Category: Strategia del terrore


(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 24 luglio 2017)

Nei post precedenti ci siamo soffermati sia sul folle decreto vaccini di quella psicopatica della Lorenzin (o dovremmo dire De Lorenzin), sia sul rapporto tra popolazione e risorse, sottolineando come per il futuro del pianeta e del genere umano sia necessario rivedere l’impatto dell’uomo sull’ambiente.
Bene, viene fuori che i supermiliardari del pianeta sono già da anni al lavoro su queste tematiche, ma non certo in un modo piacevole per il resto dell’umanità.

E’ noto il discorso di David Rockefeller all’Onu, con cui il fondatore di Bilderberg e Trilaterale chiedeva di stabilizzare o ridurre la popolazione mondiale. Meno note sono le parole più recenti di Bill Gates (anche lui al meeting Bilderberg del 2010), con cui il capo della Microsoft ha affermato di “amare i vaccini” perché “diminuiscono la crescita della popolazione“.
Gates non ha detto queste parole durante consessi segreti, ma serenamente, in pubblico e in più occasioni (almeno 4). Guardare questo video per credere.

Ora, che un supermiliardario che finanzia i programmi di vaccinazione in tutto il mondo – spesso in partnership proprio con quella GlaxoSmithKline che produrrà i vaccini per l’Italia – affermi che i vaccini “riducono la crescita della popolazione” vuol dire solo una cosa: che i vaccini o ammazzano, o sterilizzano, o rendono gravemente handicappati al punto da non permettere l’atto riproduttivo.
E in effetti c’è una lunga serie di contenziosi in tutto il mondo tra i vaccini finanziati dalla Gates Foundation e prodotti dalla Glaxo e le popolazioni colpite dai loro effetti collaterali.
In Kenia medici e vescovi locali hanno accusato i vaccini somministrati dall’Oms e dal governo di rendere le donne sterili. Con la stessa accusa i vaccini sono stati ritirati dalla Nigeria.
In India, Pakistan e altri Paesi, ai vaccini finanziati dai Gates e dalla Rockefeller Foundation sono stati attribuiti numerosi decessi infantili e disabilità. Una delle accuse più frequenti è stata quella di aver iniettato vaccini non adeguatamente sperimentati, utilizzando i bambini come cavie e senza un vero consenso informato. In India il vaccino incriminato era il Cervarix anti papilloma-virus della Glaxo.
Continuando con i rapporti tra Gates e la Glaxo, nel 2012 il supermiliardario venne coinvolto in uno scandalo, perché un suo dipendente, Tachi Yamada, fu accusato dal Senato Usa di aver perseguitato un medico che avrebbe messo in luce gli effetti collaterali di alcuni medicinali della compagnia farmaceutica. L’azienda venne condannata ad una megamulta di 3 miliardi di dollari per condotta fraudolenta.
Gates ha finanziato numerosi progetti di vaccinazione della Glaxo, come si evince dal sito della Gates Foundation, ad esempio qui e qui.

Ma Gates non è solo un convinto sostenitore dei programmi di vaccinazione: è anche un convinto eugenista e possiede oltre 500mila azioni della Monsanto, la azienda agroalimentare più cattiva al mondo, leader nel settore degli Ogm e delle cause ai produttori di cibo biologico.
Gates e Rockefeller condividono la propria passione per la riduzione della popolazione con Ted Turner, altro membro dell’elite dei super-ricchi e proprietario della Cnn, che ha affermato che una popolazione globale di 2 miliardi di persone sarebbe l’ideale.
Ciò equivale a sterminare qualcosa come 5 miliardi di persone.
Per chi capisce l’inglese, consiglio vivamente questo video che mette in collegamento la supercupola degli uomini più ricchi del pianeta con un progetto di drastica riduzione della popolazione, da ottenersi tramite vaccini adulterati, sostanze tossiche nell’aria, nel cibo, nell’acqua e nei prodotti di uso quotidiano; guerre e privazione di risorse, per preservare il proprio dominio globale.
Non è escluso che anche la crisi mondiale vada nella stessa direzione, oltre a perseguire lo scopo di distruggere la classe media e creare pochissimi super-ricchi a fronte di un oceano di super-poveri.

Ad aggiungere elementi al possibile progetto di riduzione della popolazione, si consideri questo servizio di Presa Diretta, in cui si afferma che la sterilità umana e animale è in aumento ovunque – assieme a comportamenti omosessuali – a causa dei prodotti chimici che usiamo ogni giorno; e si guardi questo famoso video della Casaleggio Associati, in cui si profetizza una nuova guerra mondiale nel 2020 e la riduzione della popolazione mondiale a 1 miliardo di persone entro il 2040.
La Casaleggio è notoriamente un’emanazione della Camera di commercio americana in Italia e dell’Aspen Institute fondato dai Rockefeller (di cui il cofondatore Enrico Sassoon era membro di peso), quindi non è escluso che sappiano in anticipo ciò che frulla in testa alle “elite”.

Per finire consiglio questo documento sulla partnership Gates – Rockefeller nel portare avanti un progetto di sterilizzazione di massa tramite le vaccinazioni.
E ora che anche in Italia un governo di criminali illegittimi sta cercando di imporre le stesse misure utilizzate nel Terzo Mondo, non resta che reagire nel modo più violento in difesa della nostra salute e del nostro diritto alla libera scelta.

 

P.S. Non è un caso che negli ultimi anni sia stato pubblicato un best seller, “Inferno” del massone Dan Brown, che sostiene apertamente la necessità di sterilizzare la popolazione per contrastare il crescente incremento demografico.
Le “elite” sanno come abituare la gente a certe idee.

(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 23 maggio 2017)

Se qualcuno avesse ancora dubbi sul livello di imbecillità, pazzia, corruzione e malvagità di questo governo, ne ha avuto l’ultima dimostrazione con il decreto vaccini.
Una aberrazione completa, l’ennesima da parte di un governo privo del consenso popolare dopo la netta sconfitta del 4 dicembre scorso, con il suo quarto premier non scelto dagli italiani (ricordiamo sempre che 3 premier si sono avvicendati con i voti andati a Bersani e alla sua coalizione) e con il suo Parlamento illegittimo perché eletto con premio di maggioranza dichiarato incostituzionale dalla Consulta.

Per tutti questi motivi, l’unica priorità di questa banda di morti viventi dovrebbe essere quella di farci andare al voto a più presto, per eleggere un Parlamento e un governo finalmente rappresentativi del Paese. Peraltro le leggi elettorali ci sarebbero già: “Legalicum” alla Camera e “Consultellum” al Senato, ovvero l’Italicum e il Porcellum corretti dalla Corte Costituzionale.
E invece questi asini che fanno? Tirano fuori l’ennesima oscenità, sotto forma di 12 VACCINI OBBLIGATORI da somministrare ai bimbi dai 0 ai 6 anni pena l’esclusione dalla frequenza di asilo e scuola materna, multe fino ai 7.500 euro e persino la revoca della potestà genitoriale.

E’ chiaro che si tratta di provvedimenti da pazzi psicopatici, irresponsabili e cerebrolesi.
Per cominciare, per l’adozione tramite decreto legge, quando non si vede quali siano i requisiti di “necessità e urgenza” per scavalcare il Parlamento.
Poi per la scelta di triplicare il numero dei vaccini obbligatori (o meglio duplicare, se si considera che con l’esavalente si effettuano non solo le 4 vaccinazioni obbligatorie – difterite, tetano, poliomelite ed epatite B – ma anche quelle per pertosse ed Heamophilus B), sottoponendo i piccoli a un assurdo fuoco di fila di iniezioni, che li esporrà come non mai a possibili reazioni avverse o effetti indesiderati. Con 12 vaccini l’Italia sarebbe il Paese col maggior numero di vaccinazioni obbligatorie in Europa, mentre in ben 15 Stati Europei (tra cui Germania, Gran Bretagna, Austria e Spagna) NESSUN vaccino è obbligatorio.
Inoltre per la costrizione cui verranno sottoposti i genitori di 16 milioni di famiglie italiane, molti dei quali scettici verso una vaccinazione a tappeto, che dovranno scegliere tra accettare questo abominio oppure pagare multe salate ogni anno e rischiare la perdita della potestà genitoriale.
E tutto ciò in un periodo in cui sempre più voci si levano a sollevare dubbi sulla bontà dei vaccini e a mettere in guardia contro i loro effetti collaterali, da specialisti rispettati come il dottor Montanari e il premio Nobel per la medicina Luc Montagnier, a trasmissioni televisive quali Report, fino ad associazioni di consumatori come il Codacons.

Qui siamo di fronte a una forma di nazifascismo sanitario, per il quale si dovrebbe dimettere non solo quella stupida idiota della Lorenzin (che, è bene ricordarlo, non è neppure laureata, come la collega Fedeli all’Istruzione) ma questo intero governo di incapaci, inetti, delinquenti, servitori di interessi ben lontani da quelli del popolo italiano.
E’ chiaro ed evidente che questo provvedimento è stato preso unicamente per compiacere le industrie farmaceutiche (ricordate il caso De Lorenzo, con cui fu introdotta la vaccinazione per l’epatite B?) e gli Stati Uniti, che avevano designato l’Italia nel 2014 come “capofila delle strategie vaccinali“. Non è un caso che l’approvazione del decreto legge sia coinciso con la visita di Obama  in Italia.
Sui rischi da vaccino c’è una copiosa documentazione, che allego in calce.

Questo provvedimento folle, se andrà in porto, spingerà ancora più italiani ad emigrare o a non avere figli, aggravando la condizione di bassa natalità e di emigrazione di massa cui il nostro Paese è soggetto da tempo.
Per chi – a ragione – ritiene che ci sia una sostituzione etnica in corso, questo è un altro tassello del puzzle: se non bastassero la crisi economica, le assurde regole della Ue, l’austerità, il pareggio di bilancio e il precariato a dissuadere gli italiani dall’avere figli o restare nel Paese, con questo provvedimento gli si darà il colpo di grazia.
Nel frattempo, continua l’insopportabile e stomachevole ipocrisia dietro la retorica dell'”accoglienza”, per cui dovremmo tutti essere contenti di mantenere con le nostre tasse migliaia di immigrati che ogni giorno si riversano nel Paese prelevati in Libia dalle Ong di Soros, che vanno ad ingrassare le tasche dei trafficanti di uomini, delle mafie, delle coop gestite dai partiti e dalla Chiesa, e che costituiranno domani concorrenza a prezzi stracciati (neoschiavi) per gli stessi lavoratori italiani, se non delinquenti e potenziali terroristi. Oltre che (forse peggio) futuri elettori di Pd e simili, che guarda caso spingono per lo ius solii.
Verrebbe da chiedersi se la vera emergenza sanitaria non venga da queste persone, che spesso portano con sé malattie come scabbia e tubercolosi, piuttosto che dagli italiani che scelgono di non far vaccinare i propri figli per determinate malattie.

Ma in un governo Pd buon senso e discussione attorno a certi temi sono banditi: esistono solo imposizioni, arroganza, stupidità, prepotenza e interessi inconfessabili.
Per questo è ora che gli italiani si ribellino: rifiutino di obbedire a qualsiasi legge di questo governo di sciagurati e ne pretendano a gran voce le dimissioni, e dopo di queste lo scioglimento del Parlamento, per andare SUBITO A NUOVE ELEZIONI.
Francamente di questa banda di cialtroni e venduti non se ne può davvero più.
Basta.

 

 

Paolo Barnard: VACCINI. L’ALLARME ERA NOTO AL GOVERNO USA DA ANNI. DATI UFFICIALI TERRIFICANTI
Report: vaccini al mercurio
– EX DIPENDENTE INDUSTRIA FARMACEUTICA PARLA DI VACCINI: ROULETTE RUSSA PER I NOSTRI FIGLI
– Sostanze non segnalate nel vaccino esavalente. Indaga la procura di Torino
CODACONS DIFFIDA IL MINISTRO LORENZIN A PUBBLICARE DATI SU REAZIONI A VACCINAZIONI DAL 2014 AD OGGI. 1.343 CASI DI REAZIONI AVVERSE ALL’ESAVALENTE NEL 2013, DI CUI 141 GRAVI
Lettera della d.ssa Gabriella Lesmo al Corriere : le vaccinazioni di massa non sono innocue
– Vaccinazioni: l’appello di oltre 100 medici
 Vaxxed: dall’insabbiamento alla catastrofe. Film-documentario Usa 2016, sub ita

(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” l’8 aprile 2017)

E’ confortante vedere l’establishment euro-atlantico (o dovremmo dire una manica di guerrafondai fuori di testa ossessionati da Putin) applaudire finalmente alla presidenza Trump solo dopo il suo primo bombardamento sulla Siria. Viva soddisfazione di Killary Clinton, dell’alcolizzato Juncker, del conte-maggiordomo Gentiloni Mazzanti, e di tutta quella insopportabile pletora di idioti piddini, europeisti, Nato-fanatici che quotidianamente bercia su giornali, radio, tv e internet, incitando alla guerra aperta con Assad e poi magari a una bella guerra mondiale con la Russia.
Tanto poi a morire sono sempre i figli degli altri, mica i loro. Quindi chissenefrega e ben venga il precipitare degli eventi.

Poco importa che buona parte delle informazioni sul presunto “attacco chimico” di Assad venga dal mitico “Osservatorio siriano per i diritti umani”, consistente in un tizio che da Londra combatte la sua guerra dell’informazione contro il presidente siriano al servizio dell’intelligence britannica. Ricorda un po’ il Site di Rita Katz, una sionista che viene presa come vangelo dai media quando si parla di terrorismo islamico (salvo poi il venire fuori di evidenti manipolazioni).
E poco importa che la versione data dai russi (l’aviazione siriana avrebbe colpito un deposito di armi chimiche dei ribelli) sia stata frettolosamente esclusa da tutti i media e politici occidentali, senza neanche uno straccio d’inchiesta.
Tutti si sono sperticati ad elogiare l’attacco. Massa di idioti.
Del resto, lo diceva il giornalista tedesco Udo Ulfkotte che praticamente tutti i grandi media occidentali lavorano per la Cia, e quindi per la Nato. Ne abbiamo avuto la prova.

Ad instillare un minimo di dubbio nei nostrani mezzi di comunicazione non è servito ricordare come il gas Sarin fosse stato fornito da Obama e la Clinton ai ribelli siriani già nel 2013, e come Assad fosse stato già incolpato e poi scagionato per un presunto attacco analogo. E neppure sono servite le osservazioni di alcuni esperti, tra cui un italiano del Cnr, che hanno sollevato grandi obiezioni sul fatto che il gas usato fosse realmente il Sarin, data la mancanza di protezioni dei soccorritori.
Per non parlare delle armi di distruzione di massa sbandierate dagli Usa (e mai rinvenute) prima degli attacchi ad Iraq e Libia.
E pensare che persino alcuni commentatori del mainstream avevano giudicato “illogico” l’uso di armi chimiche da parte di Assad, in un contesto in cui la vittoria in Siria era praticamente a portata di mano.
Per cui le possibilità sono due: o il presidente siriano ha fatto una mossa incredibilmente stupida, illogica e autolesionista, o la versione russa dell’attacco a un deposito di armi chimiche ribelli è corretta.

Adesso invece il rischio di scivolare verso una guerra su larga scala è più presente che mai, per la gioia di personaggi come la Clinton e John McCain, già accusato da Trump in precedenza di voler “scatenare la terza guerra mondiale“.
Indubbiamente Trump è stato accerchiato dai falchi dell’establishment. Prima sono riusciti a costringere alle dimissioni il generale Flynn, accusato di connivenze con la Russia. Poi hanno ottenuto le dimissioni dal Consiglio di sicurezza nazionale di Stephen Bannon, il suo consigliere politico/strategico. Quindi l’attacco.
Per questo, molti analisti ritengono che il bombardamento sia stato effettuato più in chiave di politica interna (difendersi dalle accuse dei suoi detrattori, o addirittura da chiare minacce e ricatti) che in chiave di politica estera.

Secondo il giornalista Giulietto Chiesa, Trump ha avuto contro in questi mesi di presidenza sia la Cia che l’Fbi e l’Nsa, che sicuramente non hanno agevolato il suo compito. Chiesa ha anche affermato che la Cia, che a suo parere controlla i servizi segreti di tutto l’Occidente, non risponde più al presidente americano, ma a soggetti privati. E’ facile vedere in questi “soggetti privati” quel Deep State, o complesso finanziario-militare-industriale, che sembra sempre più chiaramente il detentore del vero potere. Si potrebbe aggiungere, riunito in logge massoniche sovranazionali.
E ora che il presidente “filorusso” sembra essere stato normalizzato, non resta che pregare per quel che ci riserva il futuro.

P.s. Un’ennesima nota di vergogna per l’Occidente anche in seguito alla strage di San Pietroburgo. Giornalisti ultra-mainstream si sono scoperti improvvisamente complottisti e i principali monumenti europei non hanno manifestato il minimo segno di solidarietà come per gli altri attentati. Al peggio non c’è mai fine.

(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” il 22 marzo 2017)

Lo scorso 20 marzo, in coincidenza con l’Equinozio di Primavera, è scomparso David Rockefeller, uno dei grandi burattinai della finanza globale. I media, come previsto, si sono affrettati a definirlo un “filantropo” (stessa definizione usata per descrivere George Soros, altro squalo dell’alta finanza), come se qualche ricca donazione cosmetica possa mascherare i danni compiuti nei confronti dei popoli di tutto il mondo.

Sì. perché Rockefeller è stato uno degli uomini più attivi nel promuovere una forma di governo ombra mondiale, composto da ricchissimi membri dell’elite finanziaria e industriale, in grado di condizionare in modo decisivo la politica, i principali media, la cultura e la società, attraverso una fitta rete di collaboratori che non hanno fatto altro che portare avanti la loro agenda antidemocratica e autoreferenziale.

Rockefeller, oltre ad essere un ricchissimo membro della più importante famiglia di petrolieri al mondo, e capo della superbanca Chase Manhattan Bank (poi divenuta JpMorgan Chase), è stato il fondatore del Gruppo Bilderberg e della Commissione Trilaterale, due delle associazioni mondialiste di carattere paramassonico più celebri e influenti, ai meeting delle quali hanno partecipato personaggi di spicco di ogni parte del globo.
Come abbiamo già sottolineato in questo articolo, i più importanti uomini politici della storia italiana recente sono passati dai meeting di queste organizzazioni: Mario Monti è stato presidente della Commissione Trilaterale per l’Europa; Enrico Letta è stato membro della CT così come l’ex ministro Guidi; Boschi e Gentiloni erano tra i partecipanti all’ultimo meeting della Trilaterale a Roma assieme alla presidente Rai Monica Maggioni, che è addirittura presidente della Commissione Trilaterale Italia; Lilli Gruber è presenza fissa ai meeting Bilderberg.

Insomma, un intreccio tra governo, media mainstream e queste organizzazioni private sovranazionali che dovrebbe perlomeno allarmare. E invece tutto è scivolato via, senza troppo clamore. Perché ciò che non viene detto, è che l’agenda di questi club è dichiaratamente antidemocratica e iperliberista.

Rockefeller e Kissinger, attraverso queste organizzazioni, hanno sempre cercato di reclutare esecutori per fare gli interessi degli Usa, quelli della grande finanza e dell’industria petrolifera, in primis. E per portare avanti un disegno di dominio globale.
Non è un caso che tra le file della Trilaterale ci siano anche l’ex governatore della Bce, Jean Claude Trichet, ora presidente europeo della CT (ruolo prima ricoperto da Mario Monti) e gli ex governatori della Federal Reserve Alan Greenspan e Paul Volcker.
Come dire che, oltre a decidere i primi ministri, Rockefeller riusciva a piazzare i suoi uomini anche ai vertici delle ben più prestigiose istituzioni monetarie.

Agli incontri annuali del Gruppo Bilderberg, invece, hanno partecipato negli anni  nomi italiani ben noti come quelli di Mario Draghi, Romano Prodi, Enrico Letta, Carlo De Benedetti, Lilli Gruber, John Elkann, Gianni Agnelli e il solito Mario Monti.
Per l’estero ricordiamo il neoeletto premier olandese Mark Rutte, il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, l’ex presidente della Commissione Europea José Barroso.

Secondo Daniel Estulin, autore del libro “Il club Bilderberg”, questi club funzionano come “cinghie di trasmissione”, attraverso le quali l’oligarchia finanziaria e industriale dirama i suoi ordini. Chi vuole fare carriera, è semplicemente invitato ad attenervisi: in caso contrario, si cercano nuovi referenti. La famiglia Rockefeller ha anche finanziato numerose altre organizzazioni, come l’americano Council on Foreign Relations (Consiglio sulle Relazioni Estere) e l’Aspen Institute, di cui fanno parte Giuliano Amato, Giulio Tremonti, Gianni Letta, la presidente Eni Emma Marcegaglia, il direttore generale di Enel Francesco Starace e il cofondatore della Casaleggio Associati, Enrico Sassoon.

Ma Rockefeller è anche noto per aver destabilizzato interi Stati per imporre i suoi interessi. Nel libro “Massoni” di Gioele Magaldi, Rockefeller appare come il signore incontrastato della loggia sovranazionale “Three Eyes”, gestita assieme a Kissinger e Brezinsky, e costantemente intento a dar vita a nuovi metodi per imporre la sua volontà sulle popolazioni locali, favorendo ovunque svolte autoritarie e anticomuniste: dall’Operazione Condor a base di torture e omicidi in America Latina, alla nascita della loggia P2 in Italia. Alla stessa loggia “Three Eyes”, con finalità evidentemente oligarchiche e antidemocratiche, apparterebbe anche Giorgio Napolitano.
Secondo il presidente onorario della Corte di Cassazione, Ferdinando Imposimato, il gruppo Bilderberg di Rockefeller sarebbe dietro la strategia della tensione nell’Italia del dopoguerra, in funzione anticomunista.
L’avversione di Rockefeller, della sua superloggia e della Commissione Trilaterale per la democrazia si può constatare anche nel famoso report “Crisis of democracy”, ben descritto in questo video da Messora, in cui si sostiene che la democrazia, per funzionare, necessità dell'”apatia” della maggioranza.
Ciò significa che le decisioni devono prenderle in pochi. Nello specifico: loro.

Insomma, se Rockefeller non era uno dei Signori di Questo Mondo, ci andava vicino. I più “complottisti” ritengono che fosse ossessionato dal numero 666, tanto da inserirlo nel logo della Commissione Trilaterale e nelle date dei meeting del Bilderberg.
Effettivamente il numero ricorre nella vita del miliardario: sesto di sei figli, ha avuto sei figli a sua volta. La sua data di nascita è stata il 12 giugno 1915. 12/6 = 6+6+6.

McCain isisSono ormai anni che i media sono monopolizzati, con cadenza periodica, da fatti di sangue che riguardano lo Stato Islamico. L’Isis, come Al Qaeda prima di lei, è diventata una delle principali preoccupazioni dei governi occidentali, che si chiedono come fronteggiare un nemico che sembra essere in grado di colpire ovunque, in modi imprevedibili e con grandi perdite tra la popolazione civile. Ma nel frattempo fioriscono elementi – spesso rubricati alla voce “complottismo” – che fanno sospettare che ci sia una forte complicità del “civile Occidente” con la nascita e lo sviluppo del mostro.
Con questo articolo andremo a vedere cosa c’è di vero in queste ipotesi, al di là dei sospetti privi di fondamento.

 

Hillary Clinton

Una delle prime voci che vengono in mente quando si affronta questo tema è nientedimeno che quella del candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti d’America, Hillary Clinton. La Clinton, in una intervista pubblicata il 10/8/2014 sulla rivista “The Atlantic”, ammise che la nascita dell’Isis era stata causata da un “fallimento” degli Usa nella creazione di una forza combattiva credibile contro Assad a partire dai primi spontanei gruppi ribelli, all’interno dei quali c’erano sia islamisti che laici, con tutto quello che c’è nel mezzo”. In questo “vuoto” lasciato dagli americani si sarebbe successivamente sviluppata l’Isis. La Clinton ha anche serenamente ammesso, in un’altra intervista,  l’appoggio statunitense negli anni ’80 ai mujaheddin in Pakistan e Afghanistan in funzione antisovietica, da cui sarebbe scaturita poi Al Qaeda.
Il candidato dem in quell’intervista del 2012 disse: “I nemici che stiamo combattendo oggi, noi li abbiamo sostenuti contro i sovietici“.
Due dei principali avversari dell’Occidente, quindi, sarebbero stati originati da un precedente intervento americano, finalizzato prima a combattere i russi e successivamente il presidente siriano Assad. In entrambi i casi, gli interventi americani sono poi “sfuggiti di mano”, diventando una seria minaccia per Europa e Usa.

 

Il vicepresidente americano Joe Biden e i senatori John McCain e Rand Paul

Una delle frasi che hanno fatto scalpore riguardanti l’appoggio all’Isis di Paesi amici dell’Occidente è stata pronunciata nel 2014 dal vice presidente degli Stati Uniti, Joe Biden. In un discorso ad Harvard, Biden ha accusato Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Qatar (Paesi notoriamente alleati degli Usa) di finanziare l’Isis invece di combatterla, e alla Cnn il 7 ottobre 2014 ha rincarato: “Hanno fatto piovere (i Paesi citati, nda) centinaia di  milioni di dollari e decine di migliaia di tonnellate di armi nelle mani di chiunque fosse in grado di combattere contro Assad, peccato che chi ha ricevuto i rifornimenti erano… al Nusra, al Qaeda e gli elementi estremisti della Jihad provenienti da altre parti del mondo”.

Tra gli elementi che fanno sospettare una stretta cooperazione tra Usa e Isis ci sono poi le chiacchierate foto del senatore repubblicano (e secondo alcuni commentatori “ministro degli Esteri ombra americano”) John McCain accanto a un gruppo di ribelli siriani.
Negli scatti, risalenti al 27 maggio 2013, uno degli uomini incontrati dal senatore sembra essere proprio il Califfo del terrore Abu Bakr Al Baghdadi, sebbene da più parti si siano levate voci a smentire questa identificazione.
Tra gli altri soggetti fotografati assieme a McCain ci sarebbero, secondo alcuni giornalisti, Mohammad Nour,  portavoce del Fronte al Nusra (Al Qaeda in Siria) e Salem Idriss, il capo dell’Esercito siriano libero.
McCain ha anche dovuto difendersi dall’accusa di aver incontrato Mohammad Nour, smentendo decisamente qualsiasi contatto con il guerrigliero, a causa del suo coinvolgimento nel rapimento di alcuni pellegrini sciiti libanesi.

Un altro senatore americano, Rand Paul, ha dichiarato alla Cnn che gli Usa hanno combattuto “fianco a fianco con Al Qaeda e con l’Isis“, sostenendo i ribelli che hanno affrontato i russi prima e Assad poi. Di conseguenza, anche l’espansione dell’Isis è stata il prodotto di un eccessivo intervento americano nell’area, non di una sua carenza. Paul ha anche aggiunto che “stiamo ancora fornendo armi ai ribelli radicali islamici in Siria“.

 

Edward Snowden, l’ex agente Cia Kelley e l’ex Marine O’Keefe

Il Gola profonda del Nsa Edward Snowden, tra le sue rivelazioni sul governo americano, arrivò a dire che l’Isis è stata una creazione di Cia e Mossad (uno dei servizi segreti israeliani), per difendere Israele dirigendone i nemici verso altri obiettivi, e per rovesciare il presidente siriano Assad. Persino il Califfo Al Baghdadi sarebbe stato reclutato dagli Usa nel campo di prigionia americano in Iraq di Camp Bucca, e avrebbe addestrato miliziani provenienti da tutta Europa nelle basi Nato in Turchia con la collaborazione di Cia e Mi6 (il servizio di spionaggio estero britannico).

Questa versione di Snowden è stata confermata nel 2014 dall’ex agente Cia Steven Kelley, che ha parlato in un’intervista a Press Tv della creazione dell’Isis da parte della Cia, e dall’ex Marine Kenneth O’Keefe, per il quale gli obiettivi di questa montatura sarebbero stati la formazione di un esercito in grado di spodestare Assad e l’espansione di Israele nell’area mediorientale.

Anche il generale francese Vincent Desportes, docente presso la facoltà di Scienze Politiche di Parigi, ha denunciato le responsabilità americane nella creazione dell’Isis, e il sostegno fornitogli da Paesi amici dell’Occidente come Arabia Saudita, Qatar e Turchia.

 

Usa, britannici, turchi, israeliani: metà Occidente ha aiutato l’Isis

Le evidenze però non si fermano qui. Secondo le rivelazioni di un agente della Difesa britannica al Daily Star, centinaia di militari britannici hanno collaborato attivamente con i jihadisti in Iraq e Siria. Un report delle Nazioni Unite, invece, sostiene che Israele ha aiutato i “ribelli moderati” in Siria contro Assad. Nel 2014 un deputato turco ha anche denunciato lo sbarco di armi e miliziani da navi Usa in Turchia, diretti verso gli avamposti di Al Qaeda, mentre un rapporto di Human Rights Watch ha parlato di aperta collaborazione tra la stessa Turchia (membro della Nato) e le atrocità dell’Isis.
Un professore dell’Università di Ottawa, Michel Cossudovsky, economista canadese, ha indicato in 26 punti perché lo Stato islamico è un importante alleato degli Stati Uniti.

 

I dubbi dei giornalisti nostrani

Anche tra i giornalisti italiani c’è scetticismo riguardo le mani che tirano i fili dello Stato islamico.
Giulietto Chiesa
è arrivato a definire l’Isis “Una Spectre composta da pezzi di Occidente e petromonarchie del Golfo”.
Marcello Foa invece ha parlato dell’Isis come dell’ennesimo prodotto dell’Occidente, ma sfuggito di mano“L’Occidente ha spesso appoggiato formazioni militari con logiche strumentali senza poi essere più in grado di gestire le conseguenze dei propri atti – ha detto il giornalista – Isis è solo l’ultimo esempio”. Foa ha definito “di lana caprina” la distinzione tra guerriglieri estremisti e “moderati” in Siria, e ha detto che l’Occidente non ha la “reale volontà di risolvere il problema”.
Anche Fulvio Scaglione, vicedirettore di Famiglia Cristiana, ha scritto come da tempo si conoscano le origini “occidentali” dell’Isis, commentando la strage di Charlie Hebdo e lamentando la scarsa determinazione di Usa e Ue nel tagliare le gambe al jihadismo.

“Dell’Isis e delle sue efferatezze sappiamo tutto da anni, non c’è nulla da scoprire – ha scritto Scaglione -. E’ un movimento terroristico che ha sfruttato le repressioni del dittatore siriano Bashar al Assad per presentarsi sulla scena: armato, finanziato e organizzato dalle monarchie del Golfo (prima fra tutte l’Arabia Saudita) con la compiacenza degli Stati Uniti e la colpevole indifferenza dell’Europa.
Quando l’Isis si è allargato troppo, i suoi mallevadori l’hanno richiamato all’ordine e hanno organizzato la coalizione americo-saudita che, con i bombardamenti, gli ha messo dei paletti: non più in là di tanto in Iraq, mano libera in Siria per far cadere Assad. Il tutto mentre da ogni parte, in Medio Oriente, si levava la richiesta di combatterlo seriamente, di eliminarlo, anche mandando truppe sul terreno. Innumerevoli in questo senso gli appelli dei vescovi e dei patriarchi cristiani, ormai chiamati a confrontarsi con la possibile estinzione delle loro comunità.
Abbiamo fatto qualcosa di tutto questo? No. La Nato, ovvero l’alleanza militare che rappresenta l’Occidente, si è mossa? Sì, ma al contrario. Ha assistito senza fiatare alle complicità con l’Isis della Turchia di Erdogan, ma si è indignata quando la Russia è intervenuta a bombardare i ribelli islamisti di Al Nusra e delle altre formazioni.”

 

In conclusione

Le tante prove e dichiarazioni riportate mostrano come sia legittimo perlomeno chiedersi che peso abbia avuto l’Occidente nella nascita e nello sviluppo dell’Isis. Se è vero che credere a tutto quello che gira in Rete è sicuramente superficiale, è anche vero che non è possibile ignorare una mole sempre crescente di voci – anche molto autorevoli – ed evidenze che indicano una precisa collaborazione, o unione di intenti, tra i Paesi occidentali e quello Stato islamico che dovrebbe esserne il nemico numero uno.
Scopo del giornalista dovrebbe essere cercare di capire dove stia la verità, senza farsi fermare dalle accuse, sempre pronte a fioccare, di fare del “complottismo”. E riguardo l’Isis, le zone grigie su cui fare chiarezza sono veramente tante.

 

israel-terrorist-state-320x207(Articolo pubblicato sul sito Oltre le Barricate il 27 luglio 2016) 

Sono ormai innumerevoli le stragi che si sono susseguite nelle ultime settimane in Europa, e che hanno fatto seguito a quelle perpetrate lo scorso anno in Francia. In alcune abbiamo visto il ritorno dell’Isis, che le ha rivendicate o con uomini che ne hanno dichiarato l’appartenenza; in altre gli attori sono stati “lupi solitari” non direttamente riconducibili allo Stato islamico.

Adesso, fermo restando quanto sappiamo sui finanziamenti e l’addestramento impartiti dall’Occidente allo Stato islamico, ci si chiede come sia possibile una simile ondata di massacri, operati da terroristi oppure no. Qualcuno parla di effetto emulazione, altri di impazzimento generale. Quello che si vuole sottolineare qui è come le stragi siano collegate da una costante: il coinvolgimento di personaggi legati ad Israele.

Ricordiamo tutti la “profezia autoavverantesi” di Netanyahu a un canale francese: “Se non siete solidali con Israele contro il terrorismo, il terrorismo arriverà in Francia”. Più che una profezia sembrava una minaccia. E in effetti, pochi mesi dopo, ci fu la strage di Charlie Hebdo. A riprenderla, fuori dalla redazione, c’era misteriosamente una troupe di una tv israeliana. Quando si dice il fiuto per la notizia.

Poi ci fu la strage al Bataclan. La comunità ebraica fu avvertita in anticipo che qualcosa stava per accadere, mentre l’intelligence francese non fu in grado di prevenire il secondo massacro, nonostante gli avvertimenti ricevuti dai servizi iracheni, sauditi e turchi. Anzi, fece intervenire le teste di cuoio con notevole ritardo, come testimoniato da alcuni di loro.
Interessante coincidenza: il Bataclan era gestito da ebrei, che lo avevano venduto l’11 settembre (!!!) dello stesso anno, prima di andare a vivere in Israele. I proprietari testimoniarono di avere ricevuto delle minacce in passato, fatto sta che dopo 40 anni di gestione, la terribile strage si è compiuta esattamente due mesi dopo la loro vendita, il venerdi’ 13 novembre (data rilevante per i Templari e la massoneria – che ne segue per certi versi le orme – perché coincide con quella dell’arresto dei membri dell’Ordine nel 1307, e guarda caso, in Francia).

Buona parte dei filmati e delle informazioni che vengono passate ai media su Isis e terrorismo islamico viene dal Site di Rita Katz, una sionista convinta e probabile spia del Mossad che costituisce quasi la “fonte ufficiale” delle informazioni sul tema. Salvo poi scoprire che si tratta in alcuni casi di falsi creati ad arte, come fu per il caso degli ostaggi sgozzati dall’Isis nel 2015.

Ma il caso più eclatante si è verificato di recente, con il giornalista Richard Gutjahr che si è trovato provvidenzialmente sia a Nizza per riprendere il massacro compiuto dal camion bianco di Bouhlel, sia a Monaco per assistere a quello davanti al McDonald’s.
Questi reporter israeliani hanno davvero una fortuna impressionante. Eh si, perché Gutjahr è sposato con una ex deputata israeliana e membro dell’ala più estrema del Likud, il partito di Netanyahu.

Tra l’altro non è la prima volta che un testimone si trova coinvolto in diverse stragi di seguito: questa incredibile coincidenza è avvenuta in almeno tre altri casi. Tra i testimoni del massacro di Bruxelles, infatti, c’era un ragazzo, tale Mason Wells, sopravvissuto a ben tre stragi: Boston 2013, Parigi Bataclan e, appunto, Bruxelles. E non era solo, perché pure il francese Lahouani Zihai era sopravvissuto anche al Bataclan. E per una incredibile coincidenza, tra i sopravvissuti del Bataclan c’era un tale scampato addirittura all’11 settembre. Ora, quante sono le probabilità che non una, ma ben 4 persone siano testimoni di più attentati terroristici avvenuti in diversi Stati? Sarebbe interessante il parere di uno statistico.

Un altro elemento che lega le stragi di Nizza e Monaco è il fatto che durante le prime ore si parlava di più killer o complici, mentre poi i media e le istituzioni si sono focalizzate sulle sole figure di Bouhlel e Sonboly, dipingendoli come pazzoidi solitari, anche se col passare dei giorni si stanno chiarendo le complicità di altri soggetti, per lo meno nell’organizzazione.

Se poi volessimo soffermarci anche sulle ultime stragi compiute da siriani legati all’Isis in Germania e Francia, va ricordato che Israele figura tra i principali sostenitori dello Stato islamico, assieme a Qatar, Turchia e Arabia Saudita, senza citare i Paesi occidentali quali Stati Uniti e Regno Unito. Edward Snowden afferma che l’Isis fu creata per riunire tutti i nemici di Israele, per poi indirizzarli verso altri obiettivi.

Aggiungiamo al quadro anche il legame di Israele con la grande finanza mondiale: ricordiamo che tra i principali finanziatori e sostenitori del movimento sionista ci fu fin dal principio la famiglia di banchieri Rothschild. In particolare, si veda la corrispondenza tra il massone britannico Lord Balfour e Lionel Rothschild nel 1917, oppure la donazione della Knesset, il Parlamento israeliano, ad opera della famiglia Rothschild. 

Insomma, non è difficile comprendere come un crescente odio antislamico e il clima da crociata o scontro di civiltà avvantaggi di molto la pulizia etnica israeliana in Palestina, un genocidio condannato anche da importanti intellettuali ebrei o di origine ebraica come Ilan Pappè e Noam Chomsky. L’Occidente sembra essere molto cauto nel condannare i crimini israeliani, mentre appare molto rapido a gettarsi in una crociata antislamica non appena si presenti l’occasione. Peccato che a giovarsi di questo clima di terrore siano sempre lo Stato ebraico, i guerrafondai neocoloniali, i tromboni del “Ci vuole più Europa” e i fautori di uno stato di sorveglianza orwelliano “per il nostro bene”.

Sembra che la profezia di Netanyahu si sia avverata. Ma forse si trattava più di una minaccia.

 

 

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nizza camion-2-2(Articolo pubblicato sul sito Oltre le Barricate il 17 luglio 2016)

Non è la prima volta che su questo sito ci occupiamo di stragi in Francia (sta diventando una macabra abitudine), e non è la prima volta che viene spontaneo fare delle considerazioni che spesso passano sotto silenzio nella narrazione ufficiale.Come per i precedenti massacri, quelli di Charlie Hebdo e del Bataclan, la prima cosa che viene in mente è: com’è possibile che i vertici della polizia e dei servizi segreti francesi continuino a rimanere saldamente al loro posto dopo ben tre stragi avvenute in meno di due anni sul loro territorio? Stanno operando bene secondo il loro governo e i loro cittadini?
Misteri della fede. Intanto ci piace ricordare che le indagini della procura di Lilla per la strage di Charlie Hebdo furono bloccate dal ministro dell’Interno Cazeneuve, che impose il segreto di Stato: sembra che la pista delle armi fornite ai terroristi portasse dritta ai servizi segreti francesi e ad alcuni loro collaboratori, quali Claude Hermant.
E altrettanto strana è la testimonianza di alcune teste di cuoio sulla strage del Bataclan, che hanno affermato di essere stati pronti a intervenire quella sera, ma che l’autorizzazione non fu data se non con grande ritardo.

L’ultima strage è diversa dalle altre, per il carattere apparentemente “di lupo solitario” dell’autore, anche se politici e commentatori di ogni ordine e grado si sono affrettati a dare la colpa al terrorismo islamico. La rivendicazione dell’Isis in effetti è arrivata (due giorni dopo), mentre a dire la verità l’unico ad aver parlato da subito di legami col jihadismo radicale è stato il premier Valls, e senza nessuna prova, visto che alle fonti investigative risultava che l’assassino fosse solo uno squilibrato senza legami con l’Isis, anche se con parenti legati all’estremismo islamico.
Parliamo, tra l’altro, dello stesso Valls che ha imposto la famigerata Loi Travail scavalcando il Parlamento e nonostante 4 mesi di proteste popolari. Personaggio molto affidabile.

Adesso l’Isis rivendica la strage e afferma che Bouhlel era “un loro uomo”, i politici non vedono l’ora di dare la colpa alle organizzazioni terroristiche, mentre per gli investigatori si è trattato dell’atto di un pazzo solitario, al limite influenzato dalla propaganda jihadista. A questo punto tocca distinguere.
Se si è trattato dell’atto di un folle isolato, ha poco senso prendersela con l’Islam in generale ed evocare lo scontro di civiltà. Un pazzo è un pazzo, al di là di credo, colore e etnia. Ci può essere stato un indottrinamento, ma questo è come dire che ogni bianco può compiere atti criminali su impulso di organizzazioni simili al Ku Klux Klan o ai movimenti neonazisti.

Se invece c’erano complici, allora la situazione si fa più ingarbugliata. E in ogni caso si complica in modo relativo: se, come sembra, l’assassino non era legato in modo stretto all’Isis, allora la rivendicazione dello Stato Islamico è puramente strumentale.
Se, invece, il legame con l’Isis si chiarisce e si rinforza, rimangono pur sempre forti le responsabilità occidentali nella creazione e nel supporto del mostro, come documentato fino alla nausea negli articoli precedenti sulle stragi francesi.

Sembra difficile dire che Bouhlel, come Salah, fosse un estremista islamico. Dalle informazioni che abbiamo sul personaggio, questo beveva alcol, mangiava carne di maiale, si drogava e aveva una vita sessuale disordinata. E non andava mai in moschea, come testimoniato dal fratello. Non esattamente un jihadista modello.

Inoltre c’è qualche dettaglio che fa sospettare che non si sia trattato del gesto di un pazzo solitario. Per iniziare, la cronaca ci ha raccontato di un autista che “guidava a zig zag e sparava sulla folla“. Questo appare decisamente anomalo, poiché fare le due cose insieme sembra alquanto difficile. E infatti un testimone ha detto di aver visto  “altri 3 complici” uscire dal camion. Ma questa versione è stata presto ignorata dai media, anche perché non sono spuntati fuori altri testimoni a confermarla.

Sembra anche un po’ farsesca l’idea che durante la festa nazionale un camion possa passare controlli e transenne semplicemente dicendo di consegnare gelati: successivamente ci hanno detto che invece ha sfondato le transenne. E come al solito lo stragista aveva con sé i documenti, indispensabili in ogni massacro che si rispetti, ed è stato ammazzato: nessuno viene mai preso vivo in eventi come questi, anche se si può capire la necessità di fermare ad ogni costo un camion lanciato a tutta velocità.
Ancora una volta l’assassino era noto alle forze di polizia, ma non ai servizi e non c’erano precedenti per terrorismo o militanza in gruppi radicali. C’era anche stata nei giorni precedenti un’allerta su possibili attentati con veicoli a motore.
Negli ultimi giorni, inoltre, si è diffuso in Rete un video che mostra un uomo che viene arrestato, malmenato e portato via dalla polizia accanto al camion bianco. Gli autori suggeriscono che sia Bouhlel, in realtà preso vivo.

In definitiva, sarebbe interessante capire se è effettivamente attendibile la testimonianza di chi ha parlato di “altri complici” all’interno del camion, perché a quel punto si sarebbe trattato di un commando, e non di uno squilibrato solitario. E occorre fare chiarezza sul video che negli ultimi giorni gira sul Web.
Appare inoltre molto sospetto che l’ennesima strage si sia consumata esattamente il giorno in cui Hollande aveva deciso di porre fine allo stato d’emergenza, che tanto utile si era dimostrato per reprimere i lavoratori in protesta contro la padronale Loi Travail. Ora grazie al gesto di “un pazzo”, lo stato d’emergenza sarà prorogato, con la conseguente limitazione delle libertà civili. I poteri oligarchici ringraziano, così come tutte le forze xenofobe e anti-islamiche d’Occidente.
Per non parlare del partito del “Ci vuole più Europa”, suonato a dovere con la Brexit e che ora gioisce nell’avere di nuovo un nemico comune che dia senso al progetto.

Infine, per chi ama la simbologia (tanto cara ai massoni), anche questo evento contiene coincidenze molto interessanti.
La strage è avvenuta il giorno della presa della Bastiglia, festa in cui si celebrano i valori della Rivoluzione francese, sul Lungomare degli Inglesi e a Nizza, città natale di Garibaldi. Se non fosse opera di un pazzo solitario, gli obiettivi non solo materiali, ma anche simbolici della strage si sprecherebbero.

(Aggiornamento del 27/7/2016)
A gettare ulteriori ombre sulla vicenda, ci si sono messe le pressioni dell’antiterrorismo  e della magistratura francese sul Comune di Nizza per distruggere i filmati del massacro, e quelli del ministero dell’Interno sul capo della sorveglianza locale per rivedere la sua versione sulla presenza della polizia nazionale sulla Promenade des Anglais.
Al punto tale che l’agente Bertin è diventata una specie di eroina nazionale per essersi rifiutata di mentire sulla vicenda, dichiarando che non vi erano agenti della polizia nazionale, al contrario di quanto voleva il governo.

Isis

(Articolo pubblicato su “Barricate – L’informazione in movimento“, il 10/03/2015)

La stampa mainstream è ormai campionessa indiscussa nel prendere tutto ciò che viene diffuso dai piani alti del potere e dargli risonanza come verità assoluta.

Quando poi queste “verità” vengono dall’Impero americano, allora la sudditanza è ancora maggiore.

L’ultimo caso eclatante è quello dell’Isis, lo Stato islamico diventato agli occhi dell’Occidente come il nuovo nemico da combattere, tanto da giustificare l’invio di contingenti in Iraq e Siria da diversi Paesi del mondo, compreso il nostro.

Orbene, si tratta dell’ennesima creatura americana, sebbene la stampa in mano a banche e multinazionali insista nel propinarcela come il nuovo spauracchio per i “popoli liberi”.

A dare conto delle numerose incongruenze sul caso Isis è stato soprattutto – per l’Italia – Franco Fracassi su Popoff Quotidiano, che con i suoi articoli ha messo in luce tutti i collegamenti tra lo Stato islamico, gli Stati Uniti e la Nato.

Prima è venuto fuori che Al Baghdadi e altri uomini dell’Isis e Al Qaeda si erano incontrati più volte con il senatore John McCain, esponente dei repubblicani e uomo ombra della politica estera Usa.

Poi ci ha pensato Hillary Clinton a chiarire che l’Isis è “un prodotto degli Usa, ma sfuggito di mano”. Precisamente, in un’intervista a The Atlantic, il candidato presidente dei Dem ha detto che gli Stati Uniti hanno fallito nel creare una forza militare credibile contro Assad a partire dai primi gruppi di ribelli in Siria, e che in questo vuoto si sono inseriti i jihadisti di Daesh. Dichiarazione che è andata di pari passo con l’ammissione di aver sostenuto (come Usa) i mujaheddin in Afghanistan negli anni ’80 in funzione anti russa, dai quali sarebbe nata poi Al Qaeda. Quindi, da due ingerenze americane nella politica estera di due Stati del Medio Oriente, Siria e Afghanistan, si sarebbero poi originati alcuni tra i peggiori nemici dell’Occidente, stando a quanto dice la Clinton.

In precedenza Edward Snowden, il Gola Profonda dell’Nsa, aveva rivelato i piani per la creazione dello Stato islamico, come strumento per dare agli Usa la scusa per attaccare la Siria di Assad.  Cosa che si sta puntualmente verificando, visti i recenti “cambi di strategia”.

In seguito abbiamo appreso dell’esistenza di migliaia di conti correnti dello Stato islamico presso le banche Usb e Hsbc, di cui si “servivano” in precedenza anche Al Qaeda e la Cia, dei quali Obama era a conoscenza sin dal 2008.

Persino i servizi segreti Usa non considerano l’Isis “un pericolo per l’America”, mentre esperti analisti ritengono che il vero motivo della guerra all’Isis sia intervenire sull’Iraq e la Siria di Assad.

Sono state anche trovate evidenze su soldati britannici che combattono fianco a fianco con lo Stato islamico.

Inoltre sono venute fuori rivelazioni riguardanti il trattamento di alcuni miliziani dell’Isis, vezzeggiati e coccolati nelle basi Nato in Turchia, e sui rifornimenti di armi, uomini e denaro allo Stato islamico, provenienti direttamente dagli Stati Uniti e arrivati a destinazione tramite la Turchia (membro cardine della Nato).

A questa già abbondante mole di prove vanno sommati i recenti video sospetti dei ”terroristi” (su cui esperti hanno ravvisato montature di vario genere); le informazioni su di loro provenienti in larga parte dal Site, gestito da Rita Katz, una sionista convinta (e probabile spia del Mossad); le dichiarazioni di un ex ufficiale americano, Kenneth O Keefe, e dell’ex agente Cia Steven Kelley, per i quali l’Isis è stata creata dagli Usa; e un report delle Nazioni Unite secondo il quale Israele sta collaborando con lo Stato islamico.

Insomma, la storia della guerra al terrore, ancora una volta, non regge.

Stiamo parlando dell’ennesima montatura made in Usa – Israele per giustificare un intervento militare in Iraq e Siria e per destabilizzare un governo, quello di Assad, democraticamente eletto.

Del resto la storia dei due Paesi è piena di interventi militari e di colpi di Stato targati Cia – Mossad, per detronizzare capi di governo poco graditi a Washington e Tel Aviv. Così come di organizzazioni terroristiche da loro finanziate e armate per raggiungere scopi politici.

Barricate ne ha parlato durante l’intervista a John Perkins, ex “sicario dell’economia” e ora in prima linea nel denunciare i crimini dell’Impero americano. Anche Paolo Barnard ha descritto il terrorismo di marca occidentale in modo molto puntuale nel suo libro “Perché ci odiano”.

Si tratta quindi solo dell’ennesimo tassello di un grande – e cruento – puzzle.

 

(Articolo aggiornato il 5 agosto 2016)