ChiacchiereArrivano le meravigliose elezioni 2013, e ci si chiede chi votare tra un nugolo di mali maggiori. Cosa scegliere tra Sauron Monti, Saruman Bersani e Darth Berlusconi? Indubbiamente c’è l’imbarazzo della scelta.
Grillo appare come un fattore di rinnovamento, ma qualche ombra viene dall’eccessivo peso al web dato da Casaleggio & co. Vendola è con Bersani, quindi non fa testo. La Lega è la Lega, e tanto basta. Votare per l’Udc è come votare per il ritorno dello Stato Pontificio, quindi fate voi. Forse un’alternativa interessante può venire da Ingroia, ma anche qui sembra di vedere un nuovo Di Pietro, legalità e poco altro. E soprattutto, nessuno dei temi veramente importanti. Perché più del CHI votare, ritengo importante individuare per COSA votare.

Io personalmente ritengo sia importante votare CONTRO alcuni concetti innanzitutto: contro l’Unione Europea, contro l’Euro e contro l’asservimento dell’Italia ai poteri economici e politici esteri. E in seconda battuta votare PER qualcosa: per la riappropriazione della sovranità monetaria, per la riappropriazione della sovranità popolare e per la gestione pubblica di quelle risorse più necessarie al bene comune.

Perché tanto astio verso l’Unione Europea? Perché l’appartenenza all’Unione e l’ingresso nell’Euro ci hanno consegnato al dominio di un gruppo di aziende, banche, Stati ed enti stranieri. Stati come Francia e Germania pesano sull’Europa e sulle sue politiche, influenzando potentemente anche l’operato della Banca Centrale Europea (di cui detengono il 47% del capitale). Il Mercato Unico sta strangolando le economie locali e più deboli. Il Fondo Monetario Internazionale (su cui gli Stati Uniti hanno potere di veto), d’accordo con gli Stati più forti d’Europa (di cui sopra), decide le condizioni dei prestiti agli Stati più indebitati. La mancanza di moneta propria, più il Fiscal Compact, fanno sì che gli Stati più disastrati non possano intervenire stampando moneta oppure spendendo a deficit per rilanciare l’economia locale, aggravando così lo stato delle aziende e delle famiglie, che si trovano senza paracadute. Il tutto per la folle necessità di mantenersi nei parametri di Maastricht, e di rientrarvi nei prossimi 20 anni, necessità figlia di un patto scellerato sottoscritto quando di crisi non ce n’era neanche l’ombra.

Aggiungetevi l’opinione di Paolo Barnard, che nel suo “Il più grande crimine” afferma che l’Unione e l’Euro sono parte di un progetto portato avanti negli ultimi 60 anni dalle elite francesi e tedesche (ma non trascurerei gli Stati Uniti) per controllare l’Europa, elite ben rappresentate in club come il Bilderberg, l’Aspen Institute, la Commissione Trilaterale e il World Economic Forum di Davos.

(A pagina 45 del Pdf un elenco di personalità del mondo politico ed economico che hanno fatto e fanno parte di questi club).

Ne consegue che, per riportare l’Italia e l’Europa alla vera democrazia, non resta che uscire dall’Euro, uscire dall’Unione Europea, riprendere la sovranità monetaria e poi quella popolare, sia politica che economica.
Questa come condicio sine qua non. Poi la mia forma di governo ideale è una democrazia diretta “illuminata” (cioè in cui il bene comune e le idee migliori prevalgano sugli egoismi di parte), ma per quello credo bisognerà pazientare ancora un po’.

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