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(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 1 ottobre 2017)

Ci siamo già occupati su questo sito della questione immigrazione in occasione dello scandalo Ong e delle rivelazioni del Pm Zuccaro. E’ il caso di ritornarci adesso a tutto tondo per l’emergere di tanti altri elementi di riflessione e preoccupazione.
Se infatti la neopropaganda sorosiana vorrebbe tacciare di razzismo e fascismo chiunque sollevi il minimo dubbio sulla bontà di un’immigrazione senza limiti, a maggior ragione questo deve essere un motivo perché gli intellettuali liberi (quelli rimasti) prendano il toro per le corna e affrontino il problema al riparo dai soliti pregiudizi ideologici.

Tanto per iniziare, il concetto di una libertà di circolazione assoluta delle persone, senza nessun confine o controllo agli ingressi, è il sogno non solo della Open Society di George Soros, ma anche di ogni neoliberista fanatico, che così si può prendere la forza- lavoro più a buon mercato in assoluto, eludendo qualsiasi diritto del lavoro conquistato magari, come da noi, con secoli di lotte. E’ il trionfo del supercapitalismo, e i sindacalisti che non capiscono ciò ma difendono l’illimitato ingresso dei migranti stanno tradendo i loro stessi compatrioti. Questa assoluta libertà di circolazione della forza-lavoro, del resto, si lega alla pretesa assoluta libertà di circolazione delle merci, dei servizi e dei capitali, altri cardini del neoliberismo e del supercapitalismo che stanno facendo a pezzi le classi medie. Per questo, chiunque si opponga al neoliberismo e al supercapitalismo DEVE NECESSARIAMENTE anche opporsi ad una illimitata mobilità degli individui-forza lavoro, e chiedere maggiore protezione per le genti autoctone e per le loro attività economiche. E questo è il primo punto.

Poi ci sono le questioni legate alla sicurezza. Le statistiche ci dicono (se non bastassero il semplice buon senso e la lettura delle cronache quotidiane) che gli immigrati delinquono di più degli autoctoni. Il motivo è chiaro: sono meno integrati, in condizione di maggiore disagio e indigenza, provengono da zone del mondo maggiormente violente, dove i diritti umani sono meno tutelati che in Occidente (soprattutto quelli della donna). Questo mix letale, assieme alla percezione di un sistema legale più permissivo, spinge molti di loro a delinquere, contribuendo a creare un senso di insicurezza nelle popolazioni autoctone che cresce al loro aumentare di numero.
Questo è tanto più preoccupante quando ci riferisce all’immigrazione islamica, legata ai fenomeni di radicalizzazione terroristica e ad una cultura tendenzialmente poco incline ad integrarsi, quanto piuttosto a “integrare” e a conquistare, secondo i dettami più fanatici del Corano. E’ chiaro che la presenza islamica è una minaccia anche solo da un punto di vista demografico, dal momento che per molti islamici la semplice espansione demografica sarà lo strumento attraverso cui la loro cultura conquisterà l’Europa. E’ il caso di ricordare l’invito lanciato da Erdogan ai turchi europei a “fare 5 figli a testa“, e vale la pena notare che, mentre gli europei fanno sempre meno figli, gli immigrati islamici tendono ad essere decisamente più prolifici.
Per questi motivi, assistere alla crescente presenza islamica sul territorio europeo significa condannarsi ad un futuro in cui i partiti di estrazione musulmana imporranno leggi a loro favore per via PERFETTAMENTE LEGALE, e questo senza considerare la crescente minaccia del terrorismo jihadista.
Di fronte a questa prospettiva, occorre una restrizione agli ingressi dei musulmani in Europa e alla concessione loro della cittadinanza, altro che Ius Soli.

Proseguendo nell’elenco, ci sono le questioni legate alla salute pubblica.
Gli immigrati portano malattie: non è una sparata di Salvini, ma quanto si evince dai documenti dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del Ministero della Salute, che così motivano la decisione di aumentare a 10 i vaccini obbligatori. E lo si evince anche dalle statistiche tedesche, che descrivono un ritorno di malattie considerate debellate dal 2015, anno dell’apertura della Merkel ai “profughi”.
Ci hanno pensato poi i recenti casi di malaria in Trentino e Chikungunya nel Lazio a rendere più chiaro questo collegamento: nel primo caso la malattia era stata contratta da immigrati rientrati nei Paesi di origine e diffusa poi sul territorio italiano; nel secondo si tratta di una malattia non diffusa in Europa, quanto in zone tropicali e subtropicali, quindi è altamente improbabile che si sia trattato di un focolaio “autoctono”.

Del grande affare dell’accoglienza, poi, che vede coinvolte coop rosse, Chiesa, mafie, Ong e trafficanti africani, abbiamo già parlato in un articolo precedente, nel quale abbiamo anche sottolineato come l’immigrazione illimitata favorisca la creazione degli Stati Uniti d’Europa, un replicante degli Stati Uniti d’America, attraverso la distruzione, desovranizzazione e spersonalizzazione degli Stati nazionali.

In definitiva, da una immigrazione priva di regole e controlli hanno tutti da perdere, tranne l’oligarchia mondialista dei super-ricchi, coloro che si ingrassano con il traffico di esseri umani e con i soldi pubblici destinati al mantenimento dei migranti, e politici privi di decenza come quelli del Pd che, ormai odiato dagli italiani, spera di raccattare qualche voto estendendo la cittadinanza agli africani. Sarebbe auspicabile che tutti questi soggetti – oligarchi elitari, politicanti di sinistra, chiesaroli da quattro soldi e attivisti da centro sociale fuori dal mondo – si trasferissero in Africa in prima persona per soddisfare il proprio “grande senso umanitario”, lasciando l’Italia agli italiani che la amano, che ne rispettano storia, cultura e tradizioni e che vogliono il meglio per i propri connazionali in primis.

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(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 10 maggio 2017)

Mentre in Francia andava in scena il suicidio tipo Lemmings di un’intera nazione (che per sfuggire alla cattivarazzistafascistanazionalista Le Pen si metteva nelle mani del ben peggiore servo dei Rothschild, del Bilderberg e della Troika, un letale mix tra Renzi e Monti; auguri ai francesi per 5 lunghissimi anni di austerità, privatizzazioni, tagli al welfare e ai salari, e sudditanza verso Berlino e Bruxelles) in Italia scoppiava il caso dei rapporti tra Ong e scafisti libici nel favorire l’immigrazione di massa dall’Africa in Europa.

Il caso è spinoso, spinosissimo, per la mole di interessi economici e politici che ruota attorno al fenomeno, e per la propaganda boldrinian-piagnona che da una parte cerca di fare leva più sul senso di solidarietà delle persone che sul loro cervello, e dall’altra silenzia nel modo più fascista il dibattito, relegando ogni legittimo dubbio e volontà di fare luce su quanto accade nel Mediterraneo alla voce “razzismo”.

Ora, che dietro all’immigrazione di massa girino montagne di soldi e interessi enormi è fatto sempre più evidente e conclamato. E’ sufficiente vedere chi finanzia pesantemente il fenomeno, ovvero il supermiliardario George Soros, noto fomentatore di colpi di Stato e rivoluzioni colorate, che è in prima linea con la sua Open society foundation nel foraggiare quelle Ong accusate dal procuratore di Catania Zuccaro, dall’agenzia europea Frontex, da servizi segreti esteri e dall’ammiraglio Credendino dell’operazione Sophia (nonché sotto inchiesta a Trapani), di andare a prelevare i clandestini quasi dalle coste della Libia per portarli in Italia (e non alle più vicine Malta e Tunisia) e di essere colluse coi trafficanti libici.
La concezione che lega Soros a queste Ong e quella di un mondo “senza frontiere” (quando sentite questa formula tremate, nella maggior parte dei casi si tratta di strumenti nelle mani dell’oligarchia globalista), che – guarda caso – corrisponde proprio all’ideologia dei neoliberisti. I neoliberisti odiano frontiere, confini, dazi e restrizioni, che si opporrebbero alla loro volontà di ricchi viziati e alla religione del “libero mercato” (o libero massacro): così si adoperano per bypassare la volontà degli Stati – quando non coincidente con la loro – attraverso altri mezzi. Nel caso italiano, con le Ong “umanitarie” le quali, con il pretesto di salvare vite, ci riempiono di immigrati alimentando e rendendo più sicuro il lavoro dei trafficanti.

Ma perché ai ricchi globalisti interessa tanto riempire l’Italia e l’Europa di africani disgraziati? Cosa ci guadagnano?
Sicuramente ci guadagnano tanta manodopera ricattabile e a prezzi stracciati, da impiegare al posto dei “choosy” lavoratori italiani ed europei , ancora legati a diritti e tutele (sebbene con le “riforme” i governi si stiano impegnando per farli a pezzi).
Poi ci guadagnano diluendo la popolazione autoctona con tanti individui difficilmente integrabili, che faranno perdere i caratteri della identità nazionale (lingua, cultura, etnia, tradizioni) per favorire quel melting pot da cui dovrebbero nascere gli Stati Uniti d’Europa (in maniera analoga agli Stati Uniti d’America: ricordate la tratta degli schiavi?). Inoltre ci guadagnano attraverso il caos, creando nazioni sempre più disomogenee ed instabili, dove viga il sospetto e la competizione di tutti contro tutti, e non possa sorgere una coscienza collettiva, un fattore unificante, che non sia quello (sempre labile) della mera appartenenza alla razza umana e degli interessi comuni.
Si potrebbe parlare di McDonaldizzazione culturale, per creare ovunque società multietniche dai gusti standardizzati, e sempre assoggettate all’oligarchia del denaro.
Infine ci guadagnano mettendo in competizione le plebi tra di loro e facendo a pezzi quella classe media che da sempre è il soggetto che può organizzare delle rivoluzioni contro il potere vigente. Così l’oligarchia finanziaria, massonica e globalista consolida e rende più duraturo il proprio predominio.

Questo per quanto riguarda le oligarchie globaliste, che poi sono quelle che sponsorizzano i partiti “democratici”, le sinistre arcobaleno (con “diritti” e propaganda Lgbt annessa) e le varie organizzazioni “senza frontiere” (ripeto, tremate).
Poi ci sono tanti altri soggetti che si giovano dell’immigrazione di massa.
Ci sono i trafficanti di uomini in Libia, che grazie alle Ong sorosiane hanno aumentato il volume di affari e la sicurezza dei propri traffici.
Ci sono le mafie nostrane, che secondo il procuratore Zuccaro hanno messo le mani sul business dell'”accoglienza” (ma già Mafia Capitale ce ne aveva dato dimostrazione).
Ci sono le cooperative rosse, che pure lucrano sui soldi pubblici legati all’accoglienza: ricordiamo il finanziatore del Pd Buzzi affermare che “con gli immigrati si fanno più soldi che con la droga”.
Ci sono i partiti “di sinistra” (quelli già citati che hanno come riferimento Soros e i Dem americani, basti vedere la visita del miliardario ebreo/ungherese a Gentiloni di qualche giorno fa) che si avvantaggiano degli immigrati promettendogli lo ius solii e portandoli a votare per loro (anche alle primarie, come si è visto).
Ci sono le multinazionali, che dispongono di forza lavoro a prezzi ridicoli e senza pretese; ci sono i caporali che li sfruttano in nero e sotto ricatto, così come la criminalità organizzata che li coinvolge nello spaccio e nella prostituzione; c’è persino la Chiesa che acquista nuovi fedeli (e si sa, per la Chiesa più sono disperati e meglio è) e che si becca anch’essa bei fondi pubblici per l’accoglienza.
E ci sono ovviamente le Ong, che godono di ingenti finanziamenti pubblici e privati per un’attività che sembra sempre più opaca. Ricordiamo ad esempio come nel Consiglio direttivo di Save the Children ci siano il figlio di De Benedetti e ben due membri della Commissione Trilaterale italiana: Andrea Guerra e Patrizia Grieco (presidente Enel). Filantropi senza dubbio.

Insomma, la mole di interessi economico-politici dietro questa nuova tratta degli schiavi mascherata da umanitarismo è enorme.
Non stupisce che le voci starnazzanti dei servi del sistema si levino a coprire chiunque sollevi legittimi dubbi su quanto sta accadendo davvero, bollandolo immediatamente come razzista, invece di contribuire a vederci chiaro.