Cia lie

(Articolo pubblicato su Barricate – L’informazione in movimento il 25/3/2015)

Sono tanti gli aspetti controversi della strage del 7 gennaio alla redazione del Charlie Hebdo, ma alcuni punti – a mio parere – non sono stati rimarcati a sufficienza.

Per iniziare c’è l’elemento assolutamente non secondario della presenza dell’economista francese Bernard Maris tra le vittime, un banchiere della Banque de France che poco tempo prima aveva fatto luce sul meccanismo truffaldino della creazione della moneta e sulla necessità di ridurre il debito dei Paesi europei per non fare la fine dei Paesi africani. Ce n’era abbastanza per farlo fuori, seconda la logica di poteri che stanno trascinando un intero continente nella schiavitù con l’arma del debito.

Poi c’è la Siria, che sarebbe il luogo di provenienza dei fratelli Kouachi e il luogo in cui si sarebbe rifugiata la complice sfuggita, Hayat Boumeddiene. I due franco-algerini si sarebbero addestrati in uno degli “stati canaglia” di Washington, sarebbero stati affiliati ad Al Qaeda e il loro “collaboratore”, Amedy Coulibaly, avrebbe fatto parte dell’Isis. Questa insistenza con la Siria è sospetta, almeno se vogliamo prestare attenzione a quanto diceva Edward Snowden, secondo il quale l’Isis fu creata dagli Usa per avere un esercito in grado di spodestare il regime di Assad.

Il fatto che i due fratelli si fossero addestrati in Siria e la loro collaboratrice si sia rifugiata lì, puzza tantissimo di operazione per legittimare nuovi interventi militari nei confronti di Damasco. Tanto più che l’incredibile dimenticanza dei documenti di identità dei sospettati nell’automobile sembra essere la prova di un intervento dei servizi segreti per dirigere le indagini verso obiettivi di comodo, come già accaduto nel caso dell’11 settembre.

Poi va aggiunta la presenza degli israeliani. Il vicedirettore di una tv israeliana, Amchai Stein di IBA Channel 1, era provvidenzialmente presente nel teatro della strage, e Netanyahu ha subito inviato uomini del Mossad ad aiutare l’intelligence parigina. Indubbiamente un’ondata anti-islamica è vista con grande favore dallo Stato ebraico per continuare le sue operazioni di pulizia etnica in Palestina, così come il darsi un’immagine da “protettori dell’Occidente”.

A far crescere i dubbi sulla autenticità di quanto ci è stato raccontato dai media contribuiscono anche: il filmato dello sparo al poliziotto inerme, in cui non c’è la minima traccia di sangue ; gli stragisti che hanno girato a lungo intorno al luogo della sparatoria gridando Allah Akbar, tanto per ribadire al mondo di essere islamici; la mancata protezione ad un obiettivo sensibile sul cui pericolo i servizi francesi erano stati allertati; il fatto che gli stessi accusati fossero sotto il controllo dei servizi da anni e tuttavia siano riusciti a portare a termine indisturbati la loro missione, riuscendo persino a circolare per i due giorni successivi nella capitale senza particolari difficoltà; la svista clamorosa sull’altro ragazzo accusato di essere l’autista dei fratelli Kouachi, e che poi in realtà si trovava tranquillamente a scuola (il che lascia molti dubbi sul fatto che i terroristi fossero effettivamente quelli raccontati dai media) ; il fatto che tutti gli autori della strage siano stati uccisi invece che catturati, impedendo loro di raccontare tutti i retroscena del gesto.

Altro elemento molto inquietante è il “suicidio” di un ufficiale della polizia giudiziaria che stava indagando sul caso, mentre una giornalista francese sopravvissuta al massacro avrebbe testimoniato che uno dei killer aveva gli occhi blu, e quindi non poteva essere uno degli accusati.

Uno dei primi a sollevare dubbi sull’accaduto è stato Aldo Giannuli, ripreso dal blog di Grillo, che ha rilevato fin da subito numerose incongruenze.

Recentissima è poi la rivelazione del settimanale francese “L’Obs”, secondo il quale uno dei fratelli Kouachi sarebbe stato praticamente cieco.

Tutto ciò porta a ipotizzare una montatura per togliere di mezzo un personaggio scomodo all’elite finanziaria (Bernard Maris) e nel contempo rilanciare l’odio e la paura antislamici, per favorire nuove guerre al terrore in Siria e in altri “stati canaglia” e per attenuare le critiche occidentali verso l’operato di Israele in Palestina. Effetti collaterali potrebbero essere le limitazioni dei diritti civili e nuove misure “anti terrorismo”, che torneranno utili alla creazione di uno stato di polizia caro ai poteri forti.

Il tutto per far dimenticare che, da decenni, le peggiori operazioni terroristiche sono state finanziate e dirette da Stati come gli Usa, la Gran Bretagna e Israele, a loro volta al servizio dei grandi capitalisti.

Ma per raggiungere questo livello di comprensione occorre restare lucidi e cercare di informarsi come si deve.

E’ molto più facile, invece, sbandierare che “Io sono Charlie” e magari tuonare contro il pericolo musulmano, come vediamo fare in questi giorni da giganti del pensiero come i Salvini e i Le Pen.

 


FF2It is possible to find many articles on the Web about the shadows around the massacre at the Charlie Hebdo’s editorial office in Paris, but some elements have not been highlighted enough, in my opinion.

In the beginning there is the – absolutely not secondary – presence of Bernard Maris among the victims, a banker of the Banque de France, who some time ago was denouncing the deception of the creation of money by the banks and the need for European countries to cut the debts, in order to avoid a fate like that of some African countries. It was enough to eliminate him, following the logic of powers who are bringing a continent to slavery with the weapon of debt.

Then there is Siria, the country where the Kouachi brothers were from, and where Amedy Coulibaly’s girlfriend, Hayat Boumeddiene, would have hidden some days after the massacre.

The two french-algerian brothers would have trained themselves in one of the “worst enemy” of Washington, would have been part of Al Qaeda and their “ally”, Coulibaly, would have been part of Isis. This insistence with Siria is suspicious, at least if we want to lend a ear to Edward Snowden, who said that the Isis was created by the USA to have an army to remove the democratically elected president Assad from Siria. All of this seems an operation to justify new military actions in Siria, with the excuse of defending the West from terrorism. Also the incredible inattention of the Id cards of the suspected terrorists left behind in the car, appears to be the proof of the intervention of some intelligence who wanted to blame some scapegoats, as for 9/11.

Then there is Israel. The vice-director of an Israeli television, Amchai Stein of IBA Channel 1, was incredibly present at the moment of the massacre, while Netanyahu quickly sent agents of Mossad to help the French intelligence. It is understood that a wave of anti-islamist hate is very useful for the Israeli president, in order to continue his genocide in Palestine, and to give himself the image of “protector of the West”.

More elements let the doubts grow about the official version of what happened: the video of the shooting of the cop, in which there is no trace of blood; the killers who lingered around the place of the massacre, shouting “Allah u Akbar”, just in case people didn’t understand they were Muslims; the lack of protection of a target considered sensitive, and on which the French intelligence had been alerted; the fact that the same suspects were under the control of the intelligences since years, and anyway were able to reach their goal without problems, even wandering around Paris for the next two days; the incredible error about the identity of the third man, a 18 years old considered the driver of the Kouachi brothers, who instead was peacefully in school (and this casts many doubts whether the terrorists were really the ones reported by the media); the fact that all the murderers had been killed instead of being captured, preventing them from unveiling the reasons and detalis of their gesture.

Another disquieting element is the “suicide” of a French police officer who was investigating on the case, while a French journalist who survived the massacre witnessed that one of the killers had blue eyes, so he could not have been one of the suspects.

One of the first in Italy to cast doubts on what happened was Aldo Giannuli, quickly reported by the blog of Beppe Grillo.

All this leads to hypothesize a false flag to eliminate a man not welcome by the financial elite (Bernard Maris), and in the meantime relaunch anti-muslim hate and fear, to push for new “wars on terror” in Siria and other “rogue States” and to diminish the western criticism towards the actions of Israel in Palestine. Collateral effects could also be the limitations of civil rights and new measures against terrorism, which will be useful for the creation of a repressive state, desired by the strong powers.

All this to let the people forget that, since decades, the worst terroristic operations have been led by countries like USA, UK and Israel, at the service of the big capitalists.

But to reach this level of understanding it is important to stay lucid and try to inform ourselves in the best way.

It’s very much easier, instead, waving that “I am Charlie” and bark against the “Islamic threat”, as we are watching many people do in these days.

Annunci