Corteo movimenti in centro Roma, 'casa e reddito per tutti'Post apparso su “Informare per resistere” il 22/11/2013.

“Se ne sente sempre più il bisogno. Di fronte all’indifferenza della classe politica e agli abusi del settore bancario-industriale internazionale, fermamente intenzionato a mantenere la sua supremazia ignorando la tragedia di milioni e milioni di persone colpite in Europa e negli altri continenti dalla crisi economica e dall’erosione dei diritti, non resta ai membri dei movimenti, italiani ed europei, e ai comuni cittadini, che unirsi in un coordinamento nazionale ed internazionale dei movimenti, allo scopo di unire le forze nelle battaglie comuni e nel frattempo esprimere una rappresentanza che possa portare le istanze all’interno delle istituzioni, con l’ambizione di arrivare al governo e con larga maggioranza.

Non è possibile infatti limitare la protesta a cortei e scioperi, per quanto partecipati, e ad azioni che non portino a cambiare lo status giuridico-economico esistente.

Per questo si invitano tutti i movimenti in lotta su istanze civili e ambientali ad unirsi non solo nei cortei ma anche in un soggetto politico che possa quanto prima partecipare alle elezioni di ogni grado, e portare le istanze dei cittadini all’interno delle istituzioni nazionali ed europee.

Questi, a parere di chi scrive, dovrebbero essere alcuni dei principi cardine in cui questa Unione dei movimenti dovrebbe riconoscersi:

  1. La concreta attuazione dei principi costituzionali, volutamente ignorati finora dalla classe dirigente politico-industriale-bancaria, che ha potuto così continuare a difendere i propri privilegi a danno del popolo;
  2. La selezione delle persone e delle idee migliori, sia intellettualmente che moralmente, che devono occupare i posti di maggiore responsabilità e coordinamento. Diversamente, si ricade negli stessi difetti della vecchia politica e non c’è miglioramento sostanziale;
  3. L’implementazione nella Costituzione italiana dell’art. 25 comma 1 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo nel suo complesso: “Ogni individuo ha il diritto ad un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, alle cure mediche e ai servizi sociali necessari, ed ha diritto alla sicurezza in caso di disoccupazione, malattia, invalidità, vedovanza, vecchiaia o in ogni altro caso di perdita dei mezzi di sussistenza per circostanze indipendenti dalla sua volontà”; Movimenti
  4. L’abbandono dell’Euro, l’uscita dall’Ue o la radicale rinegoziazione dei Trattati europei nell’interesse del popolo italiano, la nazionalizzazione della Banca d’Italia e il ritorno della stampa di moneta nazionale nelle mani dello Stato, in modo da poter finanziare liberamente le necessità di famiglie e imprese senza vincoli esterni;
  5. Il rafforzamento della tutela dell’ambiente, attraverso il riconoscimento dei Diritti della Terra e l’equiparazione dei gravi crimini ambientali ai crimini contro l’umanità;
  6. Il rafforzamento degli strumenti di democrazia diretta, permettendo a tutti i cittadini la possibilità di esprimersi e di essere ascoltati, e di poter così condizionare nel concreto le politiche pubbliche. Introduzione dello strumento della revocabilità dei rappresentanti dei cittadini (a livello comunale, regionale, nazionale ed internazionale) qualora questi mettano in atto comportamenti non graditi dalla comunità. Controllo dei rappresentanti all’interno delle istituzioni tramite gli strumenti offerti dalla tecnologia;
  7. Ritorno della produzione di beni e servizi di importanza fondamentale per la collettività in mano pubblica, o coordinati dal settore pubblico, in modo da garantire a tutti i cittadini la possibilità di usufruirne gratuitamente o a costo irrisorio. Rafforzare i controlli pubblici sulle attività private in modo che queste effettivamente si svolgano nel rispetto dell’ambiente, della salute pubblica e del bene comune, e non condizionino le istituzioni per favorire i propri interessi in contrasto con l’interesse pubblico.

Questi sono alcuni dei principi che, a parere di chi scrive, dovrebbero ispirare una Unione dei movimenti.

È evidente che, data l’interrelazione tra l’ambito nazionale e la comunità internazionale, è necessario che questa Unione si rapporti a Unioni di movimenti simili in altre parti del mondo, in modo da coordinare le lotte e le istanze transnazionali. Solo in questo modo è possibile riportare il governo della globalizzazione nelle mani dei popoli, togliendolo alle caste bancarie, industriali e politiche.”

Annunci