Il 6 settembre si è consumato uno dei più grossi trasferimenti di potere nella storia d’Europa. Questo processo non si è ancora concluso, ma la data del 6 settembre si può considerare uno spartiacque.
La Bce di Mario Draghi ha deciso, con il parere contrario del solo rappresentante della Bundesbank, di procedere con l’acquisto illimitato di bond dei Paesi in crisi debitoria, soggetti a spread troppo alti e ai morsi della speculazione.

La Bce potrà, d’ora in poi, acquistare sul mercato secondario (quindi non nel primario, cioè le aste pubbliche bandite dagli Stati) i titoli invenduti degli Stati che ne chiederanno l’aiuto, ponendo loro però tutta una serie di condizioni.
Nell’operazione, la Bce sara coadiuvata dal fido Fondo Monetario Internazionale, organizzazione filo-Usa responsabile del tracollo economico e di programmi fatti di tagli alla spesa pubblica e liberalizzazioni in numerosi Paesi del mondo. Il progetto è approvato dalla Commissione Europea: ne consegue che, quando uno Stato chiederà l’aiuto della Bce, sarà sostanzialmente “commissariato” dalla Troika (Bce, Fmi, Ue) esattamente come Grecia, Portogallo e Irlanda. Italia e Spagna, naturalmente, sono le “osservate speciali” per un programma di aiuti.

IL PIANO DRAGHI PUNTO PER PUNTO

Finora la Bce non poteva acquistare massicciamente titoli di uno Stato in crisi, e i suoi interventi erano da considerare straordinari. Ora, chi ne farà uso, sarà fondamentalmente costretto ad accettare le condizioni di prestito, e cioè accettare profonde ingerenze nella propria politica economica e fiscale, una vera cessione di sovranità.

A complicare ulteriormente il quadro c’è l’imminente proposta della Commissione in merito alla vigilanza della Bce sulle 6.000 banche dell’Eurozona. In pratica, si prevede che, per il 1 gennaio 2014, ogni banca dell’Eurozona dovrà rispettare i canoni stabiliti dall’istituto centrale di Francoforte, pena la revoca della licenza bancaria, che equivale alla chiusura. Anche questa funzione non era finora prevista per la Bce.
Al progetto si oppone ancora una volta la sola Germania, che sembra essere rimasta l’unica a contrastare il volere della banca presieduta da Draghi (il cui Consiglio direttivo si compone dei presidenti delle 17 banche centrali dell’Eurozona, più i 6 membri del Comitato esecutivo).

CHE COSE’ LA BCE

Tanto per rincarare la dose, infine, Draghi ha precisato per l’ennesima volta che l’euro è irreversibile, anche se continua a non capirsi bene chi l’abbia stabilito.

Quello che consegue da tutto ciò è un enorme potere che sta passo dopo passo finendo nelle mani della Banca Centrale Europea, che avrà una sempre maggiore influenza sugli Stati della zona euro. Ancora una volta, l’emergenza crisi è stata il mezzo per attuare una serie di enormi cambiamenti di natura politico-economica che non sarebbero mai stati accettati in tempi normali.
C’è da sperare che, se la gestione di questo potere non sarà sufficientemente illuminata, nei Parlamenti e nelle piazze si discuta sulle possibili contromisure.

The 6th of September one of the biggest transfers of power happened in European history. This process is not yet over, but this day can mark a dividing line.

Mario Draghi’s ECB has decided, with the only negative response from the Bundesbank president, to proceed with the unlimited buying of the bonds of indebted countries, if these are subjected to high spreads and to the bites of the speculation, and ask for help.

The ECB will have the power, from now on, to buy on the secondary market the unwanted bonds of the States who seek aid, implementing a series of conditions.

In the process the ECB will be assisted by the IMF, which is apro-USA organization, responsible for the economic meltdown of many States all over the world and for fiscal policies based on cuts on public spending and liberalizations. European Commission has approved the project.
By now, when a State will ask for financial aid from the ECB, it will be “controlled” by the Troika (ECB, IMF and EU) exactly as Greece, Portugal and Ireland. Italy and Spain, naturally, are the “closely scrutinized” nations for a bailout program.

Until now, the ECB could not buy the bonds of an indebted State excessively, and its interventions were considered to be extraordinary. By now, whoever requires a bailout will be forced to accept the strict conditions of loans, and allow interference in its economic and fiscal policies – a true cession of sovereignty.

To make things worst, there is the proposal by the Commission on ECB’s control over the 6,000 banks of the Eurozone. In fact, if this proposal comes to pass, on the 1st January 2014, every bank of the Eurozone will have to comply to the rules made by the institute of Frankfurt. If not, the ECB will have the authority to revoke their banking licenses. This function was not originally scheduled for the ECB. Germany once again opposes to the project, and seems to be the only nation left to stand against the will of the ECB (whose Directive Council is composed of the chairmen of the 17 central banks of the Eurozone, plus 6 members from the Executive Committee).

Finally, Draghi made it clear once again that the euro is “irreversible” (but it is not understood how this is being established).

For these reasons, there is a gradual power shift to the European Central Bank, who will have a growing influence on the States of the Eurozone.
Once again, the emergency crisis has been the mean to implement a series of massive reforms of political-economic nature that would never have been accepted in normal times.
We hope that, if the management of this great power is not enlightened, possible countermeasures will be discussed in Parliaments and on the streets.

Annunci