(Articolo pubblicato sul sito “Oltre le Barricate” l’8 aprile 2017)

E’ confortante vedere l’establishment euro-atlantico (o dovremmo dire una manica di guerrafondai fuori di testa ossessionati da Putin) applaudire finalmente alla presidenza Trump solo dopo il suo primo bombardamento sulla Siria. Viva soddisfazione di Killary Clinton, dell’alcolizzato Juncker, del conte-maggiordomo Gentiloni Mazzanti, e di tutta quella insopportabile pletora di idioti piddini, europeisti, Nato-fanatici che quotidianamente bercia su giornali, radio, tv e internet, incitando alla guerra aperta con Assad e poi magari a una bella guerra mondiale con la Russia.
Tanto poi a morire sono sempre i figli degli altri, mica i loro. Quindi chissenefrega e ben venga il precipitare degli eventi.

Poco importa che buona parte delle informazioni sul presunto “attacco chimico” di Assad venga dal mitico “Osservatorio siriano per i diritti umani”, consistente in un tizio che da Londra combatte la sua guerra dell’informazione contro il presidente siriano al servizio dell’intelligence britannica. Ricorda un po’ il Site di Rita Katz, una sionista che viene presa come vangelo dai media quando si parla di terrorismo islamico (salvo poi il venire fuori di evidenti manipolazioni).
E poco importa che la versione data dai russi (l’aviazione siriana avrebbe colpito un deposito di armi chimiche dei ribelli) sia stata frettolosamente esclusa da tutti i media e politici occidentali, senza neanche uno straccio d’inchiesta.
Tutti si sono sperticati ad elogiare l’attacco. Massa di idioti.
Del resto, lo diceva il giornalista tedesco Udo Ulfkotte che praticamente tutti i grandi media occidentali lavorano per la Cia, e quindi per la Nato. Ne abbiamo avuto la prova.

Ad instillare un minimo di dubbio nei nostrani mezzi di comunicazione non è servito ricordare come il gas Sarin fosse stato fornito da Obama e la Clinton ai ribelli siriani già nel 2013, e come Assad fosse stato già incolpato e poi scagionato per un presunto attacco analogo. E neppure sono servite le osservazioni di alcuni esperti, tra cui un italiano del Cnr, che hanno sollevato grandi obiezioni sul fatto che il gas usato fosse realmente il Sarin, data la mancanza di protezioni dei soccorritori.
Per non parlare delle armi di distruzione di massa sbandierate dagli Usa (e mai rinvenute) prima degli attacchi ad Iraq e Libia.
E pensare che persino alcuni commentatori del mainstream avevano giudicato “illogico” l’uso di armi chimiche da parte di Assad, in un contesto in cui la vittoria in Siria era praticamente a portata di mano.
Per cui le possibilità sono due: o il presidente siriano ha fatto una mossa incredibilmente stupida, illogica e autolesionista, o la versione russa dell’attacco a un deposito di armi chimiche ribelli è corretta.

Adesso invece il rischio di scivolare verso una guerra su larga scala è più presente che mai, per la gioia di personaggi come la Clinton e John McCain, già accusato da Trump in precedenza di voler “scatenare la terza guerra mondiale“.
Indubbiamente Trump è stato accerchiato dai falchi dell’establishment. Prima sono riusciti a costringere alle dimissioni il generale Flynn, accusato di connivenze con la Russia. Poi hanno ottenuto le dimissioni dal Consiglio di sicurezza nazionale di Stephen Bannon, il suo consigliere politico/strategico. Quindi l’attacco.
Per questo, molti analisti ritengono che il bombardamento sia stato effettuato più in chiave di politica interna (difendersi dalle accuse dei suoi detrattori, o addirittura da chiare minacce e ricatti) che in chiave di politica estera.

Secondo il giornalista Giulietto Chiesa, Trump ha avuto contro in questi mesi di presidenza sia la Cia che l’Fbi e l’Nsa, che sicuramente non hanno agevolato il suo compito. Chiesa ha anche affermato che la Cia, che a suo parere controlla i servizi segreti di tutto l’Occidente, non risponde più al presidente americano, ma a soggetti privati. E’ facile vedere in questi “soggetti privati” quel Deep State, o complesso finanziario-militare-industriale, che sembra sempre più chiaramente il detentore del vero potere. Si potrebbe aggiungere, riunito in logge massoniche sovranazionali.
E ora che il presidente “filorusso” sembra essere stato normalizzato, non resta che pregare per quel che ci riserva il futuro.

P.s. Un’ennesima nota di vergogna per l’Occidente anche in seguito alla strage di San Pietroburgo. Giornalisti ultra-mainstream si sono scoperti improvvisamente complottisti e i principali monumenti europei non hanno manifestato il minimo segno di solidarietà come per gli altri attentati. Al peggio non c’è mai fine.

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