le loro azioni sono influenzate da chi incontrano in questi meeting?

Il Bilderberg non è un gruppo di persone che siedono in una sala oscura, fissando una sfera di cristallo e pianificando il dominio del mondo. Le decisioni sono prese con il consenso. Nessuno è forzato a fare nulla che non voglia, ma se i partecipanti vogliono andare d’accordo e avere i loro avanzamenti di carriera, è bene che seguano il tracciato di questa e altre organizzazioni simili. Ad esempio, uno dei primi atti del governo Monti fu quello di pagare miliardi di euro in favore della Goldman Sachs per i derivati in possesso del Tesoro italiano. Si disse che non c’erano soldi per le pensioni, ma ce n’erano più che abbastanza per gli amici di Monti nelle banche americane.

Negli ultimi giorni di settembre, Enrico Letta ha anche frequentato un meeting del Consiglio sulle Relazioni Estere americano. Nel libro sul Bilderberg si parla anche di questa istituzione.
Qual è il ruolo di questo gruppo nell’influenzare le politiche degli altri Stati, e chi sono i suoi leader?

Come in un film, ci sono realmente delle organizzazioni segrete simili al Bilderberg che giocano un ruolo vitale nello schema del Nuovo Ordine Mondiale.
La più grande è la Tavola Rotonda, derivante da una società segreta creata dal magnate britannico Cecil Rhodes per unire il mondo sotto membri di “elite illuminate” tra cui lui stesso.
La prima guerra mondiale e la proposta di una Società delle Nazioni furono il risultato delle macchinazioni cabalistiche della Tavola Rotonda.
Questo network creò in tutto il mondo organizzazioni di facciata, tra cui l’Istituto Reale Britannico di Affari Internazionali, l’Istituto di Affari Internazionali di Canada, Australia, Sud Africa, India e Olanda, l’Istituto di Relazioni del Pacifico per Cina, Russia e Giappone. Uno dei rami della Tavola Rotonda negli Stati Uniti è il Consiglio sulle Relazioni Estere.

Daniel Estulin, autore del libro "Il Club Bilderberg"

Daniel Estulin, autore del libro “Il Club Bilderberg”

Il CRE, il più potente think tank negli Usa, è un braccio del gruppo Bilderberg. È anche il think tank del presidente degli Stati Uniti per ciò che riguarda la politica estera, ed una delle istituzioni centrali per far socializzare le elite americane provenienti dai più importanti settori della società, dove queste lavorano per costruire consenso su questioni relative agli interessi imperialisti dell’America nel mondo.
A questo scopo, il CRE spesso prepara la strategia per le politiche americane, ed esercita un’enorme influenza nei circoli politici, dove i personaggi chiave quasi sempre vengono dai suoi ranghi.
Negli Stati Uniti, membri non eletti del CRE occupano praticamente tutte le posizioni di regia della Casa Bianca, e hanno il maggiore peso nei sistemi legislativo e giudiziario.
In effetti, il CRE è servito come un’agenzia virtuale di impiego per il governo federale sia sotto i Democratici che i Repubblicani. Qualunque sia il partito al potere, i veri decision makers rimangono gli stessi, perché i posti che contano sono quasi sempre occupati da membri del CRE. I presidenti vanno e vengono, il potere e l’agenda del CRE rimangono gli stessi.

In questi giorni possiamo dire che le politiche di molti banchieri, politici e multinazionali, d’Italia e d’Europa, sono fortemente influenzate da un numero limitato di uomini molto potenti?

Perché solo in questi giorni? È stato sempre così nel corso della storia. Ecco perché sono chiamati i Padroni Occulti.

Cosa possono fare le persone comuni per difendersi dall’egoismo di queste organizzazioni?

Ogni generazione deve progredire più di quella precedente, in termini di potere, comprensione e cultura. La speranza di ogni uomo vicino alla morte dovrebbe essere che la sua vita ha significato qualcosa, che ha posto le basi per un mondo migliore. C’è solo una razza umana e tutti gli esseri umani hanno all’incirca lo stesso potenziale creativo: è solo questione di come lo sviluppano, e se vengono aiutati a farlo. Per cui, questo dovrebbe essere il nostro obiettivo. Se le persone vogliono autogovernarsi, devono condividere le idee grazie alle quali ciò è possibile. Questo significherebbe la fine delle oligarchie. Nazioni che incoraggiano lo sviluppo mentale – creativo della popolazione, producono un popolo che non tollererà per sempre forme oligarchiche di governo. Lo faranno, invece, popolazioni analfabetizzate, tecnologicamente indietro.
La diversità culturale è simbolo di progresso umano. Una volta nato, il concetto di Stato-nazione non muore mai, ma aspetta di essere difeso e perfezionato. Per questo, dovremmo essere una fratellanza di nazioni sovrane, unite da uno scopo comune verso l’umanità. Finché l’umanità non sarà portata nell’Età della Ragione, la storia sarà sempre plasmata non dalla volontà delle masse, ma dai pochi che, per i loro scopi, dirigono il destino dell’umanità così come mandrie di mucche vengono dirette al pascolo e, occasionalmente, al mattatoio.

La copertina del best-seller di Daniel Estulin

La copertina del best-seller di Daniel Estulin

Il suo ultimo libro è “Cospirazione Octopus” e, diversamente da “Il club Bilderberg”, è un romanzo. Ma in un’intervista lei ha detto che l’80% di ciò che è scritto nel libro è vero. Perché ha scelto la forma del romanzo?

Perché ciò che descrivo nel mio nuovo libro può farmi uccidere, se non sono molto cauto. Il Bilderberg, come ho detto, è una cinghia di trasmissione. La “Octopus” è basata su una vera e potente organizzazione privata, chiamata la Piovra.

Il libro conduce il lettore attraverso alcuni dei più profondi segreti dell’elite mondiale. Lo sfondo della storia è il collasso finanziario globale. Su questo scenario, le elite si confrontano per il dominio totale. Gli ingredienti sono tutti molto reali e basati su 20 anni di giornalismo investigativo. Il Programma di Commercio di Collaterali che controlla i mercati finanziari planetari, l’oro giapponese rubato durante la seconda guerra mondiale del valore di quadrilioni di dollari. Non si tratta di invenzioni. Il Cartello dell’Aquila Nera, un’organizzazione estremamente potente che custodisce questo oro nascosto nelle Filippine, in Indonesia e Malesia.
Questo cartello è composto da 777 tra le più potenti entità bancarie nel mondo. Il software Promis. Ho utilizzato le straordinarie scoperte dei miei anni di giornalismo investigativo per confezionare questo thriller ambientato nel mondo sotterraneo di fumo e specchi.

Nel libro lei parla di una cospirazione gigante, che coinvolge il Bilderberg, la Commissione Trilaterale e questa organizzazione superiore chiamata “La Piovra”, composta da militari, agenti segreti, banchieri e vertici delle multinazionali. Parla anche di software e tecnologie, nelle mani delle elite, che le renderebbero capaci di controllare ogni computer sulla Terra, le attività finanziarie, il movimento degli eserciti e la società mondiale. Quanto c’è di vero in tutto questo?

Il Programma di Commercio dei Collaterali è vero, sebbene sia uno dei segreti più nascosti di ogni governo del mondo. Il mondo-ombra nel quale il PCC produce soldi dal nulla è il piccolo sporco segreto dell’economia occidentale. Il PCC è un’operazione altamente speculativa e fuori dai registri dei governi. Ogni agenzia degli Stati Uniti ne è coinvolta. Loro generano profitti spettacolari in cambio di rischi minimi, al riparo da ogni forma di controllo e contabilità. Le banche sono colluse con governi e individui molto potenti che appartengono a organizzazioni come la Nobiltà nera veneziana, tra i cui membri ci sono quelli della famiglia Agnelli.
Io sono in possesso di documenti che dimostrano come il cumulo di fondi creati e depositati in conti dormienti arrivi a 223 trilioni di dollari. Questo denaro è custodito in diversi grossi blocchi a Citibank. E se mi uccidessero, questi documenti verrebbero immediatamente pubblicati.
Questo per dare un’idea di quanta verità ci sia nel mio ultimo libro.

The complete interview with Daniel Estulin, journalist, author and former agent of the Kgb, about the Bilderberg Group.

Bilderberg-20111Mr. Estulin, you have written some years ago an important book about the Bilderberg Group. Can you tell us what are the purposes of this organization, and who are some of its most important members?

First of all, Bilderbegr is not a conspiracy theory. It´s a conspiracy reality. There are many people who go off the deep end and try to make more of the Bilderberg Group than it actually was and is, which is kind of absurd. It was a very important element of the oligarchical structures of the cold war period. And that in and of itself is a pretty significant factor, because what it meant was that it was a vehicle through which, private financier oligarchical interests were able to impose their policies on what is nominally sovereign governments. The biggest scandal part of it was that it was heavily populated by people who came out of the old WWII Nazi apparatus who were basically cleaned up and dusted off and employed to become a hard core the Cold War anti Soviet structures in the West.

These are organisations that have operational missions. These are not the seats of power. These are not the organizations that actually meet and deliberate on major policy decisions, issues of war and peace, questions of genocide. These are the conveyor belts. That´s why its a mistake to think that somehow or other you can pinpoint the Bilderberges, the CFR, the TC, Le Circle these organizations as the hub of oligarchical power. The oligarchical principal works on different and higher level, and so they create a multiplicity of front organizations whose job is to radiate out the idea that already has been pre-determined at a much higher and much more exclusive level. These organizations play a role, but they are not at the top of the pyramid by a long shot.

The idea behind each and every Bilderberg meeting is to create what they themselves call THE ARISTOCRACY OF PURPOSE between European and North American elites on the best way to manage the planet. In other words, the creation of a global network of giant cartels, more powerful than any nation on Earth, destined to control the necessities of life of the rest of humanity.

The group was founded by Prince Bernhard of the Netherlands. the Dutch Royal consort who was a card carrying member of the Nazi apparatus during WWII. He ripped up his Nazi card and his membership in the SS in order to cleanse his image in preparation for becoming part of the Dutch monarchy by marrying his wife. So, this structure, gathered together on an annual basis 100 to 200 people who were selected from governing circles, from finance, from the military establishment, from the media from the countries of Western Europe and North America and they co-mingle with the leading figures in the private, financial oligarchy. And they sat down off the record and decided upon major policies that would be put forward by that collective group of people over the course of the next twelve months. So, in that sense, it fits all of the descriptions of an oligarchical structure, a conspiratorial structure in that they got together to say we are going to do this, we are going to make these changes in the world and we are not going to consult with constituents in governments and populations that are supposed to operate on a completely different basis.

Other important members over the years have been David Rockefeller, the Agnelli brothers. BY basically, think of it this way: Anyone important in politics, economy, banks, business, industry, supra national organizations has attended Bilderberg over the years.

Round TableWe know that Mario Monti and Enrico Letta, our former and present prime ministers, have attended some meetings of the group. This means that they take orders, or that their actions are influenced by these meetings and the people they meet there?

Bilderberg, again, is not a conspiracy. No group of people, and I don’t care how powerful they are, sit in a dark room, holding hands, staring at a crystal ball, planning the world’s domination. The decision making process is reached through consensus. Nobody is forced to do anything they don’t want to do, but if they want to get along and have their political or academic career advance, they better follow the lead established at the Bilderberg and like minded organizations’ meetings. For example, one of the first acts of the Monti government earlier was to pay billions of euros in favor of Goldman Sachs for the derivatives that were held at the Italian Treasury. It was said that there was no money for the senior citizensre is more than enough in terms of billions for Monti’s friends of U.S. banks.

In the last days of September Enrico Letta has also attended a meeting of the U.S. Council of Foreign Relationships. In your book about the Bilderberg you speak of this institution too. Which is the role of this group in influencing the policies of other States, and who are its leaders?

As in a conventional teleplay, there are actually secret spin off organizations similar to the Bilderberg Group who play a vital role in the New World Order´s scheme to use wealth, concentrated in the hands of the few, to exert world control. The largest is the Round Table, stemmed from a secret Society created by British magnate Cecil Rhodes to unite the world – beginning with the English speaking dominions – under enlightened elitists like himself. WWI and the postwar proposal for a League of Nations resulted from the Round Table cabal’s machinations. This covert network decided to establish across the world front organizations whose branches include Britain´s Royal Institute of International Affairs, Institute of International Affairs of Canada, Australia, South Africa, India and Holland, as well as Institute of Pacific Relations for China, Russia and Japan. One of the Round Table´s branches in the United States is called the Council on Foreign Relations.

CFR, the most powerful think tank in the US is an arm of the secretive Bilderberg Group. It is also the premier US foreign policy think tank in the United States, and is one of the central institutions for socializing American elites from all major sectors of society where they work together to construct a consensus on major issues related to American imperial interests around the world. As such, the CFR often sets the strategy for American policy, and wields enormous influence within policy circles, where key players often and almost always come from the rank and file of the CFR itself.

In the United States, unelected CFR members occupy nearly all White House cabinet positions and have major leverage within the legal, legislative and court systems. Indeed, the CFR has served as a virtual employment agency for the federal government under both Democrats and Republicans.

Whether a Democrat, a Republican, a Conservative or a Liberal is in power, the rhetoric has little to do with who actually wins the elections: the decision makers who pull the strings stay the same, because cabinet seats are almost always held by CFR members. Even as US presidents come and go, the CFR´s power and agenda remain the same.

Daniel Estulin, author of "The true story of the Bilderberg Group"

Daniel Estulin, author of “The true story of the Bilderberg Group”

In these days, can we say that the policies of many Italian and European politicians, bankers and corporations are strongly influenced by a limited number of powerful people?

Why only these days? It has been this way throughout history. That’s why they are called Shadow Masters.

 In this moment, what can the common people do to defend themselves from the selfishness of these powerful organizations?

Every generation must advance beyond that of the preceding generation, in terms of power, understanding and culture. Because then, mankind has a sense of dynamic, moving forward from generation to generation. And that hope, that that will happen, should be what´s on the mind of the person who is dying of old age: that their life has meant something, because it laid the foundation for a better life than they knew. Because there are no human races: There’s only one human race. All human beings, of whatever background, have biologically approximately the same potential for creativity. It’s just a question of what happens to them, and how they develop. And whether we help them develop, or not. So therefore, that should be our motive. Therefore, when you face a situation like this, the threat of war – and we are facing a threat of war, worse than anything we could imagine from WWI or II. We face global asymmetrical warfare: we’re facing a form of Hell, which no man knows.

If people are to participate in self-government, they must participate in the ideas by which society is self-governed. This would mean the end of oligarchism. Nations who foster the creative-mental development of their population produce a people who will not tolerate oligarchic forms of rule indefinitely. Illiterate, technologically backward populations will: In fact, there is little doubt that illiteracy and technological backwardness are contributing causes for the emergence of oligarchical rule. Like all feats of human creativity, this is not a project designed for immediate consumption. This is a project designed to extend man´s sense of self far beyond the confines of his sense perceptions and feelings of personal well-being and connect him instead to generations which will continue his legacy long after his generation has left the Earth.

Cultural diversity is not only humanity’s hallmark of progress, but an insurance policy against extinction as a species. Once born, a nation state concept never dies; it only waits for courageous and sane human beings to come to its defence, to perfect the concept. So therefore, we should be a fraternity of nations, of sovereign nations—united by a common purpose for humanity. Until we can bring mankind into the Age of Reason, history will be shaped in actuality, not by the wills of masses of humanity, but by the mere handfuls who, for purposes of good or evil, steer the fate of mankind generally as herds of cows are steered to and from the pasture—and, occasionally, also to the slaughter-house.

The best-seller of Daniel Estulin

The best-seller of Daniel Estulin

Your last book is “The Octopus Conspiracy”, and, unlike “The true story of the Bilderberg group”, it is a novel. But in an interview you said that 80% of what is inside the book is true. Why you chose the form of the novel?

Because what I explain in my new book, The Octopus Conspiracy, can get me killed, if I am not extremely careful. Bilderberg, as I said, is a conveyer belt. Octopus is based on a very powerful private organization, called The Octopus. They exist. The book takes on a whirlwind ride through some of the deepest and most hidden secrets of the world’s elite. The background to the story is the world’s financial collapse. Against this background, world’s elite battle each other for total control. The ingredients are all very real and are based on over 20 years of investigative journalism. Collateral Trading Programs that control the world’s financial markets, World War II stolen Japanese gold worth quadrillions of dollars. Yes, this is not a mistake. Black Eagle Trust, a super powerful organizations that is a custodian of this gold hidden in the Philippines, Indonesia and Malaysia. This trust is made up of 777 of the most powerful banking entities in the world. PROMIS software. I have used the extraordinary discveris from my years as an investigative journalist to craft this thriller that takes the reader on a wild ride through the netherworld of smoke and mirrors.

 In the book you speak of a giant conspiracy, involving Bilderberg, the Trilateral Commission and a chief organization called “The Octopus”, formed by military men, secret agents, bankers and corporate chiefs. You also speak of software and technologies, in the hand of the “elite”, allowing them to control each computer on the planet, financial activities, armies and the world society. What is true in all of this?

Collateral Trading Program is real although it is one of the most guarded secrets of any government in the world. The shadow world in which CTP lives and manufactures money out of thin air is the dirty little secret of the western economy. CTP is a high speculative of the books government run operation. Every agency of the United States is in on it and form part of it. They generate spectacular profits for very little risk. It is a form of money making that is effectively unchallenged by any form of oversight or accountability. I know how banks are in collusion with governments and very powerful individuals who belong to organizations such as the Venetian Black Nobility whose members are the Agnelli family, for example. I have documents that conclusively show that the pool of funds created and now held in dormant accounts runs to 223 trillion dollars. That money is all held in several large blocks at Citibank. I know, because I have all the documentation on it, and if THEY kill me, it will all be published immediately. This is just one example of how much truth there is in my new book. Just to give you an idea, Octopus Conspiracy was the number1 selling title in Spain when first published two years ago. It stayed at number 1 for over 40 weeks. People love a good story, but when it is mostly based on true facts, the temptation is irresistible.

Paolo Barnard ci racconta come l’Unione Europea e l’Euro abbiano distrutto economicamente il continente e come questo effetto sia stato programmato ed eseguito a tavolino

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(Articolo pubblicato sul numero 3 – maggio/giugno 2013 di “Barricate – L’informazione in movimento“)

Un’Unione Europea e un Euro al servizio dei poteri forti, delle elite economiche neoliberiste e a danno delle popolazioni europee. All’interno di un piano congegnato per togliere ai cittadini europei una delle principali fonti del loro benessere, la sovranità monetaria, e per mettere in cantina le politiche keynesiane, viste come un impiccio.

E’ questo “il più grande crimine” dal dopoguerra secondo Paolo Barnard, che nell’omonimo saggio spiega chi sono gli autori di un vero e proprio “economicidio” ai danni del continente. Nomi come Romano Prodi, Jean Claude Trichet, Mario Draghi sono affiancati a organizzazioni come il gruppo Bilderberg, la Commissione Trilaterale, l’Aspen Institute, in una comunione di intenti volta a favorire i grandi poteri economici, marginalizzando sempre più dalla scena politica il ruolo e il benessere della gente comune.

Paolo, ci spieghi qual è il “più grande crimine” di cui parli nel tuo saggio?

Per capirlo dobbiamo partire dal fatto che, dopo due guerre che hanno distrutto l’Europa, il sistema economico e non solo stava creando le basi per un mondo migliore. C’era stata una rivoluzione in economia e nella società che, partita da Marx e passata per il socialismo e il consolidamento della democrazia, era arrivata a un punto di svolta fondamentale con Keynes, che in quegli anni aveva indovinato un sistema economico internazionale. Nel frattempo nascevano gli accordi degli anni ’50 e ‘60 di Paesi in via di sviluppo come l’Indonesia e la Jugoslavia, gli accordi di Bandung. Stava prendendo forma un nuovo ordine economico mondiale, portatore di idee su come regolare l’economia in modo più giusto. I partiti socialisti avevano sempre più consensi.
Così le elite economiche, che avevano perso potere nei decenni precedenti, si sono organizzate per reagire. Nel mio libro ci sono nomi, cognomi, organizzazioni, chi ha steso i testi fondamentali da seguire. Queste elite si sono coalizzate per prendere nuovamente il potere nel contesto delle nuove democrazie, senza le impiccagioni ottocentesche. E così hanno sottratto, nascosto, ucciso questo nuovo ordine economico keynesiano e dei Paesi della conferenza di Bandung. Hanno soffocato queste economie e condannato centinaia di milioni di esseri umani al sud del mondo a una situazione disastrosa, mentre al nord, Europa compresa, a condizioni più grame di lavoro.
Come fai, quando ripercorri le sofferenze di centinai di milioni di persone, a non considerare questo il più grande crimine del dopoguerra?
Era tutto evitabile se si fosse lasciato in vita questo complesso economico che nasceva, soffocato invece da neoclassicismo e neoliberismo.

C’è chi ti accusa di avere una visione troppo ‘complottista’. Cosa rispondi a queste persone?

Rispondo che ne “Il più grande crimine”, un testo di 100 pagine, ci sono dati, nomi, fondazioni e circa 70 note bibliografiche di documenti precisi. E’ ridicolo dire che ho scritto qualcosa di complottista.  Chi lo afferma evidentemente non vuole fare la fatica di leggerlo.

Quali sono le fonti che ti hanno influenzato dal punto di vista economico? Ci sono economisti che consigli, in opposizione a quelli neoliberisti? 

Assolutamente si. Io ho per caso scoperto che esiste un’economia , nata dalla mente geniale dell’economista americano Warren Mosler, che è la riformulazione moderna di quella keynesiana.
E’ la più adatta ai sistemi monetari moderni, che Keynes non poteva conoscere, e si chiama Mosler Economic Modern Money Theory. L’ho studiata molto, e la considero dirompente.
Gli economisti che seguo sono quelli della Memmt. Nel libro ne ho elencati circa dodici, tra cui lo stesso  Mosler e  Alain Parguez.

Bisognerebbe uscire dall’Euro? Se si, quali potrebbero essere le conseguenze?

Alla prima parte della domanda rispondo: assolutamente si, perché è un costrutto criminale e ormai ha distrutto l’economia europea.
Alla seconda parte non posso rispondere in uno spazio così breve. Noi abbiamo formulato un programma di salvezza nazionale di 40 pagine, consultabile sul mio sito e su quello della Memmt.
Sicuramente incoraggio il ritorno alla sovranità monetaria, quindi al fatto che il Paese torni proprietario dell’economia. Quando hai la sovranità monetaria ed economica e la sai usare, allora diventi inattaccabile. Non ci possono più essere problemi di inflazione, deflazione, svalutazione, speculazione; è tutto sotto il controllo di chi usa questo strumento.

L’Unione Europea è da abbandonare o da rifondare su nuove basi?

Da rifondare su nuove basi. Non c’è niente di male nel volere un’Europa unita, ma questa Europa è stata una favola venduta sui libri delle elementari dagli anni ‘60, grazie a tecnocrati da me citati come Perroux, Attali, Trichet, Jacques Delors, i primi padri di queste idee. Si è trattato soprattutto di francesi e italiani, i tedeschi hanno avuto un ruolo minore. Ad ogni modo, è stata una truffa disegnata per favorire le elite neomercantili e speculative, e anche i Trattati da Maastricht in poi sono stati scritti per essere illeggibili e non sono stati mai votati, tranne in pochissimi casi. Questa Unione è stata una truffa ai danni della popolazione, fatta per togliere la sovranità monetaria e quella dei parlamenti.
In definitiva: l’Euro va distrutto e l’Unione rifatta.

Come combattere lo strapotere dei mercati e la ‘dittatura dello spread’?

Con la stessa soluzione data in precedenza: riprendendo la sovranità monetaria e sapendola usare. Agenzie di rating e spread non contano niente quando si ha sovranità monetaria, come nei casi di Stati Uniti e Giappone. Lo spread è una trovata pubblicitaria usata da media asserviti e ignoranti, e da economisti asserviti e ignoranti, per terrorizzare la gente. Lo spread ha valore solo se il Paese è commissariato come l’Itala.

Cosa dovrebbero fare secondo te i popoli e le istituzioni europee per uscire da questa situazione così difficile?

Il cardine di tutto è la conoscenza. Non è immaginabile che i popoli europei possano ribellarsi a questo mostro se non sanno di cosa si tratta. Io sono il primo in Italia ad aver rivelato cosa succede veramente con l’Euro, e lo faccio tuttora come un salmone che nuota contro un fiume in piena. Se ci fossero in Italia, Germania, Francia, altre centinaia di divulgatori di questi temi e se il popolo fosse informato su cosa sta succedendo e su cos’è l’Euro, ci sarebbe una immediata risposta. Si verificherebbero ribellioni di massa, e per i potenti sarebbe finita.

Una domanda apparentemente fuori contesto: il sistema capitalistico va abbattuto?

Il capitalismo ci ha dato anche mezzi che non avremmo mai avuto , ma per sua natura si contrappone all’interesse pubblico. Ti cito una frase di Adam Smith che i neoliberisti spesso dimenticano: “Raramente due capitalisti si riuniscono se non per imbrogliare qualcuno”.
L’intereresse pubblico deve essere sempre azionista di maggioranza, mentre il capitalismo non deve andare oltre il 49%. Può funzionare solo se c’è questo bilanciamento. 

The Italian journalist Paolo Barnard tells us how the EU and the Euro have economically destroyed the continent and how this effect has been programmed and reached purposely  

The Italian journalist Paolo Barnard

The Italian journalist Paolo Barnard

(Article published in the 3d issue – May/June 2013 of the italian bimonthly review “Barricate – L’informazione in movimento”)

A European Union and a Euro created for the strong powers, for the neoliberal elite and against the European population. Inside a plan made for depriving the citizens of one of their principal sources of wellness, the monetary sovereignty, and to remove the Keynesian policies, seen as an obstacle.    

This is “the biggest crime” since World War II according to Paolo Barnard, an Italian journalist, who in his book with the same title explains who are responsible of a true ‘economic murder’ at the expense of the continent.

Names such as Romano Prodi, Jean Claude Trichet and Mario Draghi, are associated with organizations such as the Bilderberg group, the Trilateral Commission, the Aspen Institute, for the common purpose to help the biggest economic powers, weakening the role and wellness of the common people in the political scene.  

Paolo Barnard, can you explain to us which is “the biggest crime” you mention in your book?

Firstly we must start from the fact that, after two wars that almost destroyed Europe, the economic system was creating the basis for a better world. There had been a revolution in economy and in the society, that, starting from Marx and passing through socialism and the solidification of democracy, arrived to a fundamental turning point with Keynes, who in those years found out a economic international system. Meanwhile the agreements of the ’50s and ‘60s, like the Bandung agreements between countries such as Indonesia and Yugoslavia, were born. A New World Economic Order was arising, with ideas on how to regulate the economy in a better way. Socialist parties gained more and more influence.

So the economic elites, which lost power in the previous years, organized themselves to counteract. In my book there are names, organizations and the people who wrote the books to follow.
These elites organized to take back the power in the context of the new democracies, without spectacular executions as in the 19th century. They hid and killed this new economic order of Keynes and of the conference of Bandung. They strangled these economies and damned hundreds of millions of people in the South of the World to an awful condition, and in the North, like Europe, to worse conditions of work.

When you see the suffering of so many people, how can you not consider this the biggest crime after World War II? It was all avoidable, if they had allowed this economic system to live. Instead, it was strangled by neoliberalism and neoclassicism.

There are people who accuse you to have a ‘conspiracy theorist’ vision . How do you answer to these people?

I answer that in “The Biggest Crime”, a one hundred pages book, there are statistics, names, foundations and 70 references of precise documents. It’s ridiculous to say that I wrote something ‘conspiratorial’.

Who says this evidently don’t want to tire himself reading it.

Which are the economic sources that influenced you? Are there economists that you recommend instead of the neoliberal ones?

Absolutely yes. I have discovered an economic theory which is the modern reformulation of the Keynesian one, born from the genial mind of the American economist Warren Mosler. It is the most suitable for the modern monetary systems, which Keynes could not know. Its name is Mosler Economic Modern Monetary Theory (Memmt). I have studied it very much, and I consider it astounding. The economists I follow are the ones of the Memmt. In the book I listed 12 of them, such as Mosler, Forstater and Alain Parguez.

Should Italy exit from the Euro? If so, which could be the consequences?

To the first part I answer: absolutely yes, because it is a criminal construction and it has already crushed the European economy.

To the second part I cannot answer in such a small space. We formulated a ‘Program of economic safety for Italy’ 40 pages long, accessible from my website and from that of the Memmt.

For sure I encourage the return to money sovereignty, so that the country can again be the owner of the economy.
When you have money sovereignty and you know how to use it, you become undefeatable. There cannot be problems of inflation, deflation, devaluation, speculation anymore; everything is under the control of whom that uses this instrument.

Is the European Union to abandon or to refund on new basis?

To refund on new basis. There is nothing wrong in wanting a united Europe, but this Europe has been a fairy tale sold since the 60’s, thanks to technocrats I cited such as Perroux, Attali, Trichet, Jacques Delors, the fathers of these ideas. They have been above all French and Italians; Germans had a lesser role. Anyway, this was a deceit designed to help the neo-mercantilist and speculative elites, and also the treaties from Maastricht onwards have been written to be unreadable, and never voted, except for a few cases.

This Union has been a deceit against the population, made for taking away the monetary and parliamentary sovereignty. In conclusion: the Euro must be destroyed and the European Union must be remade.

How to fight the extra-power of the financial markets and the ‘dictatorship of the spread’?

With the same solution given before: taking back the money sovereignty and knowing how to use it. Rating agencies and spread doesn’t count for anything with money sovereignty, as in the cases of USA and Japan.

The spread is a gimmick used by ignorant and domesticated media as well as ignorant and domesticated economists to fill the people with fear. The spread is only significant when the country is no longer free like Italy.

What should people and institutions do in Europe to walk out from this hard situation?

The centre of everything is knowledge. It is unthinkable that European people could break free of this monster if they don’t know what it is. I am the first in Italy who unveiled what is truly happening with the Euro, and I still do it as a salmon who swims against the flood.

If there were other hundreds of speakers on these themes in Italy, Germany and France, and If the people were aware of what is happening, there would be an immediate answer. There would be massive riots and this would be the end for the powerful people.

A question apparently out of context: should the capitalism be destroyed?

Capitalism gave us also means that we never could have, but for its nature it is against the public interest.
I quote a phrase of Adam Smith that neoliberals often forget: “People of the same trade seldom meet together, even for merriment and diversion, but the conversation ends in a conspiracy against the public, or in some contrivance to raise prices”.

The public interest must consist of the majority, while capitalism should never go beyond the 49%. It can work only if there is this balance.

ChiacchiereArrivano le meravigliose elezioni 2013, e ci si chiede chi votare tra un nugolo di mali maggiori. Cosa scegliere tra Sauron Monti, Saruman Bersani e Darth Berlusconi? Indubbiamente c’è l’imbarazzo della scelta.
Grillo appare come un fattore di rinnovamento, ma qualche ombra viene dall’eccessivo peso al web dato da Casaleggio & co. Vendola è con Bersani, quindi non fa testo. La Lega è la Lega, e tanto basta. Votare per l’Udc è come votare per il ritorno dello Stato Pontificio, quindi fate voi. Forse un’alternativa interessante può venire da Ingroia, ma anche qui sembra di vedere un nuovo Di Pietro, legalità e poco altro. E soprattutto, nessuno dei temi veramente importanti. Perché più del CHI votare, ritengo importante individuare per COSA votare.

Io personalmente ritengo sia importante votare CONTRO alcuni concetti innanzitutto: contro l’Unione Europea, contro l’Euro e contro l’asservimento dell’Italia ai poteri economici e politici esteri. E in seconda battuta votare PER qualcosa: per la riappropriazione della sovranità monetaria, per la riappropriazione della sovranità popolare e per la gestione pubblica di quelle risorse più necessarie al bene comune.

Perché tanto astio verso l’Unione Europea? Perché l’appartenenza all’Unione e l’ingresso nell’Euro ci hanno consegnato al dominio di un gruppo di aziende, banche, Stati ed enti stranieri. Stati come Francia e Germania pesano sull’Europa e sulle sue politiche, influenzando potentemente anche l’operato della Banca Centrale Europea (di cui detengono il 47% del capitale). Il Mercato Unico sta strangolando le economie locali e più deboli. Il Fondo Monetario Internazionale (su cui gli Stati Uniti hanno potere di veto), d’accordo con gli Stati più forti d’Europa (di cui sopra), decide le condizioni dei prestiti agli Stati più indebitati. La mancanza di moneta propria, più il Fiscal Compact, fanno sì che gli Stati più disastrati non possano intervenire stampando moneta oppure spendendo a deficit per rilanciare l’economia locale, aggravando così lo stato delle aziende e delle famiglie, che si trovano senza paracadute. Il tutto per la folle necessità di mantenersi nei parametri di Maastricht, e di rientrarvi nei prossimi 20 anni, necessità figlia di un patto scellerato sottoscritto quando di crisi non ce n’era neanche l’ombra.

Aggiungetevi l’opinione di Paolo Barnard, che nel suo “Il più grande crimine” afferma che l’Unione e l’Euro sono parte di un progetto portato avanti negli ultimi 60 anni dalle elite francesi e tedesche (ma non trascurerei gli Stati Uniti) per controllare l’Europa, elite ben rappresentate in club come il Bilderberg, l’Aspen Institute, la Commissione Trilaterale e il World Economic Forum di Davos.

(A pagina 45 del Pdf un elenco di personalità del mondo politico ed economico che hanno fatto e fanno parte di questi club).

Ne consegue che, per riportare l’Italia e l’Europa alla vera democrazia, non resta che uscire dall’Euro, uscire dall’Unione Europea, riprendere la sovranità monetaria e poi quella popolare, sia politica che economica.
Questa come condicio sine qua non. Poi la mia forma di governo ideale è una democrazia diretta “illuminata” (cioè in cui il bene comune e le idee migliori prevalgano sugli egoismi di parte), ma per quello credo bisognerà pazientare ancora un po’.