La situazione in Europa va bene, benissimo.
Se si arriva a scomodare il Maestrone significa che siamo veramente in condizioni poco invidiabili.
La facilità con cui i progetti euro-bancari vanno avanti nonostante le ormai quotidiane proteste dell’intero Mediterraneo è impressionante.

Dopo la decisione della Corte Costituzionale tedesca e il conseguente via libera all’Esm si è messo definitivamente in moto il micidiale nuovo corso europeo: i Paesi indebitati potranno chiedere aiuto al nuovo fondo, che prende il suo denaro dagli stessi Stati europei in rapporto alle quote di partecipazione di ciascuno alla Bce. La dotazione iniziale dell’Esm è di 500 miliardi di euro, ma molto probabilmente in futuro questa sarà incrementata. Sugli aspetti negativi dell’Esm ho già scritto in questo post, basti dire che un organo centralizzato e composto dai ministri delle finanze europei con la supervisione di Bce e del Commissario europeo per gli affari economici potrà prendere dagli Stati il denaro necessario ad aiutare i Paesi in crisi tutte le volte che sarà necessario, nella totale insindacabilità.
Per quegli Stati i cui titoli non verranno acquistati sul mercato primario dall’Esm, potrà intervenire sul secondario la Bce, a condizione di dettare poi la linea economica allo Stato interessato nè più nè meno di quanto faccia la Troika (UE, Bce, Fmi) in Grecia. Sugli interventi della Bce, come su quelli dell’Esm, ci sarà la costante “osservazione” del Fondo Monetario Internazionale.

E fin qui sono cose abbastanza note. Lo spread diminuisce perché sembra che la situazione in Europa sia economicamente più sicura e che con questo doppio “firewall” gli Stati europei possono dormire sonni tranquilli contro gli speculatori, così tutti sono felici e contenti. In realtà non è così semplice.

Il prezzo della sicurezza degli Stati dalla speculazione sta esattamente nella cessione della loro sovranità a questi tre enti: UE (delegando a Bruxelles sempre più decisioni che dovrebbero essere di competenza statale), Bce (con Francoforte che detta le condizioni agli Stati per i prestiti e in più opererà la funzione di vigilanza bancaria su più di 6000 banche europee, o unione bancaria) e Fmi (che ha una triste storia di “aiuti” a Stati in crisi con conseguente distruzione del welfare state in quei Paesi e il trionfo delle idee neoliberiste, cioè privatizzazioni e liberalizzazioni a go go). La situazione ricorda quello che accade in Italia con le mafie: prima ti minacciano e causano disastri (in questo caso, le banche che hanno causato la crisi mondiale e gli speculatori che ci hanno marciato), poi si offrono di “proteggerti” se fai quello che dicono loro (in questo caso, cedi sovranità al progetto europeo, a una centralizzazione del potere bancario e alla vigilanza del filoamericano Fondo Monetario Internazionale).

A questo si aggiungono i progetti di unione politica, economica e fiscale che si stano portando avanti.

Tutto procederebbe nel senso voluto da questi signori, se non fosse che la crisi economica e le politiche di tagli alla spesa sociale previsti dalla Troika e dagli uomini espressione dei poteri forti bancari (nel nostro caso, Monti) stanno affamando la gente spingendola a proteste sempre più partecipate e drammatiche. Spagna, Portogallo, Grecia, persino Italia (sebbene da noi le cose procedano in tono minore) sono sempre più teatro di rivolte di piazza e di manifestazioni davanti ai luoghi del potere. Il parlamento spagnolo e quello portoghese sono stati circondati da folle di manifestanti, ad Atene ci sono stati violenti scontri durante la visita della Merkel e ieri durante altre proteste ci è scappato il morto. In numerose città italiane ci sono state manifestazioni contro i tagli all’istruzione. Ovunque la risposta dei governi è sempre stata all’insegna della repressione.

Non c’è stato al momento il minimo accenno a rivedere le politiche europee, a chiedere ai popoli europei un referendum sull’euro e sull’Europa o ad aprire tavoli per trovare soluzioni che non siano solo quelle dei tagli alla spesa e dell’accentramento delle decisioni.
Ancora un volta sembra che di comune accordo banche e governi siano intenzionati a lavorare per un progetto di Europa sempre più centralizzato, sempre più nelle mani dei poteri iper-forti (perché si parla di poteri sovranazionali, in grado di nominare e influenzare i governi stessi), esautorando l’unico detentore del diritto di decidere chi debba governare: il popolo stesso.

Ultima previsione, tanto per chiudere con ottimismo: volete vedere che le normali e legittime reazioni della gente contro questo pauroso cumulo di ingiustizie costituiranno il pretesto per inasprire la sicurezza e prendere delle misure da Stato di polizia?

The situation in Europe is just great.
It is incredible how easy it is for the bankers and their fellow politicians carry on their projects without any concern about the protests of the whole Mediterranean.

After the ruling of the German Costitutional Court and the green light given to the ESM, the wonderful New European Order has begun: the most indebted countries will have the possibility to request aid from the new fund, that will take its money from the Eurozone countries themselves, depending on shares participation of each on the ECB.

The initial allocation of ESM is 500 billions euro, but this will most likely be increased in the future. On the dark side of the ESM I already wrote in this post: it is suffice to say that a centralized body, composed of European finance ministers under the supervision of the ECB and of the European commissioner for the economic affairs, will take the money from the States to help countries in crisis as many times as necessary, in total immunity.
For those countries whose bonds won’t be bought by the ESM in the primary market, the ECB will buy them on the secondary, but telling the countries what to do in economic matters, exactly as the Troika (ECB, EU, IMF) does. On the interventions of the ECB, like for those of the ESM, there will be the constant observation of the IMF.

But these are things we know. The spread decreases because it seems that the situation in Europe is more secure and with this double firewall the countries are protected from the speculators, everything seems to be fine and everyone is happy. In reality it is not so simple.

The price of countries’ safety from speculators lies exactly in their cession of sovereignity to the Troika: giving more authority to Bruxelles that was once in the hands of the EU countries, granting ECB the power to decide the conditions of loans and to control the 6,000 banks of the Eurozone and giving the IMF more influence on the politics in Europe (the IMF is also known for the distruction of the welfare state of the countries it has “aided”, with privatizations and liberalizations). This situation is reminiscent of what happens in Italy with the Mafia: first they threaten and cause havoc (in this case, banks who caused the crisis and speculators that made profits with it), then they offer to protect you if you conform at what they say (in this case, countries which have to give their sovereignity to EU and accept the control of ECB on banks and IMF).

We must add to all of this the projects of economic, fiscal and political union which are carried on.

Everything seems to proceed in the desired direction for these noblemen, except that the crisis and the cuts in public spending planned by the Troika and chairmen very close to the banking system (Monti in Italy) are pushing the people towards more and more protests.
Spain, Portugal, Greece, even Italy have increasing scenes of riots and street demonstrations in front of the places of power.
The Spanish and Portuguese parliament were surrounded by thousands of protesters. In Athens there have been clashes during the visit of Angela Merkel. In many Italian cities there have been demonstrations against the cuts on education and Monti’s government.
Everywhere the response of governments has always been dedicated to repression.

There has been no will to review the European policies, to ask Europeans for a referendum on the euro and on Europe, or open tables to find solutions that are not only those of the spending cuts and the centralization of decisions. Once again, it seems banks and governments are working for a project of Europe as centralized as possible, increasingly in the hands of hyper-strong powers (because it speaks of super-national powers, able to appoint and influence governments themselves) stealing power from the only subject who has the legitimacy to decide who should govern: the people.

In the end, there is another risk: that the legitimate reaction of the people to all these injustices could constitute a pretext to tighten security measures implemented like a police state.

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