TsunamiAll’indomani delle elezioni, mentre tutti si lamentano per l’ingovernabilità, per il ritorno di Berlusconi, per la pessima figura fatta di fronte agli altri Paesi e quant’altro, chi scrive è profondamente soddisfatto.

Perché questo voto non rappresentava solo una consultazione su chi manderà avanti l’Italia nei prossimi anni. La posta in gioco era molto più alta.

Il Financial Times ha colto il significato del voto meglio di chiunque altro, scrivendo che gli “italiani arrabbiati inviano avvertimenti contro l’austerity“.

Ed è esattamente di questo che si trattava. Di mandare un segnale, forte e chiaro, che dicesse ai poteri internazionali, politici, economici ed occulti, che l’Italia le misure che hanno ridotto la Grecia ai minimi termini non le vuole.

Che l’Italia si è stancata di essere governata dal Bilderberg tramite Mario Monti e tramite il fedele sodale liberista Bersani.

Che l’Italia non vuole essere schiava del giudizio dei mercati e dello spread, così come delle imposizioni dell’Unione Europea.

E che l’Italia, fondamentalmente, vuole che torni ad essere messo al primo posto il benessere dei cittadini e non quello di banche e istituzioni.

Così va riassunto il voto. Un voto di pancia, di rabbia, fatto per spazzare via quelle forze che hanno cercato di piegare la Nazione ai loro egoistici voleri.

Il Bilderberg era a Roma a novembre. Alla riunione c’erano tutti: esponenti del governo, della politica, dell’editoria, del mondo industriale, tutti insieme appassionatamente. A decidere come gestire le proteste che sempre più di frequente venivano organizzate da collettivi studenteschi, sindacati, gruppi di lavoratori e cittadini stufi. E che futuro dare all’Italia.

Il voto “di protesta”, a Grillo e Berlusconi (anche lui vittima dello “spread” e considerato troppo tentennante sulle misure lacrime e sangue verso gli italiani) è stato un segnale fortissimo, e chiaramente recepito a livello internazionale.

Adesso, la sfida è vedere se i grillini saranno in grado di mantenere la rotta sulle buone intenzioni con cui sono partiti. E se dagli spettacoli in piazza del comico genovese possa nascere una nuova classe dirigente in grado di incidere veramente sul Paese e nel modo migliore. Trasformando il movimento dal “partito di Internet” trainato dalla figura carismatica di Grillo, in una forza politica consapevole e capace di impuntarsi sulle riforme necessarie. E soprattutto, composta da persone con la schiena dritta.

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