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(Articolo pubblicato sul sito web “Oltre le Barricate” il 21/3/2016)

Da poco più di un anno è nelle edicole un’opera di indubbio interesse per tutti coloro che amano capire cosa accade “dietro le quinte” del potere.L’opera in questione è il libro “Massoni. La scoperta delle Ur-Lodges”, scritto da Gioele Magaldi, libero muratore e Gran Maestro della loggia “God – Grande Oriente Democratico”, con la collaborazione di confratelli appartenenti ad altre logge.

Ora, se il testo dovesse essere attendibile, contiene rivelazioni in grado di riscrivere la storia del mondo che conosciamo, dal settecento ad oggi.
Il problema è, appunto, l’affidabilità. Il Magaldi cita come fonti documenti che sono tenuti bene al sicuro nel segreto di diverse officine massoniche internazionali, e quindi non passibili di verifica. Fino al giorno, quindi, di una eventuale pubblicazione, ci si può solo fidare della sua parola e di quella dei suoi confratelli.

Premesso questo, il libro è indubbiamente affascinante, per la ricostruzione che fa dei principali eventi della contemporaneità sotto la lente massonica, e per una ricchissima mole di riferimenti ad articoli e libri, di autori che hanno provato a comprendere e spiegare i problemi di natura politica-economica nei quali siamo tutti attualmente invischiati.

La tesi centrale del Magaldi è quella di uno scontro in atto tra diverse logge sovranazionali (o Ur-Lodges), veri epicentri del potere contemporaneo, per il dominio del fenomeno chiamato “globalizzazione”. A suo parere le logge “progressiste”, o democratiche, avrebbero dagli anni ’60 in poi perso potere e centralità in favore delle logge neoaristocratiche, ultraliberiste e oligarchiche, che avrebbero così imposto il loro ordine in tutto il mondo a spese di welfare state, diritti umani e dell’ideale di una società più giusta ed equa.

Magaldi cita in particolare alcune logge neoaristocratiche che sono diventate le vere dominae della storia recente: e cioè, la “Three Eyes”, controllata (tra gli altri) da David Rockefeller, membri della famiglia Rothschild e Henry Kissinger; la “White Eagle”, che avrebbe strappato il potere alla prima negli anni ’80 con l’elezione di Ronald Reagan e Margaret Thatcher; e la “Hathor Pentalpha”, fondata da Bush padre e considerata la più “cattiva” in assoluto.

I membri della prima loggia sono fortemente sospettati, secondo gli autori, di omicidi come quelli dei fratelli Kennedy e di Martin Luther King, assieme ad altri esponenti di logge altrettanto neoaristocratiche, organiche di quel financial-industrial-military complex al quale periodicamente ci si riferisce quando si parla dei mandanti;
ai membri della terza sarebbero da ascrivere addirittura eventi come l’11 settembre e la creazione dell’Isis, e cioè il terrorismo finanziato e utilizzato per raggiungere obiettivi geopolitici. Secondo questa ricostruzione, persino Osama Bin Laden e il “Califfo” Al Baghdadi sarebbero stati affiliati alla “Hathor”, il cui nome rimanda, come Isis, alla dea egizia Iside.

MassoniAccanto a queste tre, una pletora di altre officine internazionali neoaristocratiche, tutte intenzionate a dominare la popolazione mondiale alla stregua di bestie, a favore del dominio di pochi “eletti”, ben incardinati nel sistema politico, economico, finanziario, militare, diplomatico, d’intelligence e mediatico.

Ma le rivelazioni di Magaldi e dei suoi confratelli non si fermano qui: la stessa crisi economica sarebbe stata scientemente indotta da massoni oligarchici per realizzare immensi profitti speculativi sulle nazioni in crisi, e per imporre un nuovo ordine neofeudale in Europa, con conseguente cinesizzazione del mercato del lavoro.
La distruzione del welfare state, dei diritti dei lavoratori, la disoccupazione crescente, la precarizzazione del lavoro, il crollo dei salari e nel frattempo l’aumento dei privilegi e della concentrazione della ricchezza in poche mani, sarebbero effetti del tutto voluti dagli esponenti delle logge massoniche dominanti, di orientamento ultra liberista. La stessa Unione Europea sarebbe stata fin dall’inizio parte di questo disegno oligarchico, con le sue istituzioni tecnocratiche e il suo deficit di democrazia.

Secondo Magaldi il vero potere è decisamente massone, e sono queste logge oligarchiche e sovranazionali ad avere creato e manovrato istituzioni come il Bilderberg, la CommissioneTrilaterale, il Consiglio sulle Relazioni Estere americano e tante altre.
Sono numerosi i nomi dei “grembiulini” citati nell’opera, del passato e del presente, accanto alle superlogge (o Ur-lodges) di appartenenza: Mario Draghi, Giorgio Napolitano, Angela Merkel, Barack Obama, Osama Bin Laden, Al Baghdadi, Mario Monti, persino Vladimir Putin, Lenin e un papa, Angelo Roncalli. Tra gli esponenti più celebri della massoneria internazionale progressista, figurerebbero anche Franklin Delano Roosevelt, Gandhi e Martin Luther King.

Tra le tante alchimie fuoriuscite dalle officine massoniche oligarchiche in passato, ci sarebbero anche la creazione del nazismo in Germania, del fascismo in Italia, la P2 e una serie infinita di colpi di Stato; tra quelle delle officine progressiste, la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, il New Deal e tutti gli interventi per estendere i diritti civili.

Adesso, dopo un periodo di “pax massonica”, il fronte progressista starebbe tornando a reagire contro i confratelli oligarchici, in nome di un governo della globalizzazione più equo, e la pubblicazione dell’opera farebbe parte di questa strategia.

massoni_cappucciNel comporre il libro, Magaldi si è avvalso della collaborazione di confratelli provenienti anche da logge neoaristocratiche e cita brani estratti da un gran numero di testi, tra cui quelli di Paolo Barnard, Nino Galloni, Daniel Estulin, John Perkins, tutti intervistati anche dalla rivista “Barricate”.

A questo punto si sarebbe tentati di vedere l’autore come un nuovo Prometeo, portatore all’umanità dei più reconditi segreti del “back-office del potere” – come lo chiama lui – se non fosse per alcune incongruenze.

La prima: nel denunciare il complotto delle logge massoniche oligarchiche nella ridefinizione degli equilibri mondiali, Magaldi non spende neanche una parola sulla questione israeliana, in termini critici. Nel senso: l’operato di Israele non è mai messo in discussione, e in alcune interviste l’autore afferma di essere a favore del sionismo.
Ora, sembra difficile che un vero democratico e progressista come il Magaldi dice di essere, con la sua cultura, possa avallare il genocidio e la colonizzazione in atto da più di 70 anni in Medio Oriente ad opera degli israeliani, così definiti (genocidio e colonizzazione) da parte di intellettuali ebrei o di origine ebraica come Ilàn Pappè e Noam Chomsky. Questo sembra avvalorare la tesi per cui sia la massoneria “oligarchica”, sia quella “democratica” siano decisamente a favore dell’opera di progressiva conquista della Palestina da parte degli israeliani, a scapito degli abitanti di origine araba. E questo spiegherebbe come mai i grandi media occidentali e i principali partiti politici diano una visione del conflitto scandalosamente sbilanciata dalla parte sionista. Del resto in alcuni libri che studiano il fenomeno massoneria come “Il tempio e la loggia” di Leigh e Baigent, si afferma come l’istituzione sia derivata (anche) dall’Ordine dei Templari.
Questo spiegherebbe l’accanimento con la questione palestinese, e nel frattempo la preponderanza del settore finanziario al suo interno (i Templari furono i primi banchieri internazionali e diedero un impulso essenziale allo sviluppo del capitalismo moderno).

Magaldi

L’autore del libro, Gioele Magaldi

La seconda incongruenza riguarda gli Stati Uniti d’Europa. Ebbene sì, proprio il Magaldi che si erge a difensore dei popoli oppressi dalle logge cattive, e a restauratore di un sistema economico neokeynesiano e democratico, si dice a favore della creazione di un superstato europeo, ma con “eurobond, un Parlamento che legiferi veramente e istituzioni elette e rappresentative”.
L’autore dimentica che il progetto Stati Uniti d’Europa, decisamente voluto da confratelli massoni di ogni nazione, non è in realtà mai stato accettato dai popoli europei, che hanno bocciato ai relativi referendum sia la Costituzione Europea che il Trattato di Lisbona alla sua prima ratifica. Solo dopo molte pressioni e una nuova consultazione, l’Irlanda si decise a far passare il nuovo trattato, che non fu più neanche sottoposto al referendum negli altri Paesi europei.
Una simile mancanza di democraticità non può essere sanata andando nella direzione di degli “Stati Uniti d’Europa buoni” ( cui non crede più nessuno se non i massoni stessi che ci guadagnano), ma solo smantellando tutto l’impianto europeo per poi eventualmente rifondarlo su basi più democratiche (una volta riprese tutte le sovranità statali, ivi comprese quella monetaria). Anche qui la “democraticità” del massone Magaldi sembra decisamente vacillare, a favore dei vecchi e oligarchici progetti dei suoi confratelli, che hanno già causato fin troppe sofferenze al Vecchio Continente.
Del resto già individui come Mario Monti affermavano che la crisi era il modo migliore per fare accettare alla gente una più stretta unificazione europea, quindi in tal modo si andrebbe esattamente in quella direzione.

Terza incongruenza presente nel libro: il numero delle pagine del testo. Dopo che per tutto il volume l’autore ci ha spiegato l’ossessione dei massoni per numeri, date e simbologie, ci si accorge che il libro in questione consta di ben…666 pagine.
656 di testo, più altre 10 in coda aggiunte dall’editore Chiarelettere.
Un numero un tantino sospetto per un gruppo di massoni “progressisti, democratici e ben intenzionati a far valere i diritti umani”.

Alla fine della fiera, il sospetto è che una parte della massoneria si sia costituita in una loggia speciale (il God, Grande oriente democratico) e abbia pubblicato il libro per catturare quella parte di intellettuali e di società civile che da tempo stanno denunciando il lato oscuro della Ue, dell’impero statunitense, dei tanti circoli in cui l’”elite” si riunisce e di questioni come quella palestinese, per ricondurli su più miti consigli e su posizioni più gradite. Anche il recente tentativo del Movimento Roosevelt (nato dal God) di attirare il M5S nel sostegno alla candidatura di Nino Galloni a sindaco di Roma, sembra ricadere in questo schema (con tutta la stima per la persona di Galloni, peraltro intervistato da chi scrive per “Barricate”).

Se invece le intenzioni di Magaldi e i suoi dovessero essere veramente sincere e democratiche, lo invitiamo a rivedere alcune posizioni  sulla questione israelo -palestinese e sulla prosecuzione verso quel suicidio che sono gli Stati Uniti d’Europa, e a favorire il ritorno della vera e sostanziale sovranità nelle mani dei popoli europei, usurpata dai suoi confratelli da Maastricht in poi.

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