(Articolo pubblicato il 27 febbraio 2019 sul sito Oltre le Barricate)

Le elezioni regionali delle ultime settimane (Abruzzo e Sardegna) hanno sancito alcune importanti novità sul piano politico: il centrodestra unito stravince ovunque, il centrosinistra straperde ovunque (anche se loro sembrano contenti, il che è bene, avranno ancora molte batoste da festeggiare 😀 ), il M5S sta inesorabilmente crollando.

Il motivo di questi risultati è chiaro: la gente sta punendo duramente sia il centrosinistra per l’orrenda gestione delle politiche economiche e migratorie, tutte orientate a fare gli interessi dell’Ue e degli immigrati e MAI quelli degli italiani, sia il M5S per le mille promesse tradite: in primo piano quelle sulla libertà vaccinale e sulla linea dura verso l’Ue e l’Euro, accantonate subito dopo le elezioni del 4 marzo.
A queste si possono aggiungere la linea ambigua sull’immigrazione, a causa delle continue ed inopportune esternazioni di personaggi come Fico, l’appoggio alle lobby Lgbt di sindaci pentastellati come Appendino, Raggi e Nogarin, e le giravolte sull’Ilva di Taranto (dalla chiusura alla vendita a stranieri) e sulla Tap. Sulla Tav staremo a vedere se resteranno fermi sul No oppure tradiranno pure quest’altra battaglia.

Se le urne stanno punendo com’è giusto i tradimenti verso il popolo italiano del Pd e del M5S , il centrodestra vive il suo momento di maggiore grazia, trainato dalla Lega di Salvini. Ci teniamo a precisare che questo innamoramento è temporaneo e facile a dissolversi. Se il lavoro di Salvini su immigrazione e sicurezza è encomiabile e merita ogni appoggio (anche contro certi giudici eversori di Magistratura Democratica), non bisogna dimenticare che buona parte del successo del vicepremier è dovuto alle sue promesse contro l’Euro e contro l’obbligo vaccinale imposto dalla Lorenzin.
Ora, di recente Salvini ha più volte dichiarato di voler restare nella moneta unica nonostante le evidenze dei danni che questa comporta per l’economia italiana.
C’è chi ritiene che questa sia solo una “strategia” per evitare l’impennata dello spread.
Altri invece ritengono che effettivamente Salvini e i suoi abbiano abbandonato la guerra all’Ue e alla moneta unica per promuovere una maggiore integrazione europea (i famosi – e mai avallati dal popolo – Stati Uniti d’Europa).

Staremo a vedere: se subito dopo le Europee Salvini e i suoi non procederanno con i minibot e con l’approntamento di tutto quanto è necessario al recupero della sovranità monetaria (Banca centrale alle dipendenze della politica, ultimatum alle istituzioni europee per rivedere tutti i trattati in un senso più favorevole all’Italia pena l’uscita da moneta unica e Ue), e se prima di queste non si sarà abrogata la legge Lorenzin con contestuale affermazione del principio di libertà vaccinale (come del resto accade in numerosi Paesi europei, dove non vi è alcuna obbligatorietà), avremo la prova che anche la Lega ha detto solo tante chiacchiere acchiappa-voti, per poi dimenticarsi delle promesse una volta conquistate le poltrone.
Ci auguriamo che Salvini e i suoi vogliano conservare ancora a lungo il loro momento magico con il popolo italiano, e che il M5S voglia scongiurare la propria prossima estinzione mantenendo almeno alcune delle promesse fatte.

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