Inizia con questo una serie di post legati al mondo dell’economia e della finanza e in particolare all’attuale crisi economica.

L’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti sono scossi da una crisi finanziaria senza precedenti e cercherò con i miei post di rendere più chiara la situazione, per quanto possibile in base alle mie conoscenze e letture.

In questo primo post vorrei riportare, per iniziare, uno spezzone di un articolo del “Sole 24 ore” del 10/08/2011, che illustra bene come, dopo la crisi greca e con il recente acquisto di titoli di debito pubblico italiani da parte della Bce, stia cambiando la modalità con cui gli Stati vengono “aiutati” a gestire i loro debiti pubblici. Il pezzo è il seguente:

“L’espansione del contagio a Italia e Spagna ha inaugurato la settimana scorsa modalità diverse: niente programma sottoscritto in modo formale con le controparti internazionali, niente troika (Ue, Bce, Fmi), niente finanziamenti diretti ai governi. Si è assistito però a un commissariamento di fatto, con una combinazione di pressioni fortissime dei mercati finanziari, della Bce (in cambio dell’acquisto di debito sul mercato secondario), delle altre capitali (Berlino e Parigi): una combinazione che si è rivelata, anche per effetto dell’emergenza, più efficace dello strumentario formale adottato in passato”.

In parole povere, le forze internazionali, se riguardo alla Grecia l’hanno costretta ad adottare le misure volute con prestiti da parte di Fmi, Ue e Bce, con l’Italia stanno ottenendo lo stesso effetto con la pressione dei mercati finanziari e con l’intervento della Bce nell’acquisto del debito pubblico: nel frattempo Francia e Germania fanno pressioni perchè, in caso di fallimento dello Stato Italia e di istituzione del fondo Efsf (il cosiddetto Fondo europeo salva-Stati), una buona parte del denaro necessario a risollevare il Belpaese verrebbe da loro, Paesi tra i più importanti (e notevoli contribuenti) dell’Eurozona. Cambiano i mezzi ma la sostanza è la stessa: intanto il Governo italiano si prepara a varare nuove misure fiscali restrittive (tagli alla spesa pubblica, liberalizzazioni, privatizzazioni). Tutto grazie alla “speculazione internazionale” sui mercati finanziari, che ha enormemente aumentato i rendimenti dei nostri titoli di debito pubblico e quindi il rischio di insolvenza del nostro Paese.

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