Euro burn(Articolo pubblicato su “Informare per resistere” il 11/01/2014)

La difesa dell’Euro da parte della cricca democristiana/massonica al potere e dei giornalai al loro guinzaglio ha assunto ormai caratteri ridicoli.

L’ultimo è stato Renzi, inutile ultimo segretario di un inutile partito, che vorrebbe spacciarsi per “il nuovo” difendendo a spada tratta la moneta unica, così come gli inceneritori, la privatizzazione dell’acqua, la precarizzazione del lavoro e il modello Marchionne.

Questo arroccamento a difesa di una moneta unica ormai screditata da sempre più economisti e divulgatori, diventerà presto un dolorosissimo boomerang sia per i politici che per i giornalisti che hanno cercato di insultare l’intelligenza del popolo italiano insistendo sulla necessità del male.

Perché che l’Euro sia un male per l’Italia è ormai un fatto assodato: non lo dicono “facinorosi”, “populisti” e tanti altri che hanno subito le etichette che questi scriteriati hanno appiccicato loro, ma ben 6 premi Nobel per l’Economia. Un piccolo esercito.

E nello specifico: Paul Krugman, Joseph Stiglitz, Amartya Sen, James Mirrlees, Christopher Pissarides. Il sesto è Milton Friedman, anche se per motivi diversi, trattandosi del padre del neoliberismo.

Tutti loro hanno ravvisato come all’Italia la moneta unica non convenga, che sia un disastro da abbandonare al più presto, se non si vuole ridurre ulteriormente alla fame e alla disperazione il popolo italiano. E si vanno ad aggiungere alle stesse considerazioni di economisti nostrani quali Nino Galloni e Alberto Bagnai, e di Paolo Barnard con la scuola economica Memmt.

Insomma: il gioco è scoperto, ma se ancora tanta gente non apre gli occhi è proprio per la incredibile testardaggine dei politici (specialmente del Pd, primo artefice del nostro ingresso nell’Euro) e dei giornalisti loro servi, nello spaventare la gente con improbabili “catastrofi” in caso di uscita dalla moneta unica. Tant’è che i pareri di questi luminari dell’economia, per quanto importanti, sono stati riportati solo dal Sole 24 ore.
Tutte le altre testate di una certa grandezza (Corriere, Stampa, Repubblica, Fatto Quotidiano, ecc.) si sono volentieri astenute.

Per chi volesse approfondire i modi migliori per uscire dall’Euro, tornare alla moneta nazionale ed evitare problemi, ci sono le politiche previste da Alberto Bagnai ne “Il tramonto dell’Euro”, ci sono le ricette di Paolo Barnard e di Warren Mosler, ci sono le idee di Nino Galloni: insomma, c’è tutta una serie di proposte da vagliare per gestire la transizione verso il ritorno alla sovranità monetaria.

Ma una cosa è certa: la prima cosa da fare è spazzare via l’attuale classe politica al governo, riconoscere i principali giornali per quello che sono, cioè organi al servizio della politica e delle principali banche/industrie, e procedere per dar vita ad uno stato di cose finalmente utile alla collettività. Nel rispetto della Costituzione e, ancor prima, del bene comune.

euro-bruciaThe defense of the Euro by the catholic/masonic crew in power, and by the journalists at their service, has assumed ridiculous characteristics.

The last one has been Renzi (Democratic Party), useless secretary of a useless party, who would introduce himself as “the hero of the new politics”, defending the unique currency, the incinerators, the privatization of the water, the extreme flexibility of the jobs and the Marchionne model.

This stubborn defense of a currency more and more discredited by economists and intellectuals will become soon a painful boomerang for politicians and journalists who insisted on the necessity of the evil.

Because is now certain that Euro is evil: it is not populist – or violent – leaders who say this, but 6 Nobel prizes for economy. A small army.

And to be precise: Paul Krugman, Joseph Stiglitz, Amartya Sen, James Mirrlees and Christopher Pissarides. The sixth is Milton Friedman, but for different reasons, being the father of neoliberism.

Everyone of them noticed that the Euro is not convenient for Italy, that it is a disaster to abandon as soon as possible, if we don’t want to reduce furthermore to hunger and desperation the Italian people. And they add to the same observations of Italian economists such as Nino Galloni and Alberto Bagnai, and of the journalist Paolo Barnard with the economic school Memmt.

We can say that the game is discovered, but if many people still don’t open their eyes is because of the incredible stubbornness of the politicians (especially those of the Democratic Party, first responsible of our entrance in the Eurozone) and of their servants journalists, who keep on scaring the people with unlikely disasters in case of exit from the common currency.

In fact the comments of these stars of the economy have been reported in Italy just from the economic newspaper “Sole 24 ore”. All the other big newspapers (Corriere della sera, La Stampa, Repubblica, Il Fatto Quotidiano) have totally ignored them.

For the people who want to know more about the best way for Italy to go out from the Euro, return to the national currency and avoid problems, there are the policies proposed by Alberto Bagnai in his book “Il tramonto dell’Euro (The sunset of the Euro)”, there are the measures of Paolo Barnard and Warren Mosler, there are the ideas of Nino Galloni: in the end, there is a series of proposals to consider in order to return to the money sovereignity.

But one thing is sure: the first thing to do is to completely replace the current political class in power, recognize the principal newspapers for what they are, that is organs at the service of the politics and of the principal banks/corporations, and go on to give life to an order of things finally useful to everybody. In the respect of the Constitution, and even before of the common good.

Annunci