L’Impero Romano aveva due strategie consolidate per mantenere il controllo su una moltitudine  di territori e popoli differenti. La prima era chiamata “Panem et circenses” e consisteva nella distribuzione periodica di grano alle masse in periodi di carestia e nella istituzione di giochi che avevano il compito di divertire le folle e farle astenere da qualsiasi proposito rivoluzionario. Oggi si parlerebbe di armi di distrazione di massa e contentini vari. La seconda, più raffinata, consisteva nel “Divide et impera”. In pratica si riteneva che, se i popoli assoggettati dalla macchina militare romana si fossero uniti contro l’Impero, questi avrebbero potuto prendere il sopravvento anche disponendo di un’organizzazione tattica meno elaborata. Da qui la necessità di dividere i popoli assoggettati, metterli in contrasto gli uni con gli altri e impedire così la formazione di un fronte comune. Questa tattica vincente è stata replicata innumerevoli volte nella storia, ed è ben conosciuta da chiunque abbia ambizioni egemoniche. Dopo il crollo dell’Impero Romano, il suo posto è stato preso dalla Chiesa di Roma, che è stata il collante dell’Europa per un millennio buono (non a caso corrispondente al Medioevo). Mentre gli Stati europei si facevano la guerra tra di loro, la benedizione del Papa era ciò che legittimava il potere di un sovrano e c’era la corsa fra i vari regnanti ad assicurarsi il titolo di “Difensore della cristianità” contro eretici e “infedeli” (es. Saraceni). Anche l’Italia, curiosamente, è sempre stata fortemente litigiosa e i suoi Comuni hanno sempre avuto forti caratterizzazioni, rivalità e differenze, mentre la Chiesa ha sempre fatto da trait d’union per l’intero Paese… Ai giorni nostri forti rivalità etniche sussitono ancora ad esempio negli Stati africani, dove le multinazionali occidentali prendono risorse a prezzi stracciati mantenendo di fatto nella povertà le popolazioni locali. E una forte differenziazione sussiste ancora all’interno dell’Unione Europea, nella quale i vari Stati, come già scritto in un post precedente, sono uniti in una confederazione nella quale l’unione politica è flebile, mentre l’unione economico-monetaria procede in modo ben più rapido. Scrivevo nel post che l’euro e il sistema economico sono ciò che concretamente unisce l’Europa, mentre dal lato politico una vera unione è ancora un miraggio: la logica ci dice che le istituzioni monetarie diverranno ben presto la forza che manderà avanti il sistema. Leggete ad esempio questo articolo di Romano Prodi (articolo di oggi, vedere la parte sugli Eurounionbond), uomo proveniente da Goldman Sachs (vedi qui) importante banca d’affari americana. Si vuole per il futuro dell’Europa, che le risorse – anche auree – dei vari Stati aderenti confluiscano ulteriormente in un fondo comune per far fronte alle crisi del debito e agli assalti della speculazione internazionale, con un enorme potere per chi gestirà questi fondi. Accentrato il potere economico, diviso il potere politico, per l’appunto.

Divide et impera

The Roman Empire had two main strategies to keep control over different lands and people. The first was called: “Panem et circenses”, and consisted in periodic distributions of wheat to the masses in hard times and in the institution of games with the purpose to avoid rebellions. Today we would call them “weapons of massive distraction”. The second strategy was called “Divide et impera” (divide and conquer). The Romans believed that, if united, the people subdued by their war machine could rise against the empire and win, though their tactical inferiority. For this reason, it was necessary to divide them, put everyone of them against each other, in order to avoid the birth of a common hostile force. After the fall of the Roman Empire, its place was taken by the Roman Church, which has been the “glue” of Europe for one thousand years (the Middle Age). While the european kingdoms fought for the primacy, the blessing of the Pope had the power to legitimate crowns, and the kings tried to please the Holy See fighting heretics and “infidels” to gain the title of “defender of Christianity”. Italy too has always been a land of strifes and struggles between the different towns and territories, while the Church has always played a central role… In these days big ethnic divisions still exist, for example, in the african states, where western corporations take important resources at small cost keeping in poverty local populations. And strong differences remain in the European Union, in which many states are joined in a confederation where the political union is weak, while the economic union increases quickly. The EU is kept together by the euro and the economic system, while a real political union is still not at sight: this means the monetary institutions will soon become the engine of the european system. Yesterday Romano Prodi (italian ex-premier and formerly man of big investment-bank Goldman Sachs) proposed the “Eurounionbond” as solution for the debt crisis: he asked for the raising of a central european fund, with gold and assets of the different states as guarantee, to win the international speculation and come out from the crisis. It will give an enormous power to people that will control it. Centralized the economic power, divided the political one, just like we said before.

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